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Zelensky-Trump: serve un mediatore terzo e extraeuropeo?

Ristretto – Lo scontro Zelensky-Trump è un momento storico nelle relazioni tra Ucraina e Stati Uniti: per evitare una frattura totale potrebbe essere necessario un mediatore extraeuropeo e interessato a ricomporre la relazione tra i due Paesi.

L’incontro nello Studio Ovale tra i due Presidenti, avvenuto a favore di telecamere e con la partecipazione attiva del vicepresidente J. D. Vance, è destinato a lasciare il segno non solo nelle relazioni tra Ucraina e Stati Uniti, ma anche nei rapporti euro atlantici.
Se, infatti, già in passato tra Zelensky e Trump i rapporti erano complessi, in particolare sul caso Burisma collegato al figlio di Joe Biden, per il quale il Presidente statunitense aveva chiesto aiuto al collega ucraino per screditare Hunter Biden, mai si era sfociati in un scontro in diretta televisiva con tonalità così aspre al limite della rissa, uno spettacolo che è il miglior assist per il Cremlino, il più interessato alla rottura tra i due e, soprattutto, alla frattura tra Europa e Stati Uniti, il vero obiettivo di politica estera di Mosca.
Da un lato il Presidente ucraino non è riuscito a comprendere che la diplomazia per Trump è fatta di rapporti interpersonali, in cui blandire, elogiare ed esprimere apprezzamento sono considerati più importanti del concetto di democrazia occidentale, più caro ai partner europei rispetto alla nuova Amministrazione USA, basata sulla priorità ai problemi di sicurezza ed economia interni.
Dall’altra parte, Trump ha ribadito, ancora una volta, la sua volontà di essere al centro della scena, senza tollerare alcuno “sfidante” che possa metterne in dubbio il pensiero, dimostrando sia la sua imprevedibilità, sia la volontà di scavalcare il Congresso, in cui anche tra le fila repubblicane non sono pochi i sostenitori dell’Ucraina e dell’invio di armamenti a Kyiv.
Senza il supporto statunitense, l’Ucraina non ha possibilità concrete di sedersi al tavolo dei negoziati e ottenere risultati. Se la Russia dovesse riportare una vittoria completa su Kyiv, il rischio per Washington sarebbe un secondo Afghanistan, dove il frettoloso ritiro delle truppe nel 2021 rappresentò uno dei punti più bassi della recente politica estera del Paese.
Entrambi gli attori, quindi, devono tornare a parlarsi, sebbene, in maniera inevitabile, toccherĂ  al Presidente ucraino la prima mossa. Una possibilitĂ  per Zelensky potrebbe essere usare un mediatore terzo per ricucire la relazione con gli Stati Uniti, come, ad esempio, un attore che ha dimostrato, nel corso degli anni della guerra, di saper giocare su piĂą tavoli, ovvero la Turchia.
Il Presidente turco Erdogan sul conflitto in Ucraina ha avuto una posizione più conciliante con la Russia rispetto all’Unione Europea, elemento che lo può accomunare alla nuova diplomazia statunitense, ma è stato uno dei più importanti fornitori di armi al Governo ucraino e ha interesse, come l’Ucraina, a contenere l’influenza russa nel Mar Nero.
Trump apprezza i leader forti e con “carte da giocare” come Erdogan e il triangolo tra Stati Uniti, Ucraina e Turchia potrebbe diventare un asse molto interessante per fare in modo che il dialogo tra Zelensky e Trump possa riprendere.

Lorenzo Pallavicini

“The White House” by radkuch.13 is licensed under CC BY

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Perchè è importante

• La frattura in diretta televisiva tra i due Presidenti è uno dei momenti più critici per l’amministrazione Zelensky, che ha visto nel supporto USA un elemento indispensabile durante i tre anni di guerra.
• Riavviare il dialogo tra le parti è essenziale anche per i Paesi europei. Tuttavia, per ricostruire la relazione ucraina-statunitense potrebbe servire un attore terzo che possa comprendere sia i bisogni ucraini di sicurezza e protezione sia la volontà di Trump di un dialogo con la Russia.

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Lorenzo Pallavicini
Lorenzo Pallavicini

Nato a Cuneo nel 1985, con esperienze politiche a livello locale e regionale in Piemonte,
viaggiatore con esperienza pluridecennale, autore di articoli di attualitĂ  locale e politica su
testate locali, da diverso tempo interessato alla scrittura a carattere geopolitico sulla situazione internazionale di diverse aree nel mondo, in particolare della realtà europea e della Federazione Russa e dei paesi ex membri dell’URSS e della galassia comunista.

 

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