utenti ip tracking
lunedì 19 Aprile 2021

Che cosa succede in Portogallo?

In breve

  • Il Portogallo, al pari degli altri Stati uropei, si trova a dover affrontare l’aumento dei casi da Covid-19.
  • Le ultime elezioni regionali delle Azzorre hanno infiammato il quadro politico del Paese.
  • Il Portogallo succederà alla Germania, a partire da gennaio, alla guida della Presidenza del Consiglio dell’UE.

Dove si trova

Ascolta l'articolo

In 3 sorsiTra aumento dei casi di Covid-19, elezioni regionali e piano di rilancio economico, che momento sta vivendo il Portogallo?

1. LA SITUAZIONE ATTUALE

Durante l’inizio della pandemia di marzo, il Portogallo è stato uno dei Paesi meno toccati dall’emergenza coronavirus, facendo addirittura parlare di “miracolo portoghese”.
Attualmente invece, nonostante i numeri non siano paragonabili a quelli della vicina Spagna o della Francia, anche il Paese iberico sta attraversando un rapido e inquietante aumento dei contagi, con più di 190mila casi registrati dall’inizio della pandemia e circa 3.200 decessi.
Per ovviare a questa situazione l’esecutivo socialista di António Costa, durante un collegio straordinario dei ministri di metà novembre, ha deciso di adottare lo stato d’emergenza. In settimana, dalle 23 alle 5, è istituito il coprifuoco in 121 Comuni – tra cui le aree metropolitane di Lisbona e Oporto – dove vive più del 70% dei portoghesi. Le misure principali del Governo riguardano, oltre a chiusura di bar e ristoranti, lo scaglionamento degli ingressi nelle aziende, restrizioni per il settore dei viaggi e obbligo di test diagnostici per entrare e uscire nelle aree più toccate del Paese.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Antonio Costa, Segretario Generale del Partito Socialista e Primo Ministro del Portogallo

2. IL CONTESTO POLITICO

Il Portogallo presenta una situazione politica particolare. L’esecutivo è infatti composto da un unico partito – il Partito Socialista – e si regge su un appoggio esterno del Blocco di sinistra (formato da 3 partiti di centrosinistra) e della Coalizione Democratica Unitaria (all’interno della quale troviamo i comunisti e i verdi).
Il programma del Governo riguarda soprattutto tematiche ecologiche e sociali quali la lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione delle disuguaglianze di reddito e di genere.
Oltre all’emergenza coronavirus, nelle ultime settimane, il dibattito politico portoghese si è concentrato sulle elezioni della regione delle Azzorre.
L’appuntamento elettorale era visto con grande curiosità perché rappresentava il primo test politico dopo l’inizio dell’emergenza Covid-19.
Le elezioni hanno rappresentato una battuta d’arresto per i socialisti di Costa, visto che il suo partito, che governa la Regione da 24 anni, ha perso la maggioranza assoluta con una flessione del 4% dei consensi rispetto a 4 anni fa.
Il partito d’opposizione di centrodestra dei socialdemocratici (PSD) ha ottenuto un incremento di voti con 2 seggi in più rispetto alle scorse elezioni. La principale novità riguarda invece il risultato del partito di estrema destra CHEGA, che con il suo 5% entra a far parte, per la prima volta, del Parlamento regionale.
Il 7 novembre il PSD e il Partito Popolare (CDS-PP) hanno formalizzato l’accordo per governare le Azzorre, che prevede un forte piano di lotta alla corruzione e un drastico taglio dei costi della politica e che ha incassato l’appoggio esterno di CHEGA.
Le elezioni regionali delle Azzorre hanno messo in subbuglio la politica portoghese, con il partito nazionalista di André Ventura che ha dichiarato di voler denunciare il premier Costa. Il Primo Ministro, infatti, riferendosi al risultato elettorale di CHEGA, aveva parlato di un partito estremista, xenofobo e razzista.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – La Commissione Europea si è espressa positivamente sulla bozza portoghese del Piano di rilancio

3. LE RELAZIONI CON BRUXELLES

Incassata la sconfitta nelle Azzorre, António Costa è alle prese con la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) da inviare alla Commissione Europea per spiegare come Lisbona intende investire le risorse di Next Generation EU (NGEU).
Nella prima bozza del PNRR portoghese inviata a Bruxelles a ottobre, il Governo di Lisbona punta a utilizzare i circa 14 miliardi di euro di sovvenzioni previsti dal Recovery plan. Le risorse principali, secondo la prima bozza, saranno destinate a resilienza, transizione climatica e transizione digitale. Il blocco più importante viene riservato al capitolo della resilienza (ovvero vulnerabilità sociale, competitività e coesione territoriale).
Dopo aver escluso il MES, fino a qualche mese fa il premier escludeva anche la possibilità di ricorrere ai prestiti previsti da Next Generation EU per evitare un incremento del già alto debito pubblico portoghese. Per Costa “il Portogallo deve uscire dalla crisi più forte dal punto di vista sociale, ma anche più solido finanziariamente”.
Nelle ultime settimane però la posizione dell’esecutivo portoghese si è ammorbidita e sta valutando l’uso di 4,5 miliardi di prestiti da destinare a edilizia popolare, capitalizzazione di imprese e materiale rotabile.
Nel suo discorso a Lisbona, il Presidente della Commissione Europea Von der Leyen ha espresso apprezzamenti per il piano portoghese “in linea con le priorità della Commissione”. Secondo Von der Leyen le risorse di Next Generation EU aiuteranno il Portogallo nella “transizione verso fonti energetiche rinnovabili”.
Il Portogallo sarà uno dei Paesi europei da seguire con maggiore interesse nei prossimi mesi. Oltre alla definizione ufficiale del suo PNRR, sarà chiamato a un importante incarico a partire da gennaio 2021, ovvero la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.
L’attuale Presidenza tedesca, già in fase di definizione di Next Generation EU, si trova nel pieno delle trattative per il nuovo Quadro Finanziario Pluriannuale 2021-2027, un’impegno complesso fatto di lunghi negoziati tra Istituzioni comunitarie e veti di alcuni Paesi dell’UE. Superate, come si spera, le trattative, si dovrà passare all’implementazione delle risorse, una fase che vedrà Lisbona alla guida del Consiglio dell’UE.

Luca Rosati

Sunset in Lisbon” by Michaela Loheit is licensed under CC BY-ND

Luca Rosati
Luca Rosati

Appassionato al processo di integrazione europea e al rapporto tra gli Stati membri, sono laureato in scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Torino. Ho svolto un periodo di studio presso la facoltà di Scienze Sociali di Parigi nell’ambito del programma Erasmus.

Dopo la laurea, ho lavorato due anni presso la pubblica amministrazione francese a Lione dove mi sono occupato della gestione di programmi e fondi europei.

Attualmente sono impiegato presso il dipartimento Affari Europei della Regione Valle d’Aosta dove mi occupo di progettazione europea e di comunicazione sulle attività dell’Unione Europea.

Frequento inoltre il Diploma in Affari Europei dell’ISPI (Istituto Superiore di Politica Internazionale) di Milano.

 

 

Ti potrebbe interessareCORRELATI
Letture suggerite