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lunedì 19 Aprile 2021

Le ambizioni climatiche di USA e Cina

In breve

  • In un annuncio inatteso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Cina ha rinnovato il suo impegno nella lotta al cambiamento climatico. Obiettivo: raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060.
  • Nessun dettaglio ancora rilevato sugli obiettivi climatici cinesi per il periodo 2021-2025, ma il gigante asiatico ha riferito che “nuovi impegni” saranno consegnati alle Nazioni Unite entro fine 2020.
  • Dall’altra parte del mondo, la presidenza Biden lascia intendere un netto cambio di rotta sui temi ambientali (rispetto agli ultimi quattro anni). Obiettivo: emissioni zero entro il 2050.

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In 3 sorsi Il recente impegno della Cina nel raggiungere la carbon neutrality e il piano climatico della nuova presidenza Biden. Una convergenza di forze nella lotta al cambiamento climatico oppure una scelta geopolitica strategica?

1. LA QUESTIONE AMBIENTALE DI NUOVO IN AUGE

Sebbene l’attuale crisi sanitaria da Covid-19 stia mettendo a dura prova la realizzazione degli obiettivi europei sul clima, altri Stati come la Cina e il Giappone hanno recentemente annunciato il loro impegno a ridurre le proprie emissioni di gas serra, auspicando il raggiungimento della neutralità carbonica rispettivamente entro il 2060 e il 2050. Lo scorso settembre 2020 il Presidente cinese Xi Jinping, durante il suo discorso in videoconferenza all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha difatti rinnovato l’impegno della Cina nel raggiungere il picco delle emissioni entro il 2030, puntando a diventare carbon neutral entro il 2060. Un annuncio che ha risollevato le aspettative dell’Assemblea Generale dell’ONU sulla progressione della questione ambientale, minata non solo dalla fase di stallo dei negoziati sul clima, ma anche dal rinvio nel 2021 della conferenza delle parti di quest’anno (COP26) a causa dell’attuale situazione sanitaria. Tuttavia, né la Cina né il Giappone hanno presentato a tutt’oggi un quadro concreto su come realizzare “una società verde“.

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Fig.1 – Discorso del Presidente cinese Xi Jinping alla 75sima sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU

2. SOSTENIBILITÀ: OBIETTIVO DEL QUATTORDICESIMO PIANO QUINQUENNALE CINESE?

Molte domande su come uno dei Paesi più inquinanti del mondo raggiungerà questo obiettivo sono rimaste senza risposta. Il gigante asiatico è responsabile di oltre un quarto delle emissioni globali di gas serra, sebbene sia anche uno dei protagonisti dell’Accordo sul clima di Parigi e il Paese che investe di più nelle energie rinnovabili. Dopo l’ambizioso impegno del Presidente Xi Jinping del mese scorso di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060, i dirigenti cinesi hanno chiesto di accelerare la transizione ecologica. La Cina promette di “fare di più” per ridurre le emissioni di gas serra nei nuovi impegni che saranno consegnati alle Nazioni Unite entro la fine di quest’anno, ha riferito Xie Zhenhua, il principale consulente del Paese in materia di cambiamenti climatici. Tuttavia nessun dettaglio sui suoi obiettivi climatici per il periodo 2021-2025 è stato rivelato, preoccupando gli attivisti che temono che il colosso asiatico possa fare marcia indietro sugli impegni presi. Un timore alimentato anche dall’approvazione di ulteriori progetti di energia elettrica a carbone.

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Fig.2 – L’attuale Presidente americano Joe Biden parla del cambiamento climatico e degli incendi sulla costa occidentale al Delaware Museum of Natural History il 14 settembre 2020 a Wilmington, Delaware

3. L’AMBIENTE, UN TERRENO DI CONFLITTO O COOPERAZIONE?

La (quasi) indiscussa elezione di Joe Biden alla Presidenza statunitense lascia presagire un cambio di rotta sulla questione climatica anche alla Casa Bianca. Il candidato democratico, infatti, durante le primarie aveva convocato una task force per definire la sua agenda sul clima. Un piano da 2mila miliardi di dollari, ripartiti in quattro anni, volto a tracciare un percorso irreversibile e più rapido nella lotta al cambiamento climatico, con lo scopo di azzerare le emissioni di carbonio nel settore dell’elettricità e puntando a una maggiore attenzione sulla giustizia ambientale. Sebbene tale piano abbia lo scopo di raggiungere l’obiettivo di emissioni zero prima del 2050, esso è stato definito da David Wallace-Wells del New York Magazine come “disperatamente inadeguato”. L’impatto ambientale statunitense e cinese richiederebbero sforzi più incisivi e netti per contrastare il cambiamento climatico. Sebbene le numerose divergenze non aiutino le relazioni tra i due Paesi, secondo Richard Haass, l’Amministrazione Biden potrebbe cercare di avviare “un dialogo serio e strategico con Pechino, al fine di determinare temi di potenziale cooperazione“, tra cui quello “sui cambiamenti climatici”. La promozione di una loro azione congiunta potrebbe rappresentare un punto di svolta nella lotta al cambiamento climatico, sollecitando e influenzando gli altri Stati a rispettare l’accordo di Parigi.

Ester Del Nonno

2016 Climate Trends Continue to Break Records” by NASA Goddard Photo and Video is licensed under CC BY

Ester Del Nonno
Ester Del Nonno

Nata a Roma nel 1994, sono laureata in Giurisprudenza all’Università degli studi di Roma III con una tesi su «La questione dell’arcipelago delle Chagos nel diritto internazionale». Tale percorso accademico cominciato a Roma, si è concretizzato definitivamente in Francia, dove ho continuato (e continuo tutt’ora) a coltivare la mia passione per il diritto internazionale e la geopolitica.

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