utenti ip tracking
giovedì 5 Agosto 2021

La strana coppia Seul-Tokyo nella nuova Asia dell’accordo RCEP

In breve

  • L’ ambizioso obiettivo del RCEP è rafforzare la cooperazione regionale e il multilateralismo in Asia orientale, garantendo l’integrazione di economie con diversi livelli di sviluppo e il raggiungimento di una maggiore prosperità per l’intera regione.
  • Il RCEP vede per la prima volta Cina, Giappone e Corea del Sud partecipare alla stessa area di libero scambio. Rappresenta inoltre il primo accordo commerciale tra Cina e Giappone e il primo FTA tra Giappone e Corea del Sud.
  • Tra i partecipanti al RCEP, Tokyo e Seul otterranno dall’accordo benefici maggiori rispetto agli altri. Secondo le proiezioni, entrambi i Paesi vedranno il loro reddito reale aumentare dell’1% entro il 2030, più di ogni altro membro.
  • Giappone e Corea del Sud dovranno necessariamente cooperare per evitare una potenziale egemonia cinese sulla regione, ma dissidi politici e divergenze strategiche potrebbero complicare il raggiungimento di tale obiettivo.

Dove si trova

Ascolta l'articolo

Caffè LungoDalla firma del mega-accordo di libero scambio RCEP emerge un inedito FTA tra Corea del Sud e Giappone, per la prima volta vincolati sul piano commerciale da un accordo ufficiale e tenuti a bilanciare l’egemonia regionale cinese.

RCEP: I NUMERI DELL’ACCORDO

Lo scorso 15 novembre è stato finalizzato il più grande accordo di libero scambio al mondo: il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP). L’accordo, cui hanno aderito Australia, Cina, Corea del Sud, Giappone, Nuova Zelanda e i Paesi membri dell’ASEAN, copre un’area che rappresenta circa il 30% del PIL globale e della popolazione mondiale (2020). L’importanza dell’evento è inoltre notevolmente amplificata dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che sembra ancora lontana dall’epilogo. Lo studio condotto da Petri e Plummer (2020) stima che il RCEP rinforzerà l’interdipendenza dell’Asia orientale, aumentando l’interscambio tra i suoi membri per oltre $420 miliardi e compensando gli effetti della disputa commerciale a livello globale, ma non per Washington e Pechino. La Cina trarrà comunque grandi benefici dall’accordo insieme a Giappone e Corea del Sud, grazie a una maggiore cooperazione e a un rafforzamento dei legami istituzionali tra di loro. I tre Paesi rappresentano da soli circa l’80% del PIL complessivo del RCEP e solo una parte del loro interscambio è attualmente coperta da FTA tra Cina e Corea del Sud. In particolare Tokyo e Seul otterranno maggiori vantaggi rispetto agi altri partecipanti, proprio grazie alla maggiore accessibilità alle rispettive economie.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – La cerimonia della firma virtuale del RCEP si è tenuta ad Hanoi alla sola presenza del premier vietnamita Nguyễn Xuân Phúc. Gli altri leader erano collegati in videoconferenza

I VANTAGGI DEL NUOVO FTA

Anche senza un accordo trilaterale, Pechino è il principale partner commerciale sia del Giappone che della Corea del Sud, che sono rispettivamente il terzo e il quarto mercato di riferimento per la Cina. La crescente interdipendenza tra i tre potrebbe portare a ulteriori accordi formali, incentivando la collaborazione nelle catene di approvvigionamento, diventate incerte nel contesto delle attuali tensioni sino-americane. Questo favorirebbe la realizzazione di reti di produzione incentrate sulla Cina, contribuendo a un ulteriore incremento del suo peso politico. Nonostante nel 2012 siano stati avviati negoziati per la creazione di un partenariato trilaterale (CJKFTA), le tensioni politiche tra Giappone e Corea del Sud, scaturite poi in un vero e proprio conflitto commerciale, avevano impedito di proseguire nelle trattative. Con il RCEP, Seul e Tokyo partecipano per la prima volta a uno stesso accordo di scambio. Sebbene non si tratti di un FTA bilaterale, i due Paesi saranno vincolati sul piano commerciale, in un periodo in cui le loro relazioni diplomatiche sono vicine ai minimi storici. La recente elezione di Yoshihide Suga alla guida del Governo giapponese ha contribuito a un parziale raffreddamento delle tensioni e a un’apparente ripresa del dialogo. Tuttavia la natura multilaterale del RCEP è stata probabilmente un fattore chiave per indurre entrambe le parti a concludere un comune accordo commerciale. Attualmente, nonostante siano rispettivamente il terzo partner commerciale l’uno dell’altro, solo il 19% dell’export non è soggetto a dazi, mentre il RCEP porterà la soglia all’83%, segnando un salto sostanziale rispetto ai livelli esistenti. Per proteggere i settori chiave dell’economia sudcoreana dalle concessioni tariffarie sono stati esclusi articoli sensibili come automobili e macchinari, introducendo programmi a lungo termine (da 10 a 20 anni) per l’abolizione progressiva dei dazi su altri prodotti giapponesi. Allo stesso modo Tokyo non solleverà i dazi di ingresso per automotive, industria meccanica e alcuni prodotti agroalimentari, al fine di tutelare i produttori locali. La progressiva liberalizzazione commerciale potrebbe incentivare entrambe le parti a evitare un ulteriore deterioramento delle relazioni bilaterali.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Il premier cinese Li Keqiang insieme all’ex Primo Ministro giapponese Shinzo Abe e al Presidente della Corea del Sud Moon Jae-in durante l’ultimo vertice trilaterale tra i loro Paesi tenutosi lo scorso anno a Chengdu, nella Cina sud-occidentale

COLLABORAZIONE “FORZATA”

Il RCEP si propone come il primo di ulteriori passi volti a rimodellare l’architettura commerciale della regione e per questo è indispensabile che Seul e Tokyo intraprendano una relazione costruttiva. La ratifica del FTA ridurrà l’influenza economica degli USA in Asia-Pacifico, a seguito anche della decisione di Trump di uscire dal TPP, favorendo l’ascesa della Cina e il consolidamento della sua leadership economica regionale. La collaborazione tra Seul e Tokyo è necessaria per arginare lo strapotere cinese, considerando anche la mancata partecipazione dell’India all’accordo, l’unico Paese in grado di resistere commercialmente all’urto di Pechino. La stabilizzazione dei rapporti tra Corea del Sud e Giappone potrebbe in questo senso favorire un maggiore equilibrio regionale, limitando la sfera d’influenza cinese. Un’eventuale adesione della Corea del Sud al CPTPP (la nuova versione del TPP negoziata dopo l’uscita degli USA) rafforzerebbe ulteriormente il legame, aggiungendo slancio al RCEP e riducendo la forte dipendenza dalla Cina. Ma i due Paesi continuano ad avere prospettive divergenti su come affrontare il panorama strategico nell’Asia orientale. Tokyo, pur adottando una strategia di bilanciamento globale contro la Cina, cerca di gestirla in modo pragmatico stabilizzando i legami commerciali. Seul sembra invece pendere unilateralmente verso Pechino, cercando allo stesso tempo di non allontanarsi dall’alleanza con Washington. Per costruire una relazione orientata al futuro, entrambi i Paesi dovranno trovare un modo per superare le difficili questioni storiche e formulare una comune visione strategica per l’Asia orientale.

Jacopo Genovese

East Asian flags” by futureatlas.com is licensed under CC BY

Jacopo Genovese
Jacopo Genovese

Romano, laureato in scienze economiche per poi scoprire di essere appassionato di geopolitica, che ora studio nel tempo libero. Durante il mio percorso accademico ho sviluppato un marcato interesse per il mercato asiatico studiando l’inesorabile ascesa delle Quattro Tigri Asiatiche e gli aspetti macroeconomici su cui è stato costruito il miracolo asiatico.

Ti potrebbe interessareCORRELATI
Letture suggerite