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    Le Forze armate dell’Ecuador

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    Miscela StrategicaQuito con la presidenza Correa ha cambiato completamente il proprio sistema di alleanze archiviando le rivalità con il Perù e amplificando invece quelle con la Colombia. Le forze armate del Paese sono all’altezza delle attuali sfide alla sicurezza nazionale? Scopriamolo insieme

    IL PAESE DELL’EQUATORE – L’Ecuador, noto per la biodiversità delle isole Galápagos che ha ispirato il darwinismo, è situato al nord del Perù, a sud-est della Colombia e a ovest è bagnato dall’Oceano Pacifico. Nel Paese, attraversato dalla linea equatoriale da cui prende il nome, si distinguono tre fasce geografiche specifiche: la costa occidentale (terreni alluvionali), la Sierra andina centrale e l’area amazzonica orientale (tropicale). Territorio abitato da importanti civiltà precolombiane, come quella costiera dei Manteña – tra i primi a venire in contatto con gli europei – e dei Cañari – abitanti della sierra che si opposero invano all’espansionismo incaico -, venne conquistato dagli spagnoli nella prima metà del ‘500. Dopo l’indipendenza dalla Spagna (1822), il Paese ha fatto parte del progetto bolivariano della Grande Colombia (1819-1831) – Stato che riuniva i territori di Colombia, Venezuela, Ecuador e Panamá – da cui è uscito nel 1830. I suoi centri politici ed economici più importanti sono la capitale Quito, situata nella Sierra, e la città costiera di Guayaquil. Suddivisa in 7 regioni, due distretti metropolitani e una regione speciale (isole Galápagos), la Repubblica presidenziale monocamerale dell’Ecuador è tra le più turbolente dell’area, scossa da numerosi golpe,  di cui tre avvenuti negli ultimi 20 anni (1997, 2000 e 2005). L’attuale presidente Rafael Correa, al suo secondo mandato, ha tentato di porre un freno all’instabilità politica con riforme istituzionali, seguendo un cammino populista e anticapitalista. Queste posizioni hanno favorito, nel 2009, l’adesione all’Alleanza bolivariana per le Americhe (ALBA) di Chávez e l’allontanamento dal primo partner commerciale di allora: gli USA.

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    Fig.1 – Il Presidente Rafael Correa nel giorno di una rassegna militare

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=”220″]L’Ecuador in numeri

    • Indice di corruzione percepita (Transparency International, 2014): 110° posto su 175.
    • Libertà di stampa (Reporters Without Borders, 2015): 108° posto su 179.
    • Composizione etnica: meticci 65%, amerindi puri 25%, altre minoranze 10%.
    • Popolazione: urbana 68,5%, rurale 31,5%.
    • Prodotto interno lordo (PIL) 2014: 87,1 miliardi di dollari.
    • Composizione del PIL: primario 9,6%, secondario 37% e terziario 53,4%.
    • Rapporto debito/PIL: 20%.
    • Bilancia commerciale: – 2.005 milioni di dollari. [/box]

    LE MINACCE ALLA SICUREZZA NAZIONALE – La presidenza Correa ha cambiato radicalmente il sistema di alleanze del Paese, ora vicino a Venezuela, Cile e a partner “scomodi” come Iran e Cina.
    L’allontanamento dalla sfera d’influenza statunitense è stato sancito dalla decisione, presa nel luglio 2009, di non confermare la concessione all’esercito USA per l’utilizzo della base aerea di Manta, utilizzata dagli statunitensi per condurre operazioni contro il narcotraffico in America Latina.
    Dal punto di vista regionale, i competitors principali sono Colombia e Perù.
    Con Lima, Quito ha condotto tre conflitti (1941-1942, 1981 e 1995) legati alla demarcazione dei confini, risolti definitivamente il 26 ottobre 1998 con la firma dell’Atto di Brasilia, mentre restano forti tensioni con Bogotà.
    Il continuo appoggio alle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) ha esasperato i rapporti diplomatici a oggi deteriorati, come dimostrato dalla “crisi diplomatica andina” del 2008, quando le Forze armate colombiane sconfinarono in Ecuador per attaccare le milizie ribelli.

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    Fig.2 – Esercito ecuadoregno in parata a Quito

    [tabs type=”horizontal”]
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    [tab_title] Esercito [/tab_title]
    [tab_title] Aeronautica [/tab_title]
    [tab_title] Marina [/tab_title]
    [/tabs_head]
    [tab]

    Suddiviso in quattro divisioni sotto un unico comando presente a Quito, l’esercito ecuadoriano utilizza un mix di sistemi d’arma di derivazione occidentale e orientale, tipica della maggior parte delle forze armate dell’area. Armi leggere, controcarro e artiglieria contraerea di diversa fattura convivono creando una linea logistica complessa e disomogenea. L’ossatura delle sue forze corazzate si basa ancora sul carro leggero AMX 13 (108 unità) anche se è in corso l’acquisizione di circa 200 carri Leopard I di seconda mano dal Cile – a oggi ne sono stati consegnati una quarantina. L’aviazione utilizza come elicotteri da trasporto e d’attacco i francesi AS550 C3 Fennec, Gazelle e il russo Mil Mi-17.

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    Fig.3 – Forze speciali in addestramento

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    [tab] La FAE (Fuerza Aérea Ecuatoriana), suddivisa su tre gruppi di combattimento e uno di trasporto, era dotata di mezzi per lo più occidentali ma datati, come caccia multiruolo di terza generazione (Mirage F1, Jaguar e IAI Kfir) che si sono distinti nel 1995, durante la guerra del Cenepa con il Perù, riportando l’abbattimento di due Sukhoi Su-22 di Lima. Attualmente sono in servizio 13 Kfir, 12 Cheetah di produzione sudafricana – una “copia” migliorata del Mirage III – e come addestratori e COIN (COunterINsurgency) otto di 18 Embraer Super Tucano ordinati al Brasile.

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    Fig.4 – Un elicottero Gazelle viene approntato per una missione di ricognizione al confine con la Colombia

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    La Armada del Ecuador, suddivisa in quattro direzioni nazionali e un comando di operazioni navali sottoposti al Comando generale, dispone, tra le unità principali, di sei corvette classe Esmeralda (costruite da Fincantieri), due fregate lanciamissili comprate di seconda mano dal Cile, cinque navi d’appoggio e due sottomarini diesel Type 209 prodotti in Germania, di cui uno in fuori servizio per il necessario aggiornamento.
    La Marina dispone anche di una propria fanteria composta da circa 5.000 operatori con sede principale nella città costiera di Guayaquil.

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    Fig.5 – Cadetti ecuadoregni a bordo della “tall ship” BAE Guayas

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    [/tabs]

    ECUADOR E COLOMBIA: STRUMENTI DI DIFESA A CONFRONTO

    [one_half]Ecuador

    • Personale in servizio attivo: 58.000 di cui 46.500 Esercito, 7.300 Marina e 4.200 Aviazione
    • Paramilitari: 500
    • Spesa militare: 3,5% del PIL
    • Provenienza import armi (2003-2010): 23% Brasile, 23% Cile, 9% Venezuela
    • Missioni militari all’estero: MINUSTAH (Haiti)

    [/one_half][one_half_last]Colombia

    • Personale in servizio attivo: 281.400 di cui 221.500 Esercito, 46.150 Marina e 13.750 Aviazione
    • Paramilitari: 159.000
    • Spesa militare: 3,3% del PIL
    • Provenienza import armi (2003-2010): 41% USA, 25% Israele, 10% Spagna
    • Missioni militari all’estero: MFO (Egitto)

    [/one_half_last]

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    Fig.6 – Soldati ecuadoregni in pattuglia vicino al confine colombiano

    UN QUADRO POCO ROSEO – La “Revolución Ciudadana” del presidente Rafael Correa, che avrebbe voluto realizzare in Ecuador il socialismo del XXI secolo in salsa chavista, si sta scontrando con una grave crisi economica legata alla forte dipendenza del Paese all’esportazione del petrolio, le cui rendite contribuiscono per il 25% del PIL.
    La conseguente crisi di leadership politica non è alleviata dall’illusoria immagine del Presidente difensore del patrimonio ambientale nazionale – si pensi alla rappresentazione del caso Chevron e la foto con la mano sporca di petrolio – vista l’impopolare decisione di avviare le esplorazioni petrolifere nel parco nazionale di Yasuní.
    L’immagine indebolita del Presidente mina la stabilità di un Paese in cui i cambi violenti di regime non costituiscono un ricordo lontano e potrebbe far emergere minacce interne a cui una parte delle Forze armate non sono mai state estranee, come testimoniato dai continui golpe del passato.

    [one_half]

    [box type=”warning” align=”aligncenter” class=”” width=””]

    RISCHI

    • Continua conflittualità con la Colombia
    • Sistemi d’arma obsoleti
    • Crisi di leadership politica a seguito di una lunga crisi economica
    • Instabilità politica che potrebbe favorire piani golpisti come avvenuto in passato

    [/box]

    [/one_half][one_half_last]

    [box type=”note” align=”aligncenter” class=”” width=””]

    VARIABILI

    • Crisi economica aggravata dal ribasso del prezzo del petrolio, di cui Quito è un forte esportatore
    • Aumento dell’instabilità interna del Paese e della criminalità

    [/box]

    [/one_half_last]

    Francesco Tucci

     

     

    Foto: aeromundomag

    Francesco Tucci
    Francesco Tucci

    Sono un giornalista professionista laureato in Scienze politiche. Specializzato in diritto parlamentare, ho lavorato alla Camera dei deputati dopo essere approdato ad alcune agenzie stampa. Da sempre interessato alle dinamiche geopolitiche e militari estranee “all’orticello di casa”, ho collaborato con il Centro Studi Internazionali (Ce.S.I) e con il Caffe’ Geopolitico per cercare di svelare le strategie dei principali attori internazionali.

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