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    Sfruttamento degli asteroidi: si muove il Lussemburgo

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    AstroCaffèLe risorse spaziali potrebbero essere oggetto di sfruttamento in un futuro non molto lontano. Il Lussemburgo ha deciso di investire nel settore, offrendo facilitazioni alle aziende. Tuttavia, ci sono diverse problematiche circa l’avvio di queste attività

    L’INIZIATIVA – Il Lussemburgo ha deciso di investire nello sfruttamento minerario degli asteroidi. Lo farà tramite la creazione di un quadro normativo e un piano di incentivi finanziari. Questi ultimi comprenderanno fondi per la ricerca e sviluppo e capitale diretto. Il tutto destinato alle aziende che vorranno aprire sedi o filiali nel Paese. Il Ministro dell’economia Etienne Schneider ha annunciato la creazione di un comitato consultivo composto da uno statunitense, un cinese e un europeo. Quest’ultimo sarà Jean Jacques Dordain, ex direttore dell’Agenzia spaziale europea. Lo scopo è quello di fornire linee guida commerciali e legali per le imprese che decideranno di avventurarsi nello spazio a caccia di asteroidi. L’iniziativa arriva dopo l’approvazione, avvenuta lo scorso novembre, del Commercial Space Launch Competitiveness Act da parte degli Stati Uniti. La legge incentiva le aziende USA a sfruttare le risorse spaziali, comprese quelle sulla Luna, gli asteroidi e altri corpi celesti del Sistema Solare. Il Lussemburgo non è nuovo nel settore spaziale. La compagnia SES, con sede nel Paese, è nata come piccola startup negli anni Ottanta per poi divenire una delle due principali aziende satellitari commerciali.

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    Fig. 1 – L’asteroide Eros

    PERCHÉ SFRUTTARE GLI ASTEROIDI – Le risorse spaziali si possono utilizzare in due modi: sulla Terra o nello spazio stesso. Gli asteroidi sono ricchi di materiali, dal ferro all’acqua (ghiacciata), passando per le terre rare. Nonostante ciò, è ancora poco conveniente estrarli per una loro commercializzazione sul nostro pianeta. I costi sono alti, sia per lo sviluppo delle attrezzature adatte sia per quello del veicolo (automatico o pilotato) adatto ad ancorarsi all’asteroide. Inoltre, c’è da considerare il costo del lancio. L’uso sostenibile di queste risorse è direttamente nello spazio, a favore dell’esplorazione, come ci ha spiegato il Professor Giovanni Bignami in un’intervista. L’acqua degli asteroidi sarebbe molto utile, ad esempio, per la produzione di carburante per il viaggio verso Marte. Ciò permetterebbe di non caricare tutto sulla Terra e di avere queste piccole “stazioni di rifornimento” lungo il tragitto, con una sensibile diminuzione del peso complessivo dell’astronave e quindi dei costi.

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    Fig. 2 – Il cofondatore della Planetary Resources, Inc., Eric Anderson

    PROBLEMATICHE – Le criticità dello sfruttamento delle risorse spaziali in generale non sono solo di tipo tecnologico. Le più importanti riguardano il rispetto del quadro normativo che regola le attività al di fuori dell’atmosfera terrestre. L’unico documento che regola questi aspetti e ha un numero sufficientemente alto di firme e ratifiche è il Trattato sull’uso dello spazio (Outer Space Teatry – OST). Questo si occupa solo marginalmente della questione all’articolo 2, dove è stabilito che lo spazio, la Luna e gli altri corpi celesti non sono oggetto di appropriazione tramite dichiarazioni di sovranità, occupazione o utilizzo. In questo senso si può intendere che il regime che regola le attività spaziali sia molto simile a quello delle acque internazionali (e relative risorse) sulla Terra. Il cavillo è la definizione di “corpo celeste” sulla quale non c’è unanimità della dottrina per quanto riguarda gli asteroidi. Prima che in futuro inizino le missioni volte a estrarre materiale spaziale per la commercializzazione è necessario costruire un quadro normativo internazionale efficace, che regoli le attività nazionali o internazionali e che sia sufficientemente vincolante da prevedere sanzioni per i trasgressori.
    Una seconda problematica riguarda la convenienza economica dello sfruttamento. Come è stato precisato in precedenza, attualmente la risposta è “no” per la maggior parte delle materie prime presenti sugli asteroidi. La causa è l’alto costo di sviluppo della strumentazione e dei lanci necessari a mandarla nello spazio. Questo non sarebbe coperto dai proventi della vendita successiva. Un’eccezione sono quelle di tipo strategico come le cosiddette terre rare. Queste sono fondamentali per la costruzione di strumenti ad alta tecnologia e si trovano quasi esclusivamente sul territorio della Cina.

    Emiliano Battisti

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    Le principali aziende che stanno investendo in tecnologie per lo sfruttamento delle risorse degli asteroidi sono entrambe statunitensi:

    Foto: midwestnerd

    Emiliano Battisti
    Emiliano Battisti

    Consulente per un’azienda spaziale, sono Segretario Generale e responsabile del coordinamento dei Social Media, del desk Nord America e del desk spaziale. Ho pubblicato il libro Storie Spaziali, edito da Paesi Edizioni.

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