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domenica 17 Ottobre 2021

Malvinas-Falkland: una questione sempre aperta

In breve

  • Il Governo argentino ha invitato il Regno Unito a riprendere i negoziati sulle Falkland-Malvinas.
  • L’esclusione delle Falklands dall’accordo di Natale riaccende le speranze dell’Argentina, la quale mira a ottenere il sostegno degli Stati membri per spingere Londra a tornare al tavolo delle trattative.
  • Il Governo Johnson continua a potenziar il settore della Difesa con l’obiettivo di rafforzare (fuori dall’UW) la proiezione internazionale del Regno Unito e proteggere i propri territori d’oltremare.

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In 3 sorsi La revisione del Piano di Difesa presentata dal Governo britannico prevede la protezione delle Isole Falkland dalle “minacce esterne”. Dall’altro lato il Presidente argentino Fernández ha ribadito che le isole “erano, sono e saranno argentine”.

1. UNA CONTROVERSIA COLONIALE IRRISOLTA

Il 9 settembre 1964 l’ambasciatore José María Ruda presentò, dinanzi alla Sottocommissione III del Comitato speciale per la Decolonizzazione delle Nazioni Unite, nell’omonimo Allegato Ruda, i motivi per cui l’Argentina rivendicava la propria sovranità sull’arcipelago e sulle isole circostanti. Buenos Aires accusava infatti la Gran Bretagna di aver occupato illegalmente tale territorio “nel 1833 in virtù di un atto di forza“. Un atto coloniale al quale non si sarebbe potuto rimediare, secondo l’ambasciatore, attraverso la mera applicazione del principio di autodeterminazione, in quanto le isole erano ormai occupate da soli cittadini britannici. Egli stesso riteneva che se una tale attuazione avesse avuto luogo, avrebbe trasformato “un’occupazione illegittima in sovranità piena”. Timore fondato, se si tiene conto del fatto che Londra ha fatto appello allo stesso principio per legittimare il referendum del 2013, attraverso il quale ha ignorato di fatto le risoluzioni 2065 e 3149 dell’ONU, con le quali quest’ultimo intimava i due Paesi a negoziare il processo di decolonizzazione, imponendo il divieto di azioni unilaterali per una soluzione pacifica della controversia.

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Fig. 1 – Vista di una replica del cimitero di Darwin al Museo Malvinas e Islas del Atlántico Sur il 28 marzo 2015 a Buenos Aires, Argentina

2. BREXIT E DIPLOMAZIA

L’esito di tale referendum, con il quale più del 90% degli aventi diritto ha votato a favore del mantenimento dello status politico di Territorio d’Oltremare del Regno Unito, non è stato difatti riconosciuto dall’Argentina, la quale ha ribadito che si tratta di una controversia relativa alla sovranità territoriale e, come tale, risolvibile solamente con un accordo tra i due Stati. In seguito l’uscita dall’Unione Europea del Regno Unito ha riacceso le speranze dell’Argentina, la quale ha colto l’opportunità per cercare sostegno diplomatico tra gli Stati membri, al fine di spingere Londra a riprendere i negoziati. Il Presidente argentino Alberto Fernández aveva infatti intrapreso, nel febbraio del 2020, un vero e proprio tour diplomatico in Europa, chiedendo l’esclusione delle isole dall’accordo sulla Brexit. Sforzo che sembra aver portato i suoi frutti, in quanto in base al cosiddetto Accordo di Natale le agevolazioni concesse a Londra non si estenderanno “ai territori d’oltremare che hanno rapporti speciali con il Regno Unito”, Falkland incluse.

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Fig. 2 – Il Presidente argentino Alberto Fernandez in visita ufficiale a Roma incontra il Primo Ministro italiano Mario Draghi, il 13 maggio 2021, quarta e ultima tappa di un tour europeo in Portogallo, Spagna e Francia

3. UNA PARTITA GEOPOLITICA, QUALI GLI INTERESSI IN GIOCO?

L’Accordo di Natale, che inciderà negativamente sui livelli di occupazione e su interi settori economici delle isole, non sembra aver influenzato la posizione del Governo britannico sulla questione, il quale, al contrario, ha annunciato, nel suo piano di Difesa, di voler espandere il proprio arsenale di armi nucleari e di mantenere una presenza militare permanente nelle isole. Tale scelta si giustifica per la posizione strategica delle isole nell’Atlantico meridionale, la quale garantisce a Londra non solo il controllo dei traffici commerciali e della pesca, ma anche la possibilità di effettuare esplorazioni di idrocarburi, presenti in grande quantità nella zona. Né il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia sul caso dell’Arcipelago delle Chagos, né la richiesta dello scorso febbraio del Comitato speciale per la decolonizzazione delle Nazioni Unite per la ripresa del dialogo sulla questione di sovranità sulle Isole Falkland, sembrano quindi poter prevalere sugli interessi in gioco.

Ester Del Nonno

Islas Malvinas” by thejourney1972 (South America addicted) is licensed under CC BY

Ester Del Nonno
Ester Del Nonno

Nata a Roma nel 1994, sono laureata in Giurisprudenza all’Università degli studi di Roma III con una tesi su «La questione dell’arcipelago delle Chagos nel diritto internazionale». Tale percorso accademico cominciato a Roma, si è concretizzato definitivamente in Francia, dove ho continuato (e continuo tutt’ora) a coltivare la mia passione per il diritto internazionale e la geopolitica.

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