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lunedì 20 Settembre 2021

La Malesia in cerca di stabilità

In breve

  • Dopo appena 17 mesi il Governo di alleanza nazionale presieduto da Muhyiddin Yassin ha dovuto rassegnare le dimissioni, a causa del ritiro dei parlamentari da parte di uno dei partiti di punta, l’UMNO.
  • A compromettere l’esistenza del Governo Muhyiddin sono stati numerosi fattori, tra cui la pandemia di Covid-19 e la crisi economica che affligge il Paese da più di un anno.
  • La nascita del nuovo esecutivo di Ismail Sabri Yakoob è stata rapida, ma questo dovrà riguadagnare la fiducia della popolazione e riportare stabilità nel Paese.

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In 3 sorsi Nell’ultimo mese la Malesia sta affrontando un profondo momento di crisi: il Governo di Muhyiddin Yassin, in carica da marzo 2020, ha rassegnato le dimissioni. Inoltre anche il perdurare della pandemia di Covid-19 non sembra dare tregua al Paese, che adesso ha un enorme bisogno di ritrovare stabilità.

1. CRISI DI GOVERNO IN MALESIA: I FATTI E LE CAUSE

L’ultimo anno non è stato certamente un periodo facile per la Malesia: il Paese ha infatti dovuto fare i conti con numerosi problemi, fra cui un Governo – eletto nel marzo 2020 – da subito poco stabile, con l’aggravante non prevista della pandemia di Covid-19, che secondo gli esperti ha finito per compromettere l’esistenza stessa dell’esecutivo. Questo è caduto il 16 agosto scorso, dopo che uno dei partiti più importanti – l’UMNO (United Malays National Organization), che ha guidato il Paese per sessant’anni dalla sua indipendenza – ha ritirato il sostegno parlamentare, annullando la già ristretta maggioranza del Governo. Secondo gli esperti il Primo Ministro Muhyiddin Yassin, leader del Malaysian United Indigenous Party (BERSATU), ha inizialmente cercato di negare l’evidenza, ossia che il Paese si trovasse in una profonda crisi, dichiarando per giunta lo stato di emergenza: ufficialmente a causa della pandemia, ma effettivamente per evitare che il Governo gli togliesse la fiducia, salvo poi doversi arrendere una volta terminato – il 1° agosto – lo stato di emergenza e doversi recare dal sovrano malese Tengku Abdullah per rassegnare le dimissioni.

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Fig. 1 – Ismail Sabri Yaakob saluta dall’auto dopo aver prestato giuramente come nuovo Primo Ministro della Malesia, 21 agosto 2021

2. L’IMPATTO DEL CORONAVIRUS SUL GOVERNO MUHYIDDIN

Come già detto la pandemia di Covid-19 è fra le maggiori cause della crisi di Governo. I numerosi lockdown, imposti al fine di limitare il numero dei contagi e delle vittime, hanno infatti provocato ingenti danni all’economia malese, che si è contratta del 5,6% nel corso del 2020, e che tutt’oggi fatica a riprendersi, visto l’alone di incertezza che imperversa sulla nazione a causa della crisi di Governo. Inoltre anche la campagna vaccinale, che sta procedendo a rilento, è stata motivo di critica verso il Governo uscente. I fattori che hanno reso la campagna ad oggi fallimentare, nonostante le dosi a disposizione fossero sufficienti, sono stati la diffusione di fake news sull’efficacia dei vaccini e la disorganizzazione della distribuzione interna al Paese. Come risultato di ciò a metà agosto 2021 i cittadini malesi ad avere ricevuto entrambe le dosi di vaccino sono meno del 40%. Purtroppo per Muhyiddin le accuse dei suoi detrattori sono tutt’altro che infondate: nonostante le numerose chiusure avvenute dall’inizio della pandemia i contagi sono stati circa 1,5 su 32 milioni, con più di 13mila decessi.

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Fig. 2 – Un centro di vaccinazione nella città di Banting, poco distante dalla capitale Kuala Lumpur, agosto 2021

3. LA NASCITA DEL NUOVO GOVERNO MALESE: UN PROCESSO COMPLESSO

A metà agosto, certo ormai della necessità di dover formare un nuovo Governo, il Re malese Tengku Abdullah ha riunito i membri delle Camere e ha iniziato le consultazioni per scegliere chi, fra coloro che si erano resi disponibili, avrebbe ereditato il titolo di nuovo Primo Ministro dopo Muhyiddin. A pochi giorni di distanza sono emersi molteplici nomi fra gli aspiranti alla carica di premier, fra i quali i più quotati sono Ismail Sabri Yaakob, già vicepresidente dell’UMNO, e Anwar Ibrahim, capo del Pakatan Harapan, principale partito di opposizione. Dopo le consultazioni, avvenute fra il 19 e il 20 agosto, e dopo aver chiesto la fiducia ai membri del Parlamento, il Re ha constatato che proprio Ismail Sabri, con 114 membri a favore su 222 totali, avrebbe la maggioranza semplice per poter diventare il nuovo Primo Ministro malese. Infine il 21 agosto, dopo aver prestato giuramento, è stato ufficialmente nominato Primo Ministro della Malesia.
Ora che il nuovo Governo è stato formato è possibile auspicare una graduale ripresa della situazione in Malesia, benché ci sia la consapevolezza che questo non sarà affatto facile. È fondamentale, al fine di riportare l’equilibrio, che l’esecutivo ottenga la fiducia del popolo e porti stabilità, unica conditio sine qua non per uscire da questo momento di crisi.

Niccolò Ellena

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Niccolò Ellena
Niccolò Ellena

Mi chiamo Niccolò, sono nato a Firenze e ho 24 anni. Dopo la Laurea in Lingue e Culture straniere presso l’Università degli Studi di Firenze e dopo aver trascorso un semestre a Wenzhou, in Cina, mi sono trasferito a Milano, dove vivo tutt’ora. Ad oggi sono laureando magistrale in Lingue per le Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Collaboro con il Caffè Geopolitico per l’area asiatica, mio principale interesse di studio.

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