utenti ip tracking
lunedì 20 Settembre 2021

In alto mare: la secolare disputa russo-nipponica sulle isole Curili

In breve

  • Le isole Curili, territori inospitali ma strategicamente ed economicamente rilevanti, sono oggetto di contesa tra Giappone e Russia dal diciannovesimo secolo e i “Territori del Nord” rivendicati da Tokyo restano ad oggi occupati da Mosca.
  • Diversi tentativi sono stati effettuati per dirimere la controversia, ma di fatto nessun trattato ha trovato mai applicazione.
  • Tra orgoglio e sicurezza nazionale, i Governi di Tokyo e Mosca continuano oggi il braccio di ferro sullo status delle Curili, trascinandosi dietro i propri alleati.

Dove si trova

Ascolta l'articolo

Caffè LungoIl territorio conteso delle isole Curili nel Pacifico rappresenta uno dei principali motivi di tensione nei rapporti tra Russia e Giappone da quasi due secoli. Nonostante numerosi trattati, incontri e tentativi di risoluzione, nessuno dei due Governi è disposto a cedere.

L’IMPORTANZA DELLE CURILI

Si è riaccesa nelle ultime settimane la ormai secolare disputa tra Mosca e Tokyo sul territorio conteso delle Curili, un arcipelago formato da 56 isole e situato tra l’isola giapponese di Hokkaido e la penisola russa della Kamchatka. Un tempo abitate dalla popolazione indigena Ainu, le isole sono diventate oggetto di controversia tra l’Impero giapponese e l’Impero russo nel Diciannovesimo secolo. Infatti, pur essendo luoghi tendenzialmente inospitali, con clima rigido, frequenti terremoti e tsunami, queste isole hanno un potenziale geostrategico rilevante, poiché garantiscono un accesso sicuro all’Oceano Pacifico attraverso il mare di Okhotsk e il controllo sugli stretti di fronte a Vladivostok, importante snodo per i trasporti e il commercio terrestre e navale. Le isole sono inoltre ricche di materie prime: in particolare, sull’isola di Iturup, il vulcano Kudryavy è una fonte significativa di renio, ritenuto prezioso sia da Mosca che da Tokyo e utilizzato per componenti elettronici e come catalizzatore.
Nonostante i numerosi tentativi effettuati per dirimere la controversia nel corso di due secoli e l’intenso dialogo che si è sviluppato negli ultimi 60 anni tra i due Governi, Tokyo e Mosca non hanno ancora di fatto sottoscritto un trattato che regolamenti la sovranità su tali territori e nessuno dei due Paesi sembra essere disposto a fare un passo indietro sulla questione. Così quelli che i nipponici continuano a chiamare “Territori del Nord”, rivendicando l’applicazione del Trattato di Shimoda, sono a oggi occupati dalla Russia.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Vladimir Putin e Shinzo Abe all’Eastern Economic Forum di Vladivostok nel settembre 2019. I tentativi dei due leader di migliorare i rapporti russo-giapponesi si sono ripetutamente scontrati con il problema delle Curili

TENTATIVI E FALLIMENTI

Il primo tentativo per identificare confini e sovranità sulle isole fu con il Trattato di Shimoda del 1855, firmato da Tokyo e Mosca nell’ambito di una serie di altri trattati cosiddetti “ineguali”, che regolarizzarono commercio e navigazione tra le potenze occidentali e alcuni Stati dell’Asia orientale. L’articolo 2 individuava il confine ufficiale tra Giappone e Russia sulla linea tra Iturup, l’isola maggiore delle Curili, e Urup, lasciando però indeterminato lo status di Sakhalin. In questo modo i quattro territori più vicini geograficamente al Giappone, ovvero le quattro isole di Kunashir, Iturup, Shikotan e Habomai, vennero concessi a Tokyo. Successivamente, a seguito di diversi incidenti tra coloni giapponesi e russi, con il Trattato di San Pietroburgo (1875) il Giappone rinunciò alle sue rivendicazioni su Sakhalin, che passava alla Russia, e ottenne in cambio la sovranità su tutte le isole Curili.  
Se il Trattato di Portsmouth, che chiudeva il conflitto russo-giapponese del 1904-1905 segnando la sconfitta russa, confermò l’influenza giapponese sulle Curili e assegnò inoltre all’Imperatore Mutsuhito anche la metà meridionale dell’isola di Sakhalin, la Seconda guerra mondiale ribaltò completamente la situazione geopolitica dell’area. Roosevelt e Churchill infatti, durante la conferenza di Yalta del febbraio 1945, concessero a Stalin la metà meridionale dell’isola di Sakhalin e le isole Curili in cambio dell’ingresso in guerra dell’Unione Sovietica contro il Giappone. La promessa fu mantenuta: l’URSS dichiarò guerra al Giappone e occupò militarmente le isole. Nell’immediato secondo dopoguerra furono fatti due tentativi per risolvere il problema. Entrambi, tuttavia, risultarono fallimentari. Nel 1951 a San Francisco l’Unione Sovietica non firmò il trattato di pace con Tokyo, adducendo come giustificazione le isole Curili, estromesse dagli accordi. Ancora, la dichiarazione congiunta sovietico-giapponese del 1956, che prevedeva tra l’altro la temporanea cessazione delle ostilità tra i due Paesi e il ripristino delle relazioni diplomatiche, rimane a oggi lettera morta. 

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Il Primo Ministro russo Mikhail Mishustin visita la fabbrica di pesce Yasny sull’isola di Iturup, nelle Curili meridionali, 26 luglio 2021

IL BRACCIO DI FERRO

Se per Tokyo lo status delle isole Curili sembra rappresentare principalmente questione di orgoglio nazionale, per Mosca l’analisi è più complessa e, come spesso accade, il dibattito al Cremlino si concentra sulla sicurezza nazionale.
Tokyo ha più volte definito tale controversia l’aspetto più critico nei rapporti bilaterali con Mosca e continua a evidenziare la necessità di trovare un canale di dialogo costruttivo sulla questione, come base di partenza per sviluppare al massimo il potenziale di cooperazione tra i due Paesi. Dall’altra parte se anche il Presidente Putin ha più volte sottolineato la volontà di voler rafforzare la relazione con Tokyo, una legge approvata dalla Duma nel 2020 impedisce di accettare la cessione di territori. In questo modo con la militarizzazione dell’isola di Iturup e la presenza sulle quattro isole di basi militari e navali russe, Mosca intende chiudere il dossier, costringendo Tokyo ad accettare lo status quo dell’area e i risultati della Seconda guerra mondiale. Un passo indietro sulle isole Curili – così come sulla Crimea – oltre a essere ad oggi  incostituzionale per Mosca, rappresenterebbe infatti un segnale di debolezza che il Cremlino non può permettersi. Inoltre cedere sulle isole potrebbe potenzialmente lasciare spazio all’allargamento degli Stati Uniti e dei loro alleati nel Pacifico, già ampiamente sostenuti da rapporti privilegiati con il Governo di Tokyo. 
Nelle ultime settimane, poi, il Cremlino sta puntando a stimolare gli investimenti nelle regioni del proprio Estremo Oriente e il premier Mikhail Mishustin, durante l’ultima visita ufficiale a Iturup, ha dichiarato di voler trasformare le isole in un paradiso fiscale, scatenando un’ennesima crisi diplomatica con il Giappone. Nonostante ciò nell’agenda politica dell’attuale Primo Ministro giapponese Yoshihide Suga le isole Curili non sembrano rappresentare una priorità, come invece lo erano per il suo predecessore Abe. Ma la questione potrebbe comunque diventare motivo di frizione internazionale, causando ulteriori tensioni, oltre che nei già complessi rapporti russo-giapponesi, anche nei rapporti tra Mosca e Washington, in un risiko che sembra ormai infinito.

Mariangela Fusco

DSCF3520” by acidka is licensed under CC BY

Mariangela Fusco
Mariangela Fusco

Classe ’95, dopo cinque anni a Bruxelles torno a Roma dove mi sono laureata in Scienze Politiche e International Relations presso la LUISS nel 2019. Durante il mio percorso di studi ho approfondito le tematiche di geopolitica e sicurezza, ottenendo un diploma all’ISPI di Milano. Il mio interesse per la Russia e per il mondo post-sovietico è sbocciato durante una breve esperienza di collaborazione presso l’Ufficio politico dell’Ambasciata italiana a Mosca. L’anno successivo alla laurea magistrale ho frequentato il Corso di preparazione al concorso per la carriera diplomatica, che mi ha fornito ulteriori strumenti utili ai fini dell’analisi geopolitica. Nel tempo libero amo mangiare e fare yoga.

Ti potrebbe interessare
Letture suggerite