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martedì 7 Dicembre 2021

Giappone, il trionfo inaspettato dell’LDP

In breve

  • In Giappone l’LDP di Fumio Kishida ha vinto nettamente le elezioni di domenica per la Camera bassa. Si tratta di un trionfo inaspettato perché il partito sembrava aver perso il favore popolare a causa della pessima risposta all’emergenza Covid-19.

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RistrettoIl Partito LiberalDemocratico (LDP) del neo-premier Fumio Kishida ha vinto a sorpresa una comoda maggioranza parlamentare nelle elezioni di domenica, mantenendo la tradizionale egemonia sulla scena politica giapponese.

Tuttavia le previsioni iniziali per Kishida non erano buone: l’LPD era stato infatti oggetto di dure critiche per la caotica gestione dell’emergenza Covid-19 e la scelta impopolare di tenere i Giochi di Tokyo dello scorso agosto aveva finito addirittura per costringere il suo predecessore Yoshihide Suga alle dimissioni. In più i partiti di opposizione, guidati dal Partito Costituzionale Democratico (CDP), si erano organizzati per presentare candidati comuni nella maggior parte dei distretti elettorali, sperando così di catturare efficacemente il voto di protesta contro il Governo. Sulla carta, quindi, ci si aspettava una significativa perdita di seggi per l’LDP e il partito è stato costretto a condurre una campagna elettorale più impegnativa del solito con l’obiettivo di contenere le perdite. E alla fine tale obiettivo è stato soprendentemente raggiunto: nella tornata elettorale di domenica l’LDP ha infatti ottenuto 261 seggi, ben al di sopra della maggioranza minima di 233, e insieme al tradizionale alleato Komeito (vincitore di 32 seggi) si appresta quindi a governare con relativa tranquillità. A onor del vero le perdite ci sono state (15 seggi) e il partito ha dovuto sopportare anche l’umiliante sconfitta del Segretario Generale Akira Amari, battuto a sorpresa dal candidato dell’opposizione Hideshi Futori. Ma alla fine il risultato è stato nettamente positivo e Kishida può dunque tirare un bel sospiro di sollievo, scaricando la responsabilità della performance meno brillante sui predecessori (Abe e Suga) e promettendo di muoversi velocemente per rilanciare l’economia nazionale colpita dalla pandemia.
Chi mastica amaro è invece il CDP, che deve riscontrare il sostanziale fallimento dell’alleanza elettorale con gli altri partiti di opposizione. Se un voto di protesta anti-governativa c’è stato, quest’ultimo è infatti andato principalmente al partito libertario Nippon Ishin no Kai di Ichiro Matsui e Toranosuke Katayama, che ha vinto ben 41 seggi e che sembra cominciare a mettere radici al di fuori della tradizionale roccaforte di Osaka. Si tratta di un successo notevole che fa di Ishin il terzo partito a livello nazionale e c’è chi scommette su un suo risultato ancora più spettacolare nelle elezioni per la Camera alta dell’anno prossimo. Infine non si può non menzionare la “caduta” di due pesi massimi come Ichiro Ozawa e Nobuteru Ishirara, protagonisti indiscussi della vita politica del Paese nei decenni scorsi. Entrambi hanno perso contro candidati sconosciuti e Ishihara, ex Ministro con Abe e Koizumi, non è nemmeno riuscito a essere ripescato con il proporzionale.
Come spiegare il successo inaspettato dell’LDP? In parte la bassa affluenza (55%) ha premiato le forze di Governo, mentre l’alleanza elettorale patrocinata dal CDP ha probabilmente sofferto per l’inclusione dei comunisti, che ha finito per allontanare gli elettori moderati. Ma la vittoria di Kishida è dovuta anche a un sostanziale ringiovanimento delle fila dell’LDP, ben rappresentato dalla stella nascente di Shinjiro Koizumi (figlio dell’ex premier Junichiro), al successo della campagna vaccinale diretta da Taro Kono e al crescente peso della “questione Cina” sulla politica giapponese. L’elettorato ha infatti teso a premiare politici ostili a Pechino o sostenitori di una maggiore spesa militare in funzione anti-cinese, come lo stesso Kono o l’ex Ministra degli Affari Interni Sanae Takaichi. L’argomento avrà quindi un peso significativo nell’agenda del Governo Kishida, anche se il Komeito sta già cercando di contenere un probabile aumento del budget per la Difesa.

Simone Pelizza   

Seventh Ministerial Meeting on the Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty (CTBT)” by The Official CTBTO Photostream is licensed under CC BY 

Simone Pelizza
Simone Pelizzahttp://independent.academia.edu/simonepelizza

Piemontese doc, mi sono laureato in Storia all’Università Cattolica di Milano e ho poi proseguito gli studi in Gran Bretagna. Dal 2014 faccio parte de Il Caffè Geopolitico dove mi occupo principalmente di Asia e Russia, aree al centro dei miei interessi da diversi anni.
Nel tempo libero leggo, bevo caffè (ovviamente) e faccio lunghe passeggiate. Sogno di andare in Giappone e spero di realizzare presto tale proposito. Nel frattempo ho avuto modo di conoscere e apprezzare la Cina, che ho visitato recentemente per lavoro.

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