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lunedì 24 Gennaio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

I numeri del Build Back Better Act: la partita decisiva per l’Amministrazione Biden

In breve

  • Il 19 novembre passa alla Camera il disegno di legge “Build Back Better”, il pezzo da novanta dell’agenda di Biden, dedicato a misure di welfare e di lotta ai cambiamenti climatici.
  • Il “maxi-pacchetto”  da 1.750 miliardi troverà copertura nell’aumento delle tasse per le grandi società. Ma sul punto le previsioni del Dipartimento del Tesoro divergono rispetto a quelle dell’Ufficio Bilancio del Congresso (CBO).
  • 550 miliardi di dollari solo per il clima, con l’intento di dimezzare le emissioni entro il 2030. Ingenti capitoli di spesa anche per l’assistenza sociale e medica.
  • Ora si gioca tutto al Senato, dove nelle prossime settimane i democratici, a corto di voti, dovranno guadagnarsi il favore della maggioranza dell’Aula. Decisivo il voto della vicepresidente Kamala Harris.

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Caffè LungoDopo mesi di dibattiti e discussioni, il Build Back Better Act passa alla Camera con 230 “Yeas” e 213 “Nays”. La partita, tuttavia, è ben lontana dall’essere chiusa. Il progetto di legge appena approvato dovrà ora transitare in Senato, dove la maggioranza democratica è risicata. Solo in questa sede si vedrà se il partito dell’asinello è davvero unito.

L’APPROVAZIONE ALLA CAMERA

La Camera il 19 novembre ha approvato il “Build Back Better Act”, un “maxi-pacchetto” che include interventi per 1.750 miliardi di dollari. Tutti i democratici, ad eccezione del Deputato del Maine Jared Golden, hanno votato a favore del piano e, specularmente, tutti i deputati repubblicani hanno votato contro. Determinante per il passaggio, è stato il parere dell’Ufficio Bilancio del Congresso (CBO), che ha previsto un costo netto complessivo per le casse pubbliche di 1.700 miliardi  di dollari in 10 anni e un conseguente aumento del deficit federale di 367 miliardi. Il CBO ha inoltre stimato che le misure contenute nel disegno di legge aumenteranno le entrate fiscali di 207 miliardi da qui al 2031, riducendo la proiezione del deficit da 367 a 160 miliardi di dollari. Proprio quest’ultimo aspetto ha reso più digeribile la spesa anche per i più recalcitranti. Ancora più ottimistiche le stime del Dipartimento del Tesoro, che prevede 480 miliardi di dollari di guadagni fiscali, ed è proprio su queste ultime cifre che fanno affidamento i democratici.

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Fig. 1 – La Presidente della Camera Nancy Pelosi osserva la reazione dell’aula all’esito dell’approvazione del BBB bill

LE MISURE IN MATERIA FISCALE

Un pacchetto di legge senza dubbio ambizioso, che include una nuova imposta minima del 15% sul reddito delle grandi società, un’imposta dell’1% sui riacquisti di azioni societari, limitazioni alla detrazione degli interessi dei gruppi internazionali di rendicontazione finanziaria. Sul fronte delle imposte individuali, viene inserita una nuova addizionale su individui e trust ad alto reddito e un aumento dell’imposta sul reddito da investimenti netti. Si prevede anche un’estensione del limite per la detrazione delle tasse statali e locali da 10mila a 80mila dollari. La nuova disposizione interviene sulla cosiddetta SALT deduction, vale a dire il meccanismo che consente ai contribuenti di detrarre dalle tasse federali alcune tasse pagate ai Governi statali e locali. In altri termini ha lo scopo di garantire ai quei cittadini residenti in Stati ad alta tassazione di pagare due volte le tasse su determinati beni e servizi forniti dai loro Stati o Comuni, come i trasporti o l’istruzione. A detta dei democratici, questo intervento sarà volto a favorire le famiglie della classe media, che hanno subito “un’ingiusta doppia tassazione” da quando è stato imposto il tetto dalla riforma fiscale di Trump del 2017. In realtà, secondo il Tax Policy Center (TPC), l’adeguamento fornirebbe pochi vantaggi per le famiglie a basso e medio reddito, portando invece vantaggi ai redditi molto alti. La disposizione sul SALT è uno dei punti critici sul quale si incentrerà il negoziato in Senato: i senatori democratici Bob Menendez e Bernie Sanders hanno già manifestato la loro resistenza, proponendo di limitare la detrazione SALT solamente ai contribuenti con redditi non superiori a 400mila dollari. C’è chi vede in questa mossa la volontà dei democratici di cercare consenso in vista delle elezioni di midterm. Tuttavia questa potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, offrendo l’opportunità ai repubblicani di descrivere l’House Democrats come il partito a favore dei ricchi.

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Fig. 2 – Il Presidente della commissione bilancio del Senato Bernie Sanders e il senatore Robert Menendez tengono una conferenza stampa sulle detrazioni fiscali statali e locali (SALT)

LE MOSSE PER IL CLIMA E I SUSSIDI PER LE FAMIGLIE

Il capitolo di spesa più importante è quello relativo al clima. Con circa 550 miliardi di dollari la Casa Bianca auspica di dimezzare le emissioni di carbonio entro il 2030, anche se – secondo stime indipendenti – le misure previste consentirebbero di ridurle solo per un quarto al massimo. I provvedimenti comprendono 320 miliardi di incentivi per l’energia pulita, come ad esempio un credito per gli investimenti nell’industria manifatturiera avanzata, un credito per la produzione di elettricità pulita attraverso turbine eoliche e pannelli solari. Viene poi creato un Civilian Climate Corps, con circa 300mila posti di lavoro a disposizione, con l’obiettivo di curare le foreste e le zone umide del Paese. Riguardo al welfare scolastico si prevedono in particolare strumenti volti ad alleviare gli oneri finanziari a carico delle famiglie a basso reddito per la scuola pubblica e programmi di assistenza all’infanzia. Infine viene introdotto un programma nazionale di congedo retribuito, che permette ai lavoratori dipendenti e autonomi di usufruire di un congedo familiare di quattro settimane. In materia di assistenza sanitaria, nel disegno sono contenute disposizioni mirate a incentivare la copertura sanitaria tra i meno abbienti, come la riduzione dei premi per l’assistenza sanitaria prevista dall’Affordable Care Act, nonché limitazioni ai prezzi di alcuni farmaci. In tema di alloggi popolari è prevista la costruzione di oltre un milione di nuove case da affittare ai soggetti bisognosi.

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Fig. 3 – Gli incentivi fiscali alle rinnovabili sono uno degli aspetti principali della legge

IL TORTUOSO CAMMINO IN SENATO

Nelle prossime settimane il dibattito si sposterà al Senato, dove il disegno di legge sarà esaminato attraverso il meccanismo di “budget reconciliation”, che prevede il contingentamento dei tempi di discussione e l’approvazione della legge a maggioranza assoluta. Ciò significa che avrà un ruolo decisivo la vicepresidente Kamala Harris, che con il suo voto potrà garantire ai democratici il 51esimo “Yeas”. La strada è tutta in salita: alcuni senatori democratici, come i moderati Joe Manchin e Krysten Sinema, hanno già manifestato la volontà di emendare il disegno di legge approvato alla Camera. Restano infatti ancora dubbi sul costo complessivo della manovra, oltre che sugli aumenti delle tasse e dell’inflazione che innescherebbe. La maggioranza è fragile: si dà avvio alla conta dei numeri.

Lorenzo De Poli

Foto di copertina: Image Provider: Pixabay Title: – Date: – Owner: DawitTibebu License: Creative Commons CC0 / Public Domain

Lorenzo De Poli
Lorenzo De Poli

Praticante avvocato del foro di Roma. Dopo la maturità classica presso la Scuola Navale Militare “F. Morosini” di Venezia, consegue la laurea in Giurisprudenza presso la LUISS Guido Carli di Roma, optando per un major in diritto amministrativo e discutendo una tesi in diritto urbanistico. Attualmente frequenta il Master in Studi Diplomatici della SIOI. Oltre al diritto, coltiva da sempre la passione per l’archeologia e la storia dell’arte.

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