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lunedì 24 Gennaio 2022

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Italia-Francia: rapporti tra “cugini” più forti

In breve

  • Il 26 novembre 2021 Italia e Francia hanno firmato il Trattato del Quirinale.
  • L’accordo potrebbe aprire una nuova stagione di cooperazione, modificando gli equilibri all’interno dell’Unione Europea.
  • Occorrerá tuttavia verificare la tenuta dell’accordo nelle aree – come il Nord Africa – in cui gli interessi geopolitici di Italia e Francia sono stati per anni divergenti.

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In 3 sorsi Il 26 novembre 2021 Italia e Francia hanno firmato il cosiddetto Trattato del Quirinale (ufficialmente Trattato “per una cooperazione bilaterale rafforzata”). L’accordo ribadisce i tratti comuni ai due Paesi e potrebbe aprire scenari finora inediti nei rapporti interni all’Unione Europea e nel quadrante mediterraneo.

1. IL SENSO DI UN TRATTATO

I Trattati dell’UE limitano la possibilitá per gli Stati Membri di concludere accordi bilaterali – salvo casi specifici e sempre nel rispetto del diritto dell’Unione – in modo da garantire Bruxelles quale sede privilegiata per la composizione degli interessi intergovernativi. L’eccezione piú notevole alla regola è stato il Trattato dell’Eliseo del 22 gennaio 1963 tra Francia e Germania, Paesi fondatori dell’UE, ma soprattutto pilastri dell’integrazione europea sin dal suo principio. Data questa premessa è piú semplice capire la rilevanza – finora solo potenziale – del Trattato del Quirinale, firmato tra Italia e Francia il 26 novembre 2021.

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Fig. 1 – Mattarella, Draghi e Macron in occasione della firma del Trattato del Quirinale

2. I PUNTI PIÙ RILEVANTI

Il testo dell’accordo consente alcuni preliminari spunti di riflessione. I negoziati proseguivano dal 2017 (quando Macron era già Presidente della Repubblica francese, mentre in Italia si sono nel frattempo avvicendati quattro diversi Governi…), ma la stipula del Trattato cade in un momento decisamente straordinario. La pandemia, il debito comune per finanziare Next Generation EU e l’uscita di scena di Angela Merkel rendono unica la congiuntura. La cooperazione cui Italia e Francia si sono impegnate è ad ampio spettro, ma alcuni punti appaiono di maggiore rilevanza:

a) Se è vero che la geopolitica è l’interazione di comunità umane in uno dato spazio geografico, non è casuale che la prima premessa al Trattato richiami la relazione fra i due Stati ancorata nella storia e nella geografia; riaffermando in questo spirito il loro legame comune al Mediterraneo […]”. Riconoscendo che “il Mediterraneo è il loro spazio” Italia e Francia sottolineano le comuni origini latine – il Mediterraneo era il mare della Roma imperiale – in contrasto con la visione di un’Europa a trazione solo centro-settentrionale;

b) Il Mediterraneo è anche una frontiera meridionale e turbolenta che non può essere ignorata, dove l’UE è politicamente poco presente, dove attori spregiudicati sono in fermento e dove proprio Francia e Italia hanno interessi divergenti (la Libia su tutti). Il Trattato prevede consultazioni regolari e un’azione allineata su fronti esteri sensibili, in particolare il Nord Africa, il Sahel e il Corno d’Africa. La cooperazione si estende all’ambito di Difesa e sicurezza, ai rapporti tra le Forze Armate e a un coordinamento nelle missioni internazionali di gestione delle crisi;

c) Italia e Francia concordano su un “approccio comune in seno all’Unione Europea nei confronti dei principali partner”, rafforzano il coordinamento nei principali settori della politica economica europea, quali fra gli altri la strategia economica e di bilancio. Si scrive “principali partner”, si legge Germania. Nel prossimo futuro a Bruxelles sará discussa la possibile revisione del Patto di Stabilità e Crescita, sospeso fino al 2022 causa pandemia, ma pronto a riportare in auge la famigerata austerity a partire dal 2023. Italia e Francia hanno un elevatissimo debito pubblico, che solo la politica monetaria accomodante della BCE e gli aiuti europei consentono di tenere sotto controllo. Un ritorno alle stringenti regole di bilancio pre-Covid sarebbe esiziale.

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Fig. 2 – Paolo Gentiloni, attuale Commissario europeo per gli affari economici e monetari

3. I POSSIBILI SCENARI

Se fare fronte comune per la revisione delle regole di bilancio europee sembra nelle cose, piú complesso appare allineare gli interessi italiani e francesi nelle aree sensibili del Mediterraneo, dove ciascuno (o meglio: la Francia) finora ha giocato la propria partita. Tuttavia la spesso dimenticata affinità culturale tra i due Paesi può essere un’arma vincente, anche in un quadrante che per gli Stati Uniti è ormai di secondo piano, ma in cui potenze autocratiche (Russia e Turchia su tutte) intendono assumere un ruolo decisivo. Per Italia e Francia vale la pena provarci.

Luigi Garofalo

Roma – Quirinale” by Carlo “Granchius” Bonini is licensed under CC BY-SA

Luigi Garofalo

Napoletano (di provincia), avvocato, appassionato di storia, musica e in generale di tutto ció con cui é difficile guadagnarsi da vivere. Vivo a Bruxelles, dove lavoro per un’Agenzia dell’Unione Europea.

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