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venerdì 19 Agosto 2022

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Il Dragone viaggia su rotaia: la nuova geografia dei trasporti cinese

In breve

  • I trasporti sono un elemento essenziale, tanto che oggi si parla di geografia dei trasporti, ovvero la geografia politica ed economica delle infrastrutture e della circolazione di merci e persone.
  • Il settore della mobilità sostenibile sta incidendo sempre di più nelle relazioni geopolitiche.
  • I progetti più all’avanguardia nel settore della mobilità arrivano dalla Cina.
  • Pechino ha tutto l’interesse nel portare avanti progetti di investimento per lo sviluppo della rete di trasporti interna per contribuire all’avanzamento sociale e economico del Paese.

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Analisi La Cina persegue il suo impegno nell’adozione di politiche a favore di una mobilità più sostenibile. Dalle auto elettriche fino all’impulso verso la costruzione di nuove tratte ferroviarie, Pechino punta a sviluppare il settore dei trasporti per permettere ai cittadini di spostarsi agevolmente, per far avanzare le aree più arretrate o controllare zone ad alto rischio di tensione con il Partito e per ricoprire un ruolo centrale nelle relazioni geopolitiche. La nuova geografia dei trasporti ha come protagonista la Cina e viaggia ad alta velocità su rotaia.

LA GEOGRAFIA DEI TRASPORTI

I trasporti sono un elemento essenziale dell’epoca attuale, tanto che oggi si parla di geografia dei trasporti, ovvero la geografia politica ed economica delle infrastrutture e della circolazione di merci e persone, che coinvolge diverse tipologie di relazioni: dalle relazioni politiche a quelle geopolitiche e sociali fino alle relazioni economiche ed ambientali. Queste sono centrali in ogni agenda politica perché hanno un impatto decisivo sulla qualità della vita della collettività e dei singoli. I progetti più all’avanguardia nel settore della mobilità arrivano dalla Cina. Attualmente Pechino è particolarmente impegnata nello sviluppo delle linee ferroviarie interne al fine di permettere a quasi un miliardo e mezzo di persone di potersi spostare. I treni rappresentano anche mire geopolitiche importanti per la futura geografia dei trasporti. Ne sono un esempio i nuovi hub ferroviari che connettono l’Europa con la Cina.

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Fig. 1 – L’interno del treno ad alta velocità Hexie, che collega Pechino con Taizicheng, sede degli impianti sciistici delle prossime Olimpiadi invernali

IL SOFT POTWER CINESE NEL SETTORE DEI TRASPORTI 

La parata organizzata dal Partito Comunista Cinese per il 70° anniversario dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese ha ben rappresentato la potenza politica e economica cinese. Indubbiamente lo sviluppo miracoloso che la Cina ha vissuto con l’avvio delle politiche di riforma di Deng Xiaoping ha investito anche il settore dei trasporti.
La centralità della mobilità nell’agenda politica del PCC è dovuta principalmente a tre aspetti. Il primo aspetto è legato al fatto che la Cina è uno dei Paesi più inquinanti (e inquinati) al mondo. Pechino ha tutto l’interesse nel trovare soluzioni concrete per ridurre le emissioni, puntando a uno sviluppo più sostenibile anche nel settore della mobilità. Il secondo aspetto, invece, riguarda il fatto che la Cina vanta una notevole supremazia nel settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale. Entrambi sono i due settori di punta che stanno trainando la crescita economica cinese, tanto che il PCC ha dichiarato che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è una priorità nazionale. Infine il terzo aspetto riguarda il fatto che la politica dei trasporti è strettamente legata alla competitività del sistema-Paese. La Cina ha tutto l’interesse nel portare avanti progetti di investimento per lo sviluppo della rete di trasporti interna in modo da contribuire all’avanzamento sociale e economico anche delle aree meno avanzate. Inoltre, questa competitività necessita di un’azione geopolitica al fine di permettere alle istituzioni di scegliere e realizzare i propri piani infrastrutturali in relazione ad obiettivi più ampi. Per esempio la Cina ha scelto di adottare politiche di incentivazione fiscale delle aree circostanti quelle portuali. Tale politica è funzionale al ruolo di potenza marittima e commerciale che la Cina vuole continuare a svolgere.

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Fig. 2 – La Shanghai South Railway Station, che gestisce principalmente i collegamenti di Shanghai con le province meridionali della Cina

UNO SVILUPPO SBALORDITIVO

L’impulso alla mobilità su treno è uno degli aspetti più rilevanti della storia della Cina contemporanea. Nel 1949 la lunghezza totale delle ferrovie raggiungeva solo 21.800 chilometri, metà dei quale non funzionava. Nel 1978, all’inizio della presidenza di Deng Xiaoping, la lunghezza totale delle rotaie raggiunse i 52mila chilometri. Nel 2018 la Cina vantava oltre 132mila chilometri di rotaia in funzione, sei volte più lunga del 1949. Lo stesso sviluppo vale per i treni ad alta velocità. Nel 2008 Pechino ha cominciato ad approvare progetti per la loro costruzione. Alla fine del 2018 la Cina vantava una linea ad alta velocità pari a 31.043 chilometri di lunghezza.

Con la costruzione di una rete vastissima di ferrovie ad alta percorrenza la Cina ha voluto raggiungere tre obiettivi. Il primo obiettivo è il rafforzamento del tessuto connettivo socioeconomico interno. Il secondo obiettivo riguarda invece la volontà di mostrare al mondo il potenziale tecnologico cinese, con la promozione di progetti di investimento nel settore. Infine il terzo obiettivo riguarda il fatto di agevolare il controllo territoriale su alcune aree periferiche, come il Tibet. Questo progetto mostra chiaramente la volontà di creare un legame terrestre tra la capitale cinese e il capoluogo di una regione che manifesta tendenze autonomistiche.
La strategia ferroviaria cinese non si esaurisce di certo nella dimensione interna, ma traccia anche direttrici geopolitiche ben precise allo scopo di promuovere la Cina come attore dominante nelle relazioni globali. Il progetto della Belt and Road Initiative (BRI) persegue proprio questo obiettivo. In costruzione dal 2011 ma pienamente operativa solo nel 2014, la nuova tratta Duisburg-Chongqing è composta da circa 11mila chilometri di rotaia. La distanza in treno viene coperta in 15 giorni, mentre via mare la distanza verrebbe percorsa in circa 36 giorni. Tra l’altro oggi Chongqing è il principale snodo intermodale della Cina occidentale. Infine se si vuole poi considerare la potenza tecnologica cinese, allora si può facilmente comprendere quanto Pechino abbia tutto l’interesse a mostrare il suo soft power tecnologico tramite la costruzione di mezzi di trasporto sempre più all’avanguardia. A tal proposito, nel luglio 2021, Pechino ha presentato il treno più veloce al mondo, realizzato dalla China Railway Rolling Stock Corporation. Potrà raggiungere i 600 km/h.

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Fig. 3 – Il Presidente cinese Xi Jinping durante la sua visita a Duisburg del marzo 2014. La città tedesca è il maggiore terminal di collegamento ferroviario tra Cina e Europa

LA SFIDA DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE

Parlare oggi di mobilità sostenibile comporta l’impegno di fare delle riflessioni approfondite sulle implicazioni che questo settore ha sulla vita economica e sociale dell’intero sistema globale. Il ruolo crescente dei treni spinge più che mai al confronto sul significato stesso di mobilità sostenibile. Nell’Unione Europea questo dibattito è iniziato con la decisione di convertire tutti i motori all’elettrico entro il 2035. Tuttavia altre zone del mondo hanno iniziato ad adottare politiche per una mobilità più sostenibile ed efficiente già da almeno un decennio. La Cina si sta muovendo in questo senso. Non c’è solo l’obiettivo di raggiungere la sostenibilità ambientale con la riduzione delle emissioni, ma c’è anche l’obiettivo di rendere efficiente ed efficace un settore estremamente importante (e vulnerabile) per lo sviluppo economico del Paese. La Cina sta testando progressivamente i modelli più idonei al proprio sistema attraverso l’adozione di politiche economiche applicate in modo graduale e mirato, mantenendo chiaro l’obiettivo di raggiungere uno sviluppo sostenibile secondo l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Come ha detto Xi Jinping, “dobbiamo cogliere l’attimo fuggente senza voltare le spalle a questa promettente primavera”.

Chiara Ricchetti

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Chiara Ricchetti
Chiara Ricchetti

Ho prima conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche ed Economiche presso l’Università di Parma, per poi ottenere una laurea magistrale in International Science presso l’Università di Torino, seguendo un corso specialistico sull’Asia. Per questo, durante il secondo anno di magistrale, ho studiato International Business a Guangzhou. Grazie ai miei studi e al lavoro di ricerca per la redazione della tesi, ho sviluppato una passione per il tema ambientale. Attualmente mi sto concentrando sullo studio dello sviluppo sostenibile della logistica e della mobilità – anche in ottica geopolitica – tenendomi aggiornata soprattutto sul versante asiatico. Per ora, il mio principale interesse è quello di analizzare la relazione fra mobilità sostenibile e la sostenibilità del sistema alimentare globale.

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