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domenica 25 Settembre 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Verso lo Strategic Compass (II): uno sguardo alla Bussola

In breve

  • Il 21 marzo 2022 il Consiglio dell’UE adotta lo Strategic Compass.
  • L’obiettivo? Un’Unione più forte, coerente e credibile.
  • La prossima sfida? L’implementazione.

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Analisi – Adottato dal Consiglio dell’UE il 21 marzo scorso, lo Strategic Compass segna un importante passo verso la definizione di un più forte, coerente e credibile ruolo dell’Unione Europea nel mondo. Ma resta ancora molto da fare. La prossima sfida? L’implementazione.

Qui la prima parte dell’articolo.

ADOTTATO LO STRATEGIC COMPASS

Dopo quasi due anni di gestazione la Bussola Strategica vede finalmente la luce. Adottato dal Consiglio europeo il 21 marzo 2022, sotto la presidenza semestrale francese, questo nuovo documento strategico si inserisce nel solco tracciato dalla EU Global Strategy del 2016 – di cui abbiamo già ricordato alcuni punti salienti nella prima parte di questa breve serie. Lo Strategic Compass è infatti principalmente focalizzato sugli aspetti relativi a sicurezza e difesa, presentandosi quale risposta alla necessità – imposta da un “more hostile security environment” – di realizzare “a quantum leap forward and increase our capacity and willingness to act, strengthen our resilience and ensure solidarity and mutual assistance”. Ma non soltanto: sebbene lo scopo diretto e dichiarato sia quello di rafforzare la politica di sicurezza e difesa comune, le implicazioni più o meno indirette sono infatti molteplici e, a ben vedere, toccano l’essenza stessa del progetto europeo. Facendo dell’Unione “a more assertive and decisive security provider”, come si legge nelle Conclusioni del testo approvato dal Consiglio, si compie di fatto un deciso, significativo salto di qualità. In questo senso, l’Unione politica può forse apparire una meta più vicina di quanto in realtà non sia stata nel recente passato. Ma la strada è ancora lunga e irta di ostacoli.

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Fig. 1 – L’Alto Rappresentante/Vice Presidente Josep Borrell. Consiglio dell’Unione europea, Bruxelles, 21 marzo 2022

UNO SGUARDO ALLA BUSSOLA

Addentriamoci nel testo. Quello che leggiamo è il documento inviato come Annex agli Outcome of Proceedings della riunione del Consiglio europeo del 21 marzo dal General Secretariat of the Council alle Delegations dei Paesi membri. Il testo vero e proprio consta di 46 pagine (da 2 a 47, prendendo in considerazione la numerazione dell’Annesso). Questo il titolo, per esteso: “A Strategic Compass for Security and Defence – For a European Union that protects its citizens, values and interests and contributes to international peace and security”. Le parole, anche in questo caso, sono rivelatrici. Delimitato l’orizzonte di senso della Bussola (“Sicurezza e Difesa”), si chiarisce difatti sin da subito l’obiettivo: proteggere i propri cittadini, valori e interessi, da un lato; contribuire alla pace e alla sicurezza internazionale, dall’altro. Questa l’immagine di UE che si proietta nella prossima decade, verso il 2030. La Bussola Strategica si apre quindi con un Executive Summary nel quale, dopo un rapido richiamo alla situazione internazionale e al contesto geopolitico attuale – segnato dal ritorno della guerra in Europa e dalla competizione per energia, risorse e spazi contesi (dalle profondità degli oceani al cyberspazio, passando per terra, aria e spazio) – dichiara i propri fini e stabilisce le “concrete priority actions” per raggiungerli. Nello specifico: incrementare la capacità di gestione delle crisi, agendo “rapidly and robustly” allo scoppio di queste, anche da sola “quando necessario”; accrescere l’abilità di anticipare i rischi, garantire accesso sicuro ai cosiddetti “strategic domains” (ad esempio la Rete) e proteggere i propri cittadini; investire “di più e meglio” in capacità e tecnologie innovative, colmando gli “strategic gaps” e riducendo la dipendenza tecnologica e industriale; rafforzare la cooperazione con i propri partner strategici, tanto a livello multilaterale (globale e regionale) che bilaterale – nell’ordine di menzione: NATO, ONU, OSCE, Unione Africana, ASEAN, Stati Uniti, Norvegia, Canada, Regno Unito, Giappone, Balcani occidentali, vicinato orientale e sud, Africa, Asia e America Latina, promuovendo a tal fine anche lo sviluppo di un “EU Security and Defence Partnership Forum”. Il tutto, com’è più volte ribadito fin dalle primissime pagine, sempre in un’ottica di complementarità con la NATO – “which remains the foundation of collective defence for its members”.

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Fig. 2 – Riunione del Comitato militare dell’UE a livello Capi di Stato Maggiore della Difesa, Bruxelles, 19 maggio 2021

LA PROSSIMA SFIDA: L’IMPLEMENTAZIONE

Un documento che dunque appare nella struttura, nel metodo e nelle finalità perfettamente in linea con le ambizioni “globali” della richiamata EU Global Strategy, avvicinando così l’Unione al raggiungimento della cosiddetta “autonomia strategica”. Al netto delle numerose crisi che oggi affliggono l’ordine mondiale fondato su regole, il metodo multilaterale e la risoluzione pacifica delle controversie internazionali – e, in parte, su spinta di esse – l’UE sembra quindi aver ritrovato quell’unità di intenti e comun sentire che sembrava ormai irraggiungibile: “The European Union is more united than ever”, si legge nella prima pagina della nostra Bussola Strategica. Le prospettive di sviluppo progressivo verso l’Unione politica tornano in tal senso moderatamente ottimistiche, sebbene di certo non nel breve-medio termine. Le divisioni, seppur rese latenti dalle condivise minacce, restano infatti ancora molte e profonde. Divisioni che, dopo un iniziale ridimensionamento, potrebbero venire persino accentuate dalla prevedibile disomogeneità dei contraccolpi subiti dai diversi Stati e dalle conseguenti reazioni delle opinioni pubbliche. Lo stesso Strategic Compass – la cui approvazione costituisce, comunque, un successo assolutamente non scontato – dovrà nei prossimi anni superare la prova definitiva: quella dell’implementazione. Tradurre l’ambiziosa visione strategica posta dal Compass in reali ed efficaci strumenti operativi sarà, in questo senso, la vera sfida per i Ventisette. Sfida la cui portata appare evidente soprattutto quando si guarda al terzo “pilastro” (Act), il quale ricomprende tra gli altri il progetto della EU Rapid Deployment Capacity – che punta a sviluppare entro il 2025 la capacità di schierare fino a 5mila militari per reagire rapidamente e in maniera modulare a una vasta gamma di crisi e minacce, – su cui pesa ancora il precedente dei mai utilizzati Battlegroups. La comune volontà politica che ha reso possibile l’ideazione, la redazione e l’adozione della Bussola, sarà pertanto ancor più necessaria perché obiettivi, priorità e azioni ivi delineate si traducano in realizzazioni concrete. Il Nord è fissato, adesso inizia la navigazione.

Julian Colamedici[1]

Cover Photo by Ghinzo is licensed under Pixabay License


[1] Le opinioni espresse dall’autore non sono in alcun modo riconducibili all’Amministrazione di appartenenza e non ne rappresentano necessariamente il pensiero. Ogni posizione è da considerarsi solo ed esclusivamente personale.

Julian Colamedici
Julian Colamedicihttps://juliancolamedici.academia.edu/

Nato a Roma nel 1994, è appassionato di geopolitica e relazioni internazionali. Studia diritto e politiche dell’Unione europea, con particolare interesse per la politica estera, di sicurezza e difesa comune.

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