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martedì 29 Novembre 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Il coinvolgimento dell’Iran nella guerra in Ucraina

In breve

  • La “partnership di convenienza” tra Mosca e Teheran, ormai sempre più paria internazionali, sta raggiungendo nuovi livelli e comincia anche ad interessare l’ambito militare.
  • L’utilizzo di droni made in Iran per colpire civili e infrastrutture in Ucraina non è certo passata inosservata e, nonostante la Repubblica Islamica neghi il coinvolgimento, l’evidenza sembra suggerire il contrario.
  • Si inasprisce sempre di più la contrapposizione tra l’Iran e i suoi nemici storici, sia regionali, come Israele, che internazionali, come USA e UE. E si allontana sempre più la possibilità di arrivare a un nuovo accordo sul nucleare.

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In 3 sorsi – Repressione interna, supporto ad altri regimi dittatoriali, sanzioni e isolamento internazionale sono solo alcuni dei punti in comune tra Mosca e Teheran. In questa nuova fase del conflitto in Ucraina, l’Iran si sta imponendo sempre di più come fornitore militare del Cremlino, colpito dalle sanzioni occidentali, non senza conseguenze a livello regionale e internazionale. Sarà interessante osservare gli sviluppi di questo rafforzamento di alleanze.

1. AUTORITARISMI IN CRISI

L’allineamento tra il Cremlino e la Repubblica Islamica non è certo una novità, a partire dalla “collaborazione” a sostegno della dittatura di Assad in Siria. Inoltre, entrambi i Paesi condividono ora un pesante regime di sanzioni, che si accompagna a un marcato conflitto con l’Occidente e a un crescente isolamento internazionale. Non mancano poi sia per Mosca che per Teheran le crisi domestiche, tra resistenza alla mobilitazione e proteste di piazza contro la polizia religiosa. Non a caso alcuni analisti parlano di “partnership di convenienza tra due dittature in crisi”. A livello interno, però, per l’Iran questo rafforzamento del legame con la Russia potrebbe rappresentare una sorta di prova di forza, sottolineando che il Paese non è poi così isolato come sembra. Per quanto riguarda l’invasione russa dell’Ucraina, Teheran ha mantenuto una posizione ambigua fin dall’inizio, astenendosi in sede di votazione ONU a condanna della guerra. Infine, dal momento che le sanzioni occidentali hanno bloccato le importazioni di materiale bellico in Russia, Mosca e Teheran stanno intensificando la loro cooperazione anche in ambito militare.

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Fig. 1 – Putin e il Presidente iraniano Raisi durante il recente summit SCO di Samarcanda, 15 settembre 2022

2. DRONI DA TEHERAN?

In questa fase del conflitto Mosca si sta rivolgendo sempre più all’Iran per un aiuto militare. In primo luogo, nei recenti bombardamenti che hanno colpito le regioni di Kyiv, Sumy e Dnipro, sembra siano stati impiegati droni kamikaze di fabbricazione iraniana, gli Shahed-136, etichettati però come Geran-2 per mascherarne la provenienza, che hanno duramente colpito civili e infrastrutture. La tecnologia impiegata per tali droni sarebbe stata sviluppata in collaborazione con Pechino. In secondo luogo, diversi media occidentali ritengono che siano stati mandati degli addestratori del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) in Crimea per formare i militari russi circa l’utilizzo di questi droni. Infine, si pensa che Teheran sia pronta a mandare altri droni, oltre che missili a corto e medio raggio Fateh e Zolfaghar. Questo implica chiaramente una escalation del coinvolgimento dell’Iran nel conflitto. Il portavoce del Ministro degli Esteri Nasser Kanani ha però negato, esprimendo anche l’apertura a “dialogo e negoziati con l’Ucraina per chiarire queste accuse”. Diversa la reazione della controparte ucraina che ha invece proposto al Presidente Zelensky di interrompere le relazioni diplomatiche con Teheran.

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Fig. 2 – Donne ucraine protestano di fronte all’ambasciata iraniana a Kyiv per la fornitura di droni militari alla Russia, 17 ottobre 2022

3. ‘SAME OLD ENEMIES’

Il ruolo dell’Iran nella guerra non passa di certo inosservato alle “potenze nemiche”, prima tra tutte Israele, che per la prima volta si è sbilanciato sul conflitto, preannunciando l’invio di aiuti militari. In particolare, il Governo di Tel Aviv avrebbe intenzione di supportare Kyiv nello sviluppo di un nuovo sistema di allerta missilistica. Preoccupa in particolare la possibilità che queste armi possano arrivare prima o poi anche a Hezbollah o Hamas. Gli Stati Uniti hanno invece imposto nuove sanzioni alle aziende iraniane coinvolte nella progettazione, produzione e trasporto di droni, mentre la NATO si sta adoperando per fornire all’Ucraina dispositivi elettronici in grado di mandare in tilt i sistemi GPS dei velivoli. Dall’altro lato dell’Atlantico, alcuni Ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno invece chiesto nuove sanzioni contro l’Iran qualora il suo coinvolgimento nella guerra in Ucraina venga provato. Vale la pena ricordare che la vendita dei droni kamikaze alla Russia da parte di Teheran è in aperta violazione alla Risoluzione 2231 del CdS dell’ONU che vieta all’Iran di trasferire determinate tecnologie militari. Infine, questa nuova fase di tensione tra Iran e Occidente renderà i negoziati per l’accordo sul nucleare (JCPOA) – in stallo ormai da parecchio tempo – ancora più difficili.

Simona Ricci

Photo by jorono is licensed under CC BY-NC-SA

Simona Ricci
Simona Ricci

Ho conseguito la Laurea Magistrale in Lingue Straniere per le Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e sto terminando il Master in Comunicazione per le Relazioni Internazionali dell’Università IULM. Da quando ho iniziato a studiare russo mi sono appassionata alla Russia e allo spazio postsovietico, cercando di tenermi sempre aggiornata sugli sviluppi politici, economici e culturali. Nei miei lavori di tesi ho approfondito la competizione geopolitica tra le grandi potenze in Asia Centrale, il modello della democrazia sovrana russa, e la comunicazione del Cremlino durante la pandemia. Ho inoltre svolto una breve esperienza lavorativa a Mosca che mi ha permesso di immergermi in prima persona nell’Est europeo.

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