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Tigrai, le parole di Isaias Afewerki mettono a repentaglio la pace

In 3 sorsiConclusosi da poco il conflitto tra le milizie del Fronte di Liberazione Popolare del Tigrai e le forze del Governo etiope a seguito dell’accordo di pace tra le parti, la fragile tregua è minacciata dalle recenti parole di Isaias Afewerki, il Presidente dell’Eritrea che ha accusato gli Stati Uniti di aver fornito supporto ai ribelli tigrini sin dall’inizio degli scontri.

1. LE ACCUSE DI AFEWERKI

A poche settimane dalla firma  trattati di pace tra il Fronte Popolare di Liberazione del Tigrai (FPLT) e il Governo etiope le parole del Presidente eritreo Isaias Afewerki piombano come un fulmine a ciel sereno e mettono seriamente in crisi le parti del conflitto.
Il capo di Stato ha sostenuto in una recente intervista il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra civile nella regione del Tigrai che da novembre del 2020 ha scosso la parte settentrionale dell’Etiopia e che, si stima, abbia portato alla morte decine di migliaia di persone e creato nuovi flussi migratori che hanno destabilizzato il fragile equilibrio dell’area africana.
Le accuse in questione riguardano la presunta ingerenza statunitense, che secondo Afewerki si sarebbe tradotta in un supporto di carattere militare dagli inizi degli scontri fino al 3 novembre, giorno della firma del concordato di pace e secondo anniversario del conflitto più cruento degli ultimi anni in Etiopia.
Afewerki ha oltretutto affermato che Washington avrebbe avuto un ruolo chiave nell’accelerare le trattative di pace, in quanto le forze del FPLT stavano perdendo il controllo della regione settentrionale. Quindi era negli interessi statunitensi porre un freno il prima possibile al conflitto che avrebbe inevitabilmente portato alla sconfitta dei ribelli.

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Fig. 1 – Isaias Afewerki il Presidente dell’Eritrea

2. LE CONTROVERSIE SULL’OPERATO ERITREO

Queste critiche sono state mosse a distanza di pochi mesi dalle ultime dichiarazioni degli Stati Uniti, per le quali il Governo di Asmara si sarebbe macchiato di violazioni dei diritti umani perpetrati dalle proprie truppe, le Forze di Difesa Eritree (FDE), ai danni della popolazione civile del Tigrai. Infatti, secondo il report ufficiale dell’ONG Human Rights Watch, le FDE avrebbero sistematicamente ucciso e commesso soprusi contro la popolazione locale durante la loro partecipazione alle operazioni congiunte con le truppe etiopi. Le violenze sarebbero dilagate investendo anche la stessa popolazione eritrea presente nei campi di accoglienza predisposti per i rifugiati nel Tigrai. La dirigenza di Asmara si è difesa dalle accuse sostenendo che queste fossero finalizzate al mettere in cattiva luce l’operato delle milizie eritree e quindi nient’altro erano che un pretesto per mantenere lo scontro in fase di stallo. Afewerki ha comunque ammesso per la prima volta, durante l’intervista, che le morti nel Tigrai ammonterebbero a centinaia di migliaia, anche se non ha specificato di chi sia, in maggior misura, la responsabilità di questi numeri così preoccupanti, né fino a che punto essi possano essere imputabili all’azione militare dell’Eritrea.

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Fig. 2 – Truppe etiopi al confine con la regione del Tigrai

3. UNA PACE FRAGILE

In ultima istanza, sempre stando alle dichiarazioni di Asmara, il FPLT non avrebbe ancora deposto le armi, contravvenendo così al trattato di pace, che prevedeva il ritiro dei ribelli. Tale circostanza, sviluppatasi in un momento così vitale per la costruzione di una pace duratura, potrebbe minare i tentativi di distensione e riaccendere la scintilla del conflitto.
Nel frattempo questi ultimi due anni di scontri hanno lacerato profondamente il tessuto sociale della regione del Tigrai, nella quale i continui blocchi dei rifornimenti e degli aiuti umanitari hanno creato una situazione di crisi alimentare che coinvolge gran parte della popolazione del territorio scenario del conflitto. Con oltre 600mila morti stimati tra i civili, la presunta presenza delle milizie eritree – che non avrebbero mai abbandonato la regione del Tigrai – e l’ipotesi che i ribelli del FPLT non si siano ancora ritirati, la tregua non sembra essere destinata a durare a lungo.

Sofyene Meddourene

Photo by David_Peterson is licensed under CC BY-NC-SACC0

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Perchè è importante

  • Isaias Afewerki accusa gli Stati Uniti di aver fornito supporto ai ribelli del Tigrai.
  • Le truppe eritree avrebbe preso parte al conflitto a fianco dell’Etiopia, perpetrando diverse violenze.
  • La guerra ha innescato una grave crisi umanitaria.

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Sofyene Meddourene
Sofyene Meddourene

Classe 1994, conseguo la laurea triennale in Sviluppo Economico Cooperazione internazionale e Gestione dei Conflitti a Firenze e la magistrale in Relazioni Internazionali a Perugia. Sviluppo l’interesse per la geopolitica e le dinamiche internazionali e decido di dare il mio contributo collaborando con diversi think tanks. Appassionato di letteratura cyberpunk, leggo spesso, viaggio abbastanza, faccio yoga ogni tanto.

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