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La Balloon Saga tra Cina e Stati Uniti

In 3 sorsiUn susseguirsi di accuse reciproche tra Stati Uniti e Cina sta facendo precipitare i rapporti tra i due Paesi dopo che diversi oggetti volanti sono stati avvistati nei cieli nordamericani. Un botta e risposta tra Pechino e Washington sembra aprire una “spy story” di cui non avevamo proprio bisogno in questo momento.

1. TRA PALLONI SPIA E OGGETTI NON IDENTIFICATI

Dopo l’abbattimento del primo pallone aerostatico, avvistato il 28 gennaio in Alaska e abbattuto il 4 febbraio al largo della costa della Carolina del Sud, sono seguite diverse reazioni da parte degli addetti ai lavori. Da un lato la diplomazia statunitense ha fatto sapere che l’ordine di abbattimento è partito direttamente da Joe Biden in coordinamento con il Governo canadese; dall’altro la Cina ha affermato che il pallone abbattuto era arrivato per errore nello spazio aereo americano e che in ogni caso serviva solo per studi meteorologici. Pechino ha dunque minimizzato l’accaduto, definendo eccessiva la reazione di Washington contro un “velivolo civile senza pilota”. Il Segretario alla Difesa USA Lloyd Austin, invece, ha parlato di un pallone-spia adibito al tentativo di sorveglianza di siti strategici di tipo militare. Per Austin si è trattato di “una violazione inaccettabile della sovranità americana” e il Segretario ha anche menzionato l’avvistamento di un altro pallone sospetto in volo sull’America Latina.  
Si respira quindi massima allerta nei cieli americani, tra fascinazione fantascientifica da sbarco degli alieni e spy-story. Il generale statunitense Glen Van Herck, comandante del NORAD (North American Aerospace Defense Command), ha così liquidato la domanda di un giornalista sulla possibilità che i palloni abbattuti (l’intelligence americana ha parlato di centinaia di avvistamenti negli ultimi anni) possano essere stati UFO: “Lascerò che la comunità dell’intelligence […] lo capisca. Non ho escluso nulla. A questo punto continuiamo a valutare ogni minaccia o potenziale minaccia”. Intanto anche Pechino avrebbe lamentato più di 10 velivoli misteriosi sopra i propri cieli a partire da gennaio 2022.

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Fig. 1 – Il generale Glen Van Herck, comandante del NORAD, dopo aver discusso al Senato dell’abbattimento dei sospetti palloni spia cinesi, 14 febbraio 2023

2. BATTI E RIBATTI

Numerosi netizen non hanno di certo perso tempo a creare speculazioni sui diversi palloni spia. Alcuni hanno scherzosamente definito “The Wandering Balloon” il primo pallone aerostatico di cui si è diffusa la notizia, riferendosi al film di fantascienza cinese The Wandering Earth. Intanto nazionalisti cinesi come Hu Xijin, ex capo redattore del Global Times, hanno criticato in rete la reazione degli Stati Uniti alla vicenda, dicendo che gli americani “non sono in grado di curare un incidente cercando la verità dai fatti, invece hanno dovuto politicizzarlo”.
Pechino intanto ha cavalcato l’onda mediatica della “Balloon saga” per discutere anche della propria collocazione strategica in Europa. Il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, infatti non solo ha definito l’abbattimento dei palloni aerostatici come un comportamento “assurdo e isterico”, ma ha anche fatto sapere avere in preparazione un documento programmatico sulle posizioni di Pechino riguardo alla guerra in Ucraina. Il documento è stato poi pubblicato il 24 febbraio, in occasione del primo anniversario del conflitto. Wang ha voluto ribadire il rifiuto di una escalation nucleare, ma anche il fatto che le minacce alla sicurezza territoriale aumentano il rischio di “errori di calcolo”. Wang Yi ha accusato implicitamente gli Stati Uniti di essere i responsabili di aver troncato i precedenti progressi nei negoziati tra l’Ucraina e la Russia per favorire invece più profondi interessi nazionali.

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Fig. 2 – Il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi alla Conferenza per la sicurezza in Europa di Monaco, 18 febbraio 2023

3. SI INFIAMMA IL DIBATTITO NEGLI STATI UNITI

Intanto il Presidente repubblicano della Commissione Intelligence della Camera, Mike Turner, ha fatto sapere cosa “riferiscono” i detriti del primo pallone spia abbattuto, facendo anche qualche critica alla mancanza di “senso di urgenza” nella gestione di casi simili con la Cina da parte dell’Amministrazione Biden. “Se doveste chiedere a qualcuno di tracciare una X su ogni luogo in cui si trovano i nostri siti sensibili di difesa missilistica, le nostre infrastrutture di armi nucleari, i nostri siti nucleari, li trovereste tutti lungo il percorso [del pallone cinese, ndr]”: queste le parole di Turner in un intervento a NBC News.
Ne è poi seguita la replica del senatore democratico Cory Booker, che ha ribadito invece la prontezza di Biden e del suo staff nel gestire la crisi. Per Booker la Casa Bianca ha sempre cercato da un lato di contenere lo spionaggio cinese, dall’altro di rafforzare i legami con Pechino per avere, in sede di negoziato, maggiore forza diplomatica. Nel frattempo Biden ha cercato di placare i toni negando ogni possibilità che i palloni abbattuti la scorsa settimana facciano parte del programma di spionaggio cinese, alimentando però le critiche per la veemenza della reazione americana.
Intanto trapela la notizia che anche durante il mandato di Trump sono stati registrati diversi oggetti volanti nello spazio aereo statunitense, ma il Pentagono non avrebbe mai trasmesso alcun dato a riguardo alla Casa Bianca perché non era chiaro cosa fossero.

Massimiliano Giglia

A U.S. Navy F/A-18E Super Hornet intercepts B-1B Lancers over Canadian air space.” by Official U.S. Navy Imagery is licensed under CC BY  

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Perchè è importante

  • Gli abbattimenti dei palloni spia cinesi sui cieli americani hanno complicato, e non poco, i rapporti tra USA e Cina.
  • La Cina ha fatto sapere di volersi posizionare nella guerra ucraina.
  • La Balloon Saga tra Washington e Pechino ha sollevato una vecchia questione interna americana, la paura per lo spionaggio comunista.

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Massimiliano Giglia
Massimiliano Giglia

Sono cresciuto in Sicilia, la scrittura e le illustrazioni da sempre sono le mie più grandi passioni.
Mi sono laureato in Lettere all’Università di Catania e in Cooperazione Internazionale, tutela dei Diritti Umani all’Università di Bologna. Entrambe rappresentano per me due tappe fondamentali del mio percorso di crescita personale, oltre che di formazione. Conclusi gli studi mi sono trasferito a Londra e ad Harbin, in Cina, luoghi in cui ho potuto assaporare il gusto di trovarmi in un punto di vista diverso. Tutto questo mi ha inesorabilmente aperto gli orizzonti e ha certamente accentuato il mio interesse per gli affari esteri.

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