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Le Due Sessioni per un’unica sfida

In 3 sorsi – La Cina si racconta durante le Due Sessioni che veicolano un rinnovato modello fondato sulle nuove forze produttive, per uno sviluppo di alta qualità, tecnologicamente avanzato. Nel frattempo l’aumento della conflittualità internazionale non ha per ora smosso il Governo di Xi Jinping, deciso ad inglobare Taiwan, che ancora raccoglie ampi margini di vantaggi dalle guerre in corso.

1. L’IMPORTANZA DELLE DUE SESSIONI

Si è tenuto dal 4 al 11 marzo il XIV Comitato Nazionale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese, il più importante organo consultivo della RPC, che rappresenta le principali componenti del mondo imprenditoriale, accademico e culturale della società cinese, seguito il 6 marzo, come da tradizione, dall’avvio della terza sessione plenaria della XXIII Assemblea Nazionale del Popolo, il Parlamento unicamerale eletto a suffragio indiretto. Le “Due Sessioni” (Liǎnghuì 两会) rivestono una particolare importanza in quanto sono l’occasione per portare alla luce le più importanti questioni sia di politica interna che di politica estera, incubate soprattutto nell’ambito del Partito Comunista, sempre più immanente negli organi di Governo, perché siano trasfuse in testi legislativi. Questo modo di procedere rappresenta la quintessenza del centralismo democratico, fondamento del socialismo con caratteristiche cinesi, che rende sempre più accentrata la gestione autocratica di Xi Jinping. Gli obiettivi di crescita sono stati rimodulati in correlazione con la proiezione del deficit,  per affrontare la perdurante crisi del settore immobiliare, frenare la disoccupazione giovanile e ridare slancio all’economia, sulla base di un nuovo mantra:  le nuove forze produttive (新质生产力Xīn zhí shēngchǎnlì) per uno sviluppo di alta  qualità, legato all’innovazione. Il sostegno alle industrie emergenti dovrebbe infatti creare un sistema industriale avanzato ed efficiente, fondato sulla rivoluzione energetica e sull’autosufficienza tecnologica, in fondo vera garante della sicurezza, interna e internazionale.

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Fig. 1 – Sessione di chiusura dell’Assemblea Nazionale del Popolo a Pechino, 11 marzo 2024

2. LA PORTATA DEL NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

Il nuovo modello di sviluppo, che, se avrà successo, porterà il Dragone a trasformarsi da “fabbrica del mondo” a “società di consumi ad alto valore” non sarà quindi più legato indissolubilmente alle esportazioni e a certe tipologie di investimenti, ma fondato su un’industria efficiente e competitiva, che riformi strutturalmente il lato dell’offerta. Un obiettivo che dovrà tener conto della tenuta sociale e che quindi è destinato ad adattarsi e forgiarsi in base alle diversità geografiche e economiche delle multiformi realtà locali della RPC. L’adozione di un rinnovato modello di sviluppo, più competitivo perché incentrato sulle nuove forze produttive, dovrà creare nuovi posti di lavoro qualificati, riuscire a gestire i rischi immobiliari e finanziari, raffinare la produzione normativa in particolare con le nuove leggi emanate dalla China Securities Regulatory Commission, ed infine dovrà riuscire a tessere una rete appetibile capace di attrarre gli investimenti internazionali.

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Fig. 2 – Un’impresa di nuove tecnologie energetiche nel polo di sviluppo economico e tecnologico di Dongqiao, nella città di Ningde, 8 marzo 2024

3. I RIFLESSI INTERNAZIONALI DELLE DUE SESSIONI

La difficile situazione internazionale, che si sta snodando nel primo quadrimestre del 2024, rappresenta l’aspetto più interessante collegato alle due sessioni, che hanno ufficializzato l’aumento del 7,2% nel bilancio per la difesa, che ammonterebbe a 236,1 miliardi di dollari. I sempre più cospicui stanziamenti sono accompagnati da una effettiva power projection cinese: nel mese di marzo una grande esercitazione, nel golfo di Oman, denominata Maritime Security Belt 2024, che ha coinvolto forze navali cinesi, russe e iraniane, ha rivelato quanto sia ormai rilevante il coordinamento tra questi tre Paesi, ai fini di una la cooperazione multilaterale sempre più stretta, in aperta contrapposizione alle democrazie occidentali e che permette a Pechino un più agevole accesso alle risorse energetiche di cui ha estremo bisogno. A fronte dell’avanzata russa in Ucraina e del concatenarsi di eventi che ha portato all’ebollizione del Medio Oriente, fino all’attacco iraniano ad Israele, la prospettiva di una qualche collaborazione cinese ad una offensiva di pace, già ardua per la contrapposizione sistemica,  continua ad infrangersi sugli scogli dello Stretto di Taiwan. Prospettare quindi delle soluzioni diplomatiche efficaci e condivise è sempre più difficile in un mondo sempre più conflittuale.

Elisabetta Esposito Martino

President Cyril Ramaphosa – 10th BRICS Summit” by GovernmentZA is licensed under CC BY-ND

Dove si trova

Perchè è importante

  • In Cina a marzo si sono svolte le Due Sessioni, l’annuale riunione del Parlamento cinese e della Conferenza consultiva politica, che ha avallato un rinnovato modello, che dà veste giuridica ed economica allo sviluppo tecnologico della RPC.
  • L’esito politico dell’evento, che registra un sempre più stretto controllo del Partito comunista sulle istituzioni, un forte investimento militare  e una ferma determinazione all’unificazione con Taiwan, insieme ai vantaggi economici riscossi in esito alle guerre in corso, rende poco percorribile un ruolo cinese decisivo nella costruzione di un processo di pace che metta fine alle pericolose guerre in corso.

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Elisabetta Esposito Martino
Elisabetta Esposito Martinohttp://auroraborealeorientale.wordpress.com/

Sono nata nello scorso secolo, anzi millennio, nel 1961. Mi sono laureata in Scienze Politiche, Indirizzo Internazionale, presso La Sapienza con una tesi sul consolidamento della Repubblica Popolare cinese (1949 – 1957); ho conseguito il  Diploma in Lingua e Cultura Cinese presso l’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente di Roma ed il Perfezionamento in Lingua Cinese presso l’ISMEO. Sono stata delegata italiana per l’International Youth culture and study tour presso la Tamkang University Taipei, e poi docente di discipline giuridiche ed economiche. Ho lavorato come consulente sinologa e svolto attività di ricerca. Ora lavoro in un ente di ricerca e continuo la mia formazione (MIP Business School del Politecnico di Milano e dalla SDA Bocconi School of Management, Griffith College di  Dublino, Francis King School of English di Londra, EC S.Julians di Malta). Ho pubblicato sull’”Osservatorio Costituzionale”, dell’associazione italiana dei costituzionalisti  (AIC) , su “Affari Internazionali” e su “Mondo Cinese”.
Dopo aver sfaccendato tra pappe e pannolini per quattro figli, da quando sono cresciuti ho ripreso alla grande la mia antica passione per la Cina, la geopolitica  e le istituzioni politiche e costituzionali. Suono la chitarra, preparo aromatici tè ma non mi sveglio senza… il caffè!

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