Caffè Lungo – Gli incendi che hanno devastato l’area di Los Angeles a gennaio 2025 rivelano le disuguaglianze profonde che attraversano la società statunitense. Tra tagli ai budget pubblici, vigili del fuoco privati, detenuti sfruttati e crisi abitativa, il fuoco svela fragilità e ingiustizie strutturali.
LOS ANGELES E IL FUOCO: UNA STORIA INTRECCIATA
Martedì 7 gennaio 2025 Los Angeles si è svegliata infuocata. Una serie di incendi devastanti si è propagata nella regione metropolitana, formando la cosiddetta cintura di fuoco nelle zone di Pacific Palisades e Malibu, nel quartiere di Sylmar e vicino a Pasadena. Le fiamme, alimentate da condizioni climatiche estreme, hanno colpito un totale di 16.425 ettari di terre e causato la distruzione di circa 1.500 strutture, con almeno 5 morti. Gli inverni particolarmente piovosi che hanno caratterizzato il 2023 ed il 2024 hanno favorito una crescita rigogliosa della vegetazione, creando una grossa quantità di combustibile naturale. La grave siccità che colpisce la città da luglio 2024 ha contribuito a prosciugare il terreno e trasformare la vegetazione in materiale altamente infiammabile. Michele Salis, ricercatore CNR-IBE, spiega come condizioni meteorologiche prolungate, vegetazione infiammabile e conformazione del territorio creano un mix ideale per gli incendi. Sottolinea inoltre che l’abbandono di aree rurali, forestali e agricole compromette la protezione delle città e aumenta il rischio di danni irreparabili.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Il fumo divampato come primo segnale di incendio
IL SETTORE PUBBLICO IN DIFFICOLTĂ€
Davanti a questi fenomeni il dibattito sulla relazione tra tagli al settore pubblico e impatti del cambiamento climatico prende sempre più piede nella scena statunitense, evidenziandone la dimensione di lotta di classe che spesso emerge. Il budget del Los Angeles Fire Department (LADF) è in costante calo. Il 4 dicembre 2024, Kristin Crowley, comandante in capo del LADF, scriveva che i tagli al budget avevano “influito negativamente sulla capacità del Dipartimento di mantenere le operazioni fondamentali”. Il tema dei vigili del fuoco “privati” è oggetto di un intenso confronto, emerso già durante gli incendi di Los Angeles nel 2018. Spesso offerti nei contratti delle compagnie assicurative, i pompieri privati intervengono in abitazioni di clienti benestanti, attuando una serie di misure preventive, come ad esempio l’irrigazione delle aree circostanti, e spesso senza un’adeguata coordinazione con comandanti locali dei vigili del fuoco e servizi pubblici. Se le comunità più ricche beneficiano, grazie a questo sistema, di una protezione più avanzata, si può cominciare a parlare di un sistema a due velocità .
In secondo luogo, un altro tema: il ruolo dei detenuti californiani nelle operazioni contro gli incendi. Le centinaia di loro (il 30% dei pompieri californiani) che in questi giorni hanno aiutato i vigili del fuoco a gestire incendi, evacuazioni e salvataggi, sembrano essere l’unica risorsa dello Stato della California per combattere i tagli al sistema pubblico. Il compenso dei carcerati-pompieri, secondo il Los Angeles Time, è tra i 5 dollari ai 10 dollari al giorno. Il salario medio di un vigile del fuoco in California (può variare in funzione della contea) è di 45 dollari all’ora. La disparità retributiva alimenta un acceso dibattito sulle condizioni lavorative e sui diritti dei detenuti coinvolti in operazioni ad alto rischio, rendendo il sistema oggetto di molte critiche.
Fig. 2 – I pompieri in prima linea negli interventi riguardanti disastri ambientali
IL FUTURO TRA GENTRIFICAZIONE E RESISTENZA
Il dibattito si concentra anche sul futuro della comunità e dello stato della California, da anni alle prese con una grave crisi abitativa. La crescente popolazione di senzatetto, già colpita dalle difficoltà nell’accesso a un alloggio dignitoso, si trova ora ad affrontare le sfide imposte dal cambiamento climatico.
La regione è infatti anche teatro di un processo di gentrificazione accelerato che sta trasformando profondamente il panorama urbano e sociale. La California e le aree più colpite dagli incendi sono spesso di proprietà di super-ricchi o appartengono a piattaforme come Airbnb, favorendo un mercato immobiliare inaccessibile per i residenti a basso reddito. Tuttavia, in contrasto con questo scenario, alcuni quartieri storici di Los Angeles, come Altadena, un tempo simbolo della comunità afroamericana, resistono. Qui, il 78% delle abitazioni sono ancora abitate dai proprietari.
Con l’arrivo del periodo post-incendio e la nota riluttanza delle compagnie assicurative a risarcire gli abitanti, Xochitl Gonzales scrive sull’Atlantic dell’incertezza che pesa sulla classe media riguardo al futuro del loro quartiere. Per chi sarà ricostruita Altadena? A pochi giorni dalla pubblicazione della Strategia nazionale per la resilienza e l’adattamento al cambiamento climatico, resta aperta la domanda: gli Stati Uniti sapranno tradurre le intenzioni in azioni concrete, affrontando in modo integrato le sfide climatiche e socio-economiche sempre più interconnesse?
Bianca Ferrazza
Chantal Betti
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