Caffè lungo – Elon Musk è uno dei principali sostenitori di Dogecoin, la cui crescente dipendenza dal mercato cinese pone però un dilemma strategico: Tesla fa affidamento sulla Cina sia per la produzione che per le vendite, mentre il Governo di Pechino mantiene una posizione ostile sulle criptovalute, promuovendo al contempo il proprio yuan digitale.
L’INFLUENZA DI MUSK SU DOGECOIN
L’ascesa di Dogecoin come una delle criptovalute più discusse al mondo è indissolubilmente legata a un nome: Elon Musk. La criptovaluta nata come uno scherzo su internet è al centro di una vicenda che intreccia finanza, politica e Governo federale. La vittoria di Donald Trump alle elezioni ha innescato un boom delle criptovalute: Bitcoin ha raggiunto un nuovo record sopra i 93mila dollari, mentre Dogecoin è più che raddoppiato, toccando i 43 centesimi, secondo CoinDesk. Ma a far esplodere l’entusiasmo è stato un annuncio inatteso: Trump ha creato il “Dipartimento per l’Efficienza del Governo“, il cui acronimo – DOGE – è lo stesso con cui si scambia la criptovaluta. Sebbene inizialmente Musk fosse indicato come leader insieme a Vivek Ramaswamy, il suo ruolo appare più sfumato: la Casa Bianca non ha chiarito se abbia un incarico ufficiale o solo un’influenza esterna sul Dipartimento. Inoltre Musk, noto per le sue posizioni anti-burocrazia, sta già portando avanti drastici tagli alla spesa pubblica, inviando il suo team in diverse agenzie governative. Il suo approccio però ha attirato numerose critiche. Nel frattempo, il valore di Dogecoin continua a salire, alimentato dall’hype e dalle speculazioni, e quello che era nato come un semplice meme è oggi un fenomeno finanziario con ripercussioni reali, capace di influenzare mercati e politica globale. E mentre la criptovaluta cresce, il cane Shiba Inu che l’ha resa iconica, Kabosu, ci ha lasciato, trasmettendo un’eredità digitale che va ben oltre il mondo delle criptovalute.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Elon Musk, consigliere senior, rientra alla Casa Bianca, Washington, 9 marzo 2025
IL DELICATO EQUILIBRIO TRA TESLA E LA CINA
A gennaio, Elon Musk ha incontrato Han Zheng, vicepresidente cinese, per discutere il futuro di Tesla nel Paese e l’importanza della collaborazione tra Pechino e le aziende occidentali nel settore delle auto elettriche. Sebbene i dettagli del colloquio non siano stati resi pubblici, è plausibile che tra i temi affrontati ci sia stata anche la questione delle criptovalute, vista la posizione intransigente della Cina su questo fronte. Musk si trova così in un delicato gioco di equilibri: da un lato, il suo sostegno a Dogecoin rappresenta una strategia di marketing efficace, capace di generare fiammate speculative sul valore della moneta digitale, dall’altro, un eccessivo coinvolgimento potrebbe irritare il Governo cinese, con il rischio di compromettere il successo di Tesla in un mercato cruciale. La Cina è il secondo mercato più grande per Tesla e ospita la Gigafactory di Shanghai, un pilastro della produzione e della distribuzione globale dell’azienda. Tuttavia, Pechino ha adottato una linea dura sulle criptovalute, vietando il “mining” e le transazioni con asset digitali già nel 2021. In questo contesto, il sostegno di Musk a Dogecoin rischia di trasformarsi in un potenziale conflitto di interessi. Il magnate di Tesla e SpaceX ha più volte dimostrato la sua capacità di muovere i mercati con un semplice tweet, facendo schizzare il valore di Dogecoin e sorprendendo analisti e investitori. Ma con la crescente dipendenza dalla Cina, Musk potrebbe trovarsi costretto a bilanciare con più attenzione le proprie dichiarazioni, evitando passi falsi che potrebbero mettere a rischio gli interessi dell’azienda.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Vista aerea della Gigafactory di Tesla a Shanghai (marzo 2021)
SCENARI FUTURI E IMPATTO SUL MERCATO DELLE CRIPTOVALUTE
Il futuro di Dogecoin e l’influenza di Elon Musk sono fortemente legati all’evoluzione del mercato delle criptovalute e alla posizione della Cina nei confronti di queste tecnologie. Se Pechino dovesse adottare misure più restrittive sugli asset digitali, Musk potrebbe trovarsi costretto a ridurre il suo coinvolgimento con DOGE per proteggere gli interessi di Tesla, data la rilevanza strategica del mercato cinese per l’azienda. Tuttavia, se Dogecoin dovesse affermarsi come criptovaluta indipendente, separandosi dall’influenza diretta di Musk, potrebbe acquisire maggiore credibilità e attrarre una più ampia adozione tra imprese e utenti. La vera sfida per Dogecoin sarà costruire un ecosistema solido, che non dipenda solo dalle fluttuazioni provocate dai tweet di Musk o dalle dinamiche geopolitiche: il suo sviluppo, l’espansione delle applicazioni pratiche e il sostegno di sviluppatori e Istituzioni saranno determinanti per la sua sostenibilità. Se Dogecoin riuscirà a dimostrarsi una valuta digitale efficace e affidabile, potrebbe guadagnarsi una posizione più stabile nel mercato delle criptovalute, diminuendo l’idea di essere un asset speculativo troppo legato alle azioni di Musk. Il magnate, tuttavia, dovrà bilanciare il suo supporto a Dogecoin con le necessità aziendali di Tesla, cercando di destreggiarsi tra le pressioni politiche e le sue ambizioni economiche e tecnologiche. La sua figura, sempre sotto i riflettori, rimarrà cruciale nel determinare la traiettoria futura di Dogecoin, con impatti che potrebbero travalicare il mondo delle criptovalute, influenzando anche le sue imprese.
Maria Grazia Russo
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