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    In breve

    • Il contesto politico che ha determinato l’individuazione di un nuovo leader del Labour Party
    • Keir Starmer, avvocato esperto di diritti umani e Procuratore Capo della Corona fino al 2013, nominato baronetto dalla Regina, diventa parlamentare nel 2015 e ha sostenuto un secondo referendum sulla Brexit
    • Tra le sfide future da affrontare, dovrà riconciliare un partito diviso e convincere il Paese del proprio ruolo istituzionale dinanzi a una profonda crisi sanitaria, sociale ed economica

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsi – Keir Starmer è il nuovo leader del Partito Laburista britannico dopo aver sconfitto Rebecca Long-Bailey col 56,2% delle preferenze al primo turno. A lui il compito di guidare il Labour nel pieno di una crisi identitaria e nazionale.

    1. UNA TRAVAGLIATA SUCCESSIONE

    L’individuazione di un nuovo leader per il più importante partito progressista britannico si è resa necessaria in seguito al passo indietro di Jeremy Corbyn dopo 5 anni alla guida del Labour che hanno suscitato brucianti passioni ed eclatanti tonfi elettorali. Fatali per la vecchia leadership le elezioni generali di dicembre, che hanno visto il trionfo dei Conservatori di Johnson e il tracollo in termini di seggi per il Labour. Le dimissioni Corbyn hanno aperto un acceso dibattito interno non solo circa l’identità del successore, ma anche in merito alla linea ideologica che il partito avrebbe dovuto seguire d’ora in poi, accentuando la spaccatura tra i fautori del corbynismo militante, coalizzati attorno alla figura di Rebecca Long-Bailey, e i sostenitori di un riallineamento del Labour su posizioni più moderate. La linea del soft Labour, più a sinistra del blairismo riformista, ma ben lontana dall’intransigenza di Corbyn, ha individuato in Keir Starmer l’uomo giusto cui affidare la rinascita del partito.

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    Fig. 1 – Keir Starmer, nuovo leader del Labour Party

    2. IL PROFILO

    Keir Starmer nasce a Southwark, allora sobborgo lontano dai fasti della Londra odierna, in una tipica famiglia di stampo laburista, padre idraulico e madre infermiera che scelgono per lui il nome di Keir Hardie, fondatore del Labour Party. Seguendo un percorso accademico di tutto rispetto, Starmer studia prima a Leeds poi a Oxford, specializzandosi in legge e diventando un avvocato paladino della tutela dei diritti umani. Una carriera legale scintillante che lo porta a diventare tra il 2008 e il 2013 Procuratore Capo della Corona, ruolo per il quale viene ricompensato dalla Regina con il titolo di baronetto. Solo nel 2015 avviene la svolta decisiva nella sua carriera, quando sceglie di candidarsi in Parlamento e vince agilmente nel collegio londinese di Holborn and St Pancras. Nonostante l’opposizione alla linea politica di Corbyn, viene scelto per far parte dei vari Governi ombra. La Brexit rappresenta un altro spartiacque decisivo nella carriera politica di Starmer, europeista convinto, che si fa promotore all’interno del Labour di un secondo referendum sull’uscita dall’UE. Questa posizione, che si rivelerà minoritaria, gli aliena le residue simpatie dell’establishment più vicino a Corbyn e a Momentum, la piattaforma di giovani militanti che sostengono il vecchio leader.

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    Fig. 2 – Il dibattito tra i candidati durante la campagna per la leadership

    3. LE SFIDE FUTURE

    Il cammino di Starmer ora appare denso di incognite. Raccoglie un Labour in profonda crisi di identità, reduce da dolorose sconfitte politiche e dilaniato da faide interne. Il tutto in un contesto di crisi nazionale perdurante e costante dal 2016, con un Paese all’affannosa ricerca di una pacificazione nazionale cui si aggiungono una crisi sanitaria senza precedenti e una probabile recessione alle porte. Accusato da più parti di essere algido, poco comunicativo e privo di carisma, Starmer ha provato a gettare una luce più calorosa su di sé raccontando della passione per l’Arsenal e per le pinte di birra in compagnia degli amici. Il nuovo leader ha promesso di ascoltare le istanze più radicali dell’elettorato Labour, ha garantito di poter riconciliare le anime divise e distanti del partito e soprattutto si è impegnato a sradicare il veleno dell’antisemitismo, che negli ultimi anni ha sorprendentemente trovato terreno fertile nel Labour di Corbyn.
    Sanare le divisioni interne al partito e rispondere alle istanze del Paese in un momento di profonda crisi sanitaria, sociale e, nei prossimi mesi, anche economica, detronizzando un istrione nato per l’agone politico come Boris Johnson, Primo Ministro temporaneamente fuori dai giochi causa Covid-19: la strada appena intrapresa da Sir Keir Starmer appare già decisamente in salita.  

    Luca Cinciripini

    Immagine di copertina: Photo by 272447 is licensed under CC BY-NC-SA

    Luca Cinciripini
    Luca Cinciripini

    Nato nel 1991, laureato in Giurisprudenza e attualmente dottorando in Istituzioni e Politiche presso l’Università Cattolica di Milano. I miei interessi di ricerca sono concentrati in particolare sulle politiche di sicurezza e di difesa europee, i rapporti tra NATO e UE e la politica estera comunitaria. Da grande amante del mondo anglosassone, seguo anche tutte le vicende rilevanti della politica e della società britannica.

    Ma, soprattutto, tre cose non possono mancare mai per me: l’Inter, il cinema e gli U2.

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