utenti ip tracking
martedì 14 Luglio 2020
More

    Speciale COVID-19

    La Germania alla testa del Consiglio dell’Unione Europea

    Analisi - Dopo i sei mesi di Presidenza del...

    Crisi politica e pandemia, il 2020 del Perù

    In 3 sorsi – Il nuovo anno a Lima...

    Serbia: si salvi chi può

    Analisi - Le elezioni parlamentari e quelle per il...

    La crisi nel Messico di AMLO minaccia Trump

    In 3 sorsi – L’epidemia di Covid-19 sta facendo...

    La partita dell’energia cambia il mondo

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 4 min.

    In un mondo che cambia velocemente, siamo spesso invece tentati di parlare di energia utilizzando gli stessi paradigmi e concetti di venti-trenta anni fa. Ma anche questo ambito è cambiato e, con essa, la partita che si gioca a livello globale.

    Se dovessimo chiedere all’opinione pubblica, in particolare quella parte non specialista del settore, come si caratterizza lo scenario energetico globale, è facile che vengano citati i seguenti punti – considerati capisaldi quasi immutati da qualche decennio:

    • il Medio Oriente e il Nord Africa sono il fulcro della produzione mondiale di idrocarburi e rimangono al centro dell’interesse energetico mondiale
    • la parte del mondo più interessata e bisognosa delle risorse energetiche mediorientali è l’Occidente (quindi USA ed Europa in primis)
    • l’Occidente è molto vulnerabile a eventuali problematiche e crisi geopolitiche negli stati produttori, tanto da implicare una quasi automatica reazione non appena ciò accade, mentre il resto del mondo ne è meno sensibile.
    • il petrolio sta finendo o è destinato a finire presto (concetto del “peak oil”)

    Non che tali considerazioni siano tutte necessariamente sbagliate. Tuttavia come il mondo cambia per numerosi altri aspetti (ad esempio la tecnologia informatica), così cambia anche per l’energia e alcune di queste valutazioni andrebbero aggiornate – in alcuni casi completamente stravolte. Partendo però da ciò che rimane ancora costante, per esempio, un’occhiata alle produzioni di petrolio per continente ci mostra ancora il Medio Oriente come principale area produttiva

    Rapporto produzione mondiale di petrolio tra continenti/macro-regioni
    Rapporto produzione mondiale di petrolio tra continenti/macro-regioni

    Secondo l’Eni World Oil & Gas Review 2014, infatti, nel 2013 la produzione di petrolio (contando greggio convenzionale, non convenzionale e gas condensati), ha raggiunto esattamente questi valori (rappresentati graficamente nella mappa precedente)

    Medio Oriente 28013
    Nord America 14260
    Russia 10877
    America Latina 10312
    Africa 9287
    Asia-Pacifico 8192
    Europa 3523
    Asia Centrale 2877

    (produzione petrolifera mondiale, in migliaia di barili al giorno)

    Tali rapporti sono abbastanza confermati anche guardando i primi 10 produttori mondiali del 2013:

    Top 10 produttori di petrolio - Eni World Oil&Gas review 2014
    Top 10 produttori di petrolio nel 2013 – Eni World Oil&Gas Review

    Balza agli occhi, per chi non ha seguito da vicino le vicende energetiche degli ultimi anni, la forte produzione statunitense, che nel primo trimestre 2014 ha addirittura superato gli 11 milioni di barili al giorno (dei quali oltre 9 sono di greggio, il livello più alto dal 1973), portando gli USA al primo posto tra i produttori, prima anche di Russia e Arabia Saudita.

    Non è una novità per gli addetti ai lavori che lo scenario energetico globale degli ultimi anni abbia visto un incremento della produzione petrolifera USA grazie al tight oil, ovvero quel petrolio (anche definito “non convenzionale”) estraibile da rocce più compatte solo tramite costose tecniche di hydraulic fracturing, meglio noto come fracking.

    [box type=”info” ]DIZIONARIO ENERGETICO:

    Risorse non convenzionali (unconventional): si tratta di risorse naturali (principalmente idrocarburi, quindi petrolio e/o gas naturale) che normalmente non è facile estrarre perché intrappolati in rocce più compatte o perché dotate di caratteristiche chimico-fisiche sfavorevoli, ad esempio una viscosità troppo elevata che impedisce lo scorrere. Per estrarle si utilizzano tecniche sofisticate e generalmente costose (come il fracking), così da rendere convenienti tali risorse solo se il prezzo di vendita rimane alto.[/box]

    Non a caso per capire cosa stia avvenendo è necessario combinare la tabella dei top-10 produttori con quella della variazione di produzione da anno ad anno e che mostra, tra il 2012 e il 2013, proprio un forte aumento di produzione USA (peraltro già iniziato negli anni precedenti)

    Variazione%  di produzione petrolifera dal 2012 al 2013 - Eni World Oil & Gas review
    Variazione% di produzione petrolifera dal 2012 al 2013 – Eni World Oil & Gas review

    Rimanendo sugli idrocarburi, anche il gas naturale merita di essere valutato per scoprire come stiano cambiando gli scenari mondiali.

    Produzione gas naturale per continente/macro-regione
    Produzione gas naturale per continente/macro-regione

    Nord America 827,28
    Russia 657,66
    Medio Oriente 556,96
    Asia-Pacifico 495,75
    Europa 286,44
    America Latina 227,75
    Asia Centrale 188,48
    Africa 185,60

    (produzione mondiale di gas naturale, in miliardi di metri cubi)

    Non è una sorpresa che accanto alle produzioni mediorientali – in primo luogo Qatar – spicchino sempre la Russia (basti pensare a quanto l’Europa ne sia dipendente) e, ancora, gli USA, come confermato sempre dalla top-10:

    Top10 produttori di Gas Naturale - Eni World Oil&Gas Review
    Top10 produttori di Gas Naturale – Eni World Oil&Gas Review

    In questo caso non si osservano particolari variazioni anno su anno, ma andando oltre i numeri, la grande crescita della produzione USA dello shale gas (anch’esso risorsa “non convenzionale” ottenuta tramite tecnica di fracking) risulta essere la variazione più sensibile riscontrata negli ultimi anni.

    Il risultato di tali aumenti di produzione statunitensi, uniti a un rallentamento delle economie sviluppate e in via di sviluppo, hanno portato a un forte calo del prezzo del petrolio, ora a circa 65-75$/barile, crollo preventivato già nel 2012 da uno dei massimi esperti mondiali di petrolio, Leonardo Maugeri (ex-dirigente Eni e ora insegnante al Belfer Center dell’università di Harvard), nel suo lavoro “Oil: The Next Revolution“.

    Leonardo Maugeri, ex-dirigente Eni e ora al Belfer Center dell'università di Harvard
    Leonardo Maugeri

    Quella che viene chiamata “la rivoluzione energetica USA” però non può bastare a illustrare tutto ciò che sta avvenendo nel mondo oggi. La partita dell’energia è infatti molto complessa e il 2015 vedrà la continuazione di mosse e contromosse da parte di numerosi attori internazionali quali Russia, Cina, Europa, Arabia Saudita, Brasile e altri e, per essere compresa, richiede di spostare lo sguardo anche là dove tradizionalmente l’opinione pubblica non ha mai guardato molto.

    Questo ci permetterà anche di capire gli effetti dell’attuale calo dei prezzi petroliferi e delle altre dinamiche rilevanti ora in atto.

    Lo faremo insieme, regione (o stato) per regione e ci renderemo conto di come non si tratti di tanti capitoli separati ma di come, invece, sia tutto legato e tutto ciò che avviene da una parte del mondo abbia conseguenza anche su tutte le altre.

    La Russia si volta a Est

    La Cina a caccia di energia

    La rivoluzione energetica USA non si ferma

    L’illusione dell’Artico

    Conclusioni: Energia: tutto cambia e tutto rimane uguale

    Lorenzo Nannetti

     

    [box type=”shadow” ]Un chicco in più

    Note sulle fonti

    I dati per questo speciale sull’energia sono presi da varie fonti, principalmente:

     

    Note cartografiche

    Le due mappe mondiali sono basate su una proiezione “Natural Earth”, combinazione della proiezione Kravayskiy VII e della proiezione di Robinson e sono state poi completate a mano[/box]

    [box type=”shadow” align=”alignleft” ]

    Un chicco in più

    Questo pezzo fa parte de “Il Giro del Mondo in 30 Caffè”, il nostro outlook per il 2015. Lo potete trovare per intero qui. Buona lettura!

    [/box]

    Lorenzo Nannetti

    Nato a Bologna nel 1979, appassionato di storia militare e wargames fin da bambino, scrivo di Medio Oriente, Migrazioni, NATO, Affari Militari e Sicurezza Energetica per il Caffè Geopolitico, dove sono Senior Analyst e Responsabile Scientifico, cercando di spiegare che non si tratta solo di giocare con i soldatini. E dire che mi interesso pure di risoluzione dei conflitti… Per questo ho collaborato per oltre 6 anni con Wikistrat, network di analisti internazionali impegnato a svolgere simulazioni di geopolitica e relazioni internazionali per governi esteri, nella speranza prima o poi imparino a gestire meglio quello che succede nel mondo. Ora lo faccio anche col Caffè dove, oltre ai miei articoli, curo attività di formazione, conferenze e workshop su questi stessi temi.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite

    2 Commenti

    Comments are closed.