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lunedì 24 Gennaio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

L’America Latina alla COP26, tra nuovi compromessi e vecchi problemi

In breve

  • Ospitando econosistemi estremamente diversi e importanti, i Paesi latinoamericani e dei Caraibi sono una componente chiave alla lotta contro il cambiamento climatico.
  • Tanti sono stati gli accordi presi e gli annunci da parte dei Paesi latinoamericani, specialmente a riguardo della deforestazione.
  • I dubbi sull’impatto della COP26 continuano e l’America Latina non gode di un clima socio-politico favorevole all’implementazione degli accordi presi.

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In 3 sorsi – Durante la conferenza mondiale sul cambiamento climatico, alcuni Paesi della regione latinoamericana hanno annunciato nuovi compromessi essenziali per salvaguardare l’ambiente, ma che portano svariati problemi con sé. 

1. LA CONFERENZA

Dal 31 ottobre al 12 novembre 2021 si è tenuta a Glasgow la COP26, o “Conferenza delle Parti” sul cambiamento climatico. Tra i principali obiettivi della COP26 c’erano la riduzione delle emissioni per raggiungere il target di zero prefissato per il 2050, la protezione di habitat naturali e comunità indigene, lo stimolo per investimenti nelle energie rinnovabili e, in generale, la promozione della cooperazione tra Paesi. Nonostante gli Stati latinoamericani e dei Caraibi rappresentino solo l’8% delle emissioni globali, essi sono una componente chiave alla lotta contro il cambiamento climatico, essendo una delle regioni con la maggiore biodiversità al mondo e con ecosistemi chiave per il pianeta. Le terre dell’America Latina, inoltre, ospitano anche una grande  varietà di popolazioni indigene, che svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione degli ecosistemi naturali. Per questo i compromessi dei Paesi della regione saranno essenziali per l’efficiente realizzazione degli obiettivi della COP26 e, in generale, per la salvaguardia del pianeta.

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Fig. 1 – Evento “Global Climate Action: Racing For A Better World” alla COP26, 11 Novembre 2021, Glasgow, Scozia

2. I PRINCIPALI COMPROMESSI RAGGIUNTI

Alla COP26 grande attenzione è stata data ai compromessi riguardo alla deforestazione. Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Honduras, Haiti, Guatemala, Cuba, Messico, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Paraguay e Uruguay, insieme a un centinaio di altri Governi, si sono impegnati a fermare la deforestazione e il degrado del suolo entro il 2030. Gli stessi Paesi, meno Cuba, Haiti e Paraguay, hanno anche sottoscritto una iniziativa per ridurre del 30% le emissioni di metano. In ultimo solo Ecuador e Cile hanno firmato un compromesso per ridurre l’uso del carbone, accelerando la transizione a energie pulite. In più singoli Paesi hanno annunciato diversi compromessi territoriali. L’Ecuador ha annunciato una nuova riserva marina delle Isole Galapagos che aggiungerebbe 60mila chilometri quadrati di territorio marino protetto ai 138mila correnti. Il Paese ha inoltre firmato una dichiarazione che promuove la protezione delle isole e le rotte migratorie nel corridoio marino del Pacifico tropicale attraverso misure nazionali e regionali. Questa dichiarazione è stata sottoscritta anche da Panama, Costa Rica e Colombia. Il Presidente colombiano ha poi annunciato il piano per rendere il Paese carbon neutral entro il 2050, come da accordi di Parigi del 2015. Questi comprendono lo sviluppo di un piano nazionale per raggiungere la neutralità delle emissioni, ma portato avanti da pochi Paesi della regione. A tal proposito, l’Argentina ha dichiarato un aumento del 2% del proprio obiettivo di riduzione delle emissioni, mentre sta preparando una nuova legislazione per fermare la deforestazione e aumentare la mobilità elettrica. Il Paese del Cono Sud ha anche firmato un accordo per l’investimento di 8 miliardi di dollari per un impianto a idrogeno nella provincia di Río Negro, in Patagonia.

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Fig. 2 – Un delegato brasiliano interviene durante l’ultimo giorno di negoziazioni della COP26, 12 novembre 2021, Glasgow, Scozia

3. UNA DIFFICILE IMPLEMENTAZIONE IN AMERICA LATINA

I dubbi e le critiche sull’impatto che la COP26 avrà nella riduzione delle emissioni come nella preservazione degli ecosistemi sono tante. Essendo gli accordi firmati non vincolanti, rimane da vedere se i fondi saranno effettivamente percepiti dai Paesi in via di sviluppo, e qualora recepiti, se possano nascere controversie tra donatori e beneficiari. I dubbi rimangono anche tra i Paesi latinoamericani. Il Paraguay nega l’impatto dell’allevamento nella crisi climatica, e si posiziona ufficialmente contro la produzione organica. La Bolivia, che ospita oltre il 10% del bacino del Rio delle Amazzoni, non ha firmato l’accordo contro la deforestazione. L’America Latina è anche una regione di grande instabilità per i protettori dell’ambiente, e il crimine organizzato è ancora largamente presente nei territori rurali e forestali. Fonti mostrano come i gruppi criminali stiano diversificando le loro risorse di reddito, non più dipendendo esclusivamente dal traffico di droga, ma anche dalla criminalità ambientale, che è in aumento. Questo significa che i Paesi della regione che riceveranno i fondi dovranno investirli con cautela, poiché la corruzione attorno ai crimini ambientali e la resistenza dei gruppi criminali alle misure di salvaguardia dell’ambiente saranno elevate, minacciandone l’implementazione e aumentando la violenza nella regione.

Alessia Cappelletti

UNFCCC Glasgow Climate Dialogues event” by Scottish Government is licensed under CC BY

Alessia Cappelletti
Alessia Cappelletti

All’estero da cinque anni, ho lasciato l’Italia prima per la Spagna, poi per i Paesi Bassi, dove ho fatto sia triennale che master, e in seguito per la Colombia, dove ho studiato diritti umani e giustizia transizionale. Ora lavoro come analista per una ditta di sicurezza strategica (Dyami Services) in Olanda e mi interesso soprattutto di America Latina, e specialmente Colombia, Venezuela e Nicaragua. Ho studiato scienze sociali, con specializzazione in diritti umani e zone di conflitto, e laureata nel 2020. Quando non lavoro è molto probabile trovarmi con una fotocamera in mano.

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