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giovedì 7 Luglio 2022

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Svolta a sinistra per la Colombia: Gustavo Petro è il nuovo Presidente

In breve

  • Gustavo Petro trionfa nelle elezioni presidenziali diventando il primo Presidente di sinistra della Colombia, mentre Francia Márquez sarà la prima vicepresidente donna di origini afroamericane.
  • I protagonisti hanno affidato ai social le loro prime dichiarazioni: Petro e Márquez confermano la linea progressista, Hernández ammette la sconfitta, Iván Duque si congratula.
  • L’avvio verso un processo di pacificazione e sviluppo richiederà l’attuazione di una serie di misure nazionali e non solo: Petro trova nell’integrazione regionale latinoamericana la risposta.

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In 3 sorsi – Gustavo Petro è il nuovo Presidente della Colombia. Questa vittoria segna una svolta storica nel Paese: Petro è il primo capo dello Stato di sinistra e Francia Márquez è la prima donna afro-discendente eletta vicepresidente.

1. Il BALLOTTAGGIO: RISULTATI E AFFLUENZA

Gustavo Petro, leader del Pacto Historico, trionfa nelle elezioni presidenziali in Colombia: sarà il primo Presidente di sinistra del Paese, mentre Francia Márquez sarà la prima donna di origini afroamericane a occupare la carica di vicepresidente. Petro è risultato in vantaggio nel primo turno del 29 maggio e lo scorso 19 giugno, al ballottaggio, è riuscito a imporsi sull’avversario Rodolfo Hernández, rappresentante della Liga de gobernantes anticorrupción. Lo scarto è stato minimo ma decisivo, di circa il 3% dei voti: Gustavo Petro ha ottenuto il 50,44%, contro il 47,31% del magnate di destra Hernández. Per quanto riguarda l’affluenza, aumentata di oltre due punti rispetto a tre settimane fa, la percentuale è la più alta degli ultimi decenni: più di 22,5 milioni di colombiani e colombiane hanno esercitato il proprio diritto di voto, il 58,01% degli elettori chiamati alle urne. Petro ha conquistato la maggioranza nelle periferie delle grandi città, sulla costa, nel sud e nel nord del Paese, a differenza dell’avversario, sostenuto dall’est e dal centro (a eccezione di Bogotá). Fondamentale è stato il voto delle donne, 1,8 milioni in più nel registro elettorale rispetto alle ultime elezioni di quattro anni fa, e dei giovani, che hanno approvato il piano progressista, femminista ed eco-sociale di Petro e Márquez, rifiutando la politica populista dell’avversario, il “re di TikTok”, più volte protagonista di affermazioni discutibili riguardo a povertà, diritti e parità di genere.

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Fig. 1 – Gustavo Petro e Francia Márquez dopo la vittoria al ballottaggio delle elezioni presidenziali a Bogotá, Colombia, domenica 19 giugno 2022

2. LE PRIME DICHIARAZIONI 

Il neoeletto Presidente ha dichiarato che è tempo di cambiamento per la Colombia, affermando che il suo Governo sarà basato sulla politica “della vita, della pace e dell’amore”. Su Twitter ha commentato così il risultato delle elezioni: “Oggi è una giornata di festa per la gente. Che festeggi la prima vittoria popolare. Che le tante sofferenze siano attutite dalla gioia che oggi inonda il cuore della Patria. Questa vittoria è per Dio e per il Popolo e la sua storia. Oggi è la giornata delle strade e delle piazze”.
Hernández, due ore dopo la chiusura dei seggi, ha ammesso la sconfitta dichiarando in un video nei suoi canali social: “Auguro al dottor Gustavo Petro di saper guidare il Paese e di essere fedele al suo discorso contro la corruzione e di non deludere chi ha votato per lui”.
Anche il Presidente uscente, Iván Duque, forte alleato degli Stati Uniti ed esponente di quell’establishment che Petro intende sradicare, ha commentato su Twitter la vittoria del suo successore: “Ho chiamato Gustavo Petro per congratularmi con lui come Presidente eletto dei colombiani. Abbiamo deciso di incontrarci nei prossimi giorni per iniziare una transizione armoniosa, istituzionale e trasparente“.
Infine la vicepresidente Francia Márquez ha ribadito che l’esito di queste elezioni è la vittoria degli emarginati, dei dimenticati, degli ultimi del Paese (“los nadies”). Il nuovo Governo segna l’inizio del “Vivir sabroso”, lo slogan utilizzato nella campagna elettorale, caratterizzato da diritti, dignità, giustizia sociale e ambientale.

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Fig. 2 – Sostenitori di Petro e Márquez con in mano riviste e striscioni raffiguranti lo slogan “Cambio por la vida” durante la campagna di chiusura a Bogotá, Colombia.

3. VERSO LA PACE E L’INTEGRAZIONE LATINOAMERICANA

Petro ha riconosciuto che quel distacco di solo il 3% è segno di un Paese profondamente diviso e, a partire dal prossimo 7 agosto, la sua sfida sarà ricostruirne l’unità e l’integrità, preservando il pluralismo. Per portare avanti il processo di pacificazione nel Paese, Petro dovrà firmare l’accordo con il gruppo guerrigliero dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), ma soprattutto attuare integralmente l’Accordo di Pace firmato nel 2016 tra lo Stato e le FARC, per porre fine alle uccisioni di ex-guerriglieri, leader sociali, indigeni, contadini e ambientalisti sotto i colpi del paramilitarismo al servizio delle élite. Per quanto riguarda lo sviluppo, la difesa dell’ambiente e l’ingiustizia sociale, Petro condivide con gli altri maggiori Paesi della regione, quali Messico, Brasile, Cile, Argentina, Perù e Venezuela, l’integrazione regionale latinoamericana come risposta, e si dice pronto al dialogo con il Venezuela. Come emerso nel Vertice delle Americhe a Los Angeles, i principali Paesi latinoamericani vogliono essere considerati  come partner e non strumento a servizio degli Stati Uniti, senza esclusioni (quali Cuba, Nicaragua, Venezuela, considerati dagli Stati Uniti “nemici” per via dei regimi socialisti e autoritari). Il cambiamento verso un’America Latina più inclusiva e protagonista non si avverte solo nel territorio latinoamericano, ma l’eco arriva anche negli Stati Uniti e in Europa.

Camilla Marrangone

Colombian Flag” by Mark Koester is licensed under CC BY

Camilla Marrangone
Camilla Marrangone

Classe 1997, nata in Abruzzo ma trapiantata al nord per motivi di studio. Ho conseguito la laurea triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna e ho proseguito con la laurea magistrale in European and Global Studies presso l’Università di Padova. Ho avuto modo di conoscere e approfondire storia e cultura dell’America Latina, rimanendone affascinata. Ho concluso il mio percorso universitario con una tesi sulla ridefinizione del concetto di proprietà, esaminando le esperienze delle comunità indigene in Bolivia. Amo il caffè e lo spritz, meglio se in compagnia!

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