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martedì 29 Novembre 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Deboli equilibri nel Mar Cinese Meridionale

In breve

  • Cina e Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di mollare la presa sul Mar Cinese Meridionale. La regione rischia di diventare più tesa di quanto non lo sia stata già in passato.
  • Il vertice annuale ASEAN ha visto la partecipazione anche di Joe Biden, nel tentativo di intavolare anche un dialogo con il Presidente cinese Xi.
  • L’incremento dell’attività militare americana da un lato, la costruzione di isole artificiali cinesi per la logistica bellica dall’altro rendono tesissima l’atmosfera nel Mar Cinese Meridionale.

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In 3 sorsiRischiano di peggiorare i già precari rapporti tra Cina e Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale a causa di un intensificarsi delle esercitazioni militari americane nell’area rispetto al 2021. Un incremento che spesso è stato inquadrato all’interno di una precisa strategia di supporto statunitense all’isola di Taiwan.

1. BRACCIO DI FERRO

Durante i dibattiti all’interno del simposio Global Maritime Cooperation and Ocean Governance sull’isola di Hainan del 3 e 4 novembre, il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha ribadito la necessità di uno sforzo congiunto per resistere alle “provocazioni” da parte degli Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale, anche se evitando sempre di nominarli espressamente. Secondo Yao Yunzhu della Tsinghua University, il protrarsi del braccio di ferro tra Cina e Stati Uniti rende complicato lo sforzo di ignorare ogni possibilità di un conflitto nel Mar Cinese Meridionale. A tal proposito, a preoccupare Pechino, è stato infatti l’intensificarsi delle esercitazioni militari americane nel Mar Cinese Meridionale rispetto al 2021.

Ad ogni modo il simposio è stata soprattutto l’occasione per rinsaldare il ventennale legame della Cina nei confronti dell’ASEAN, siglato nel 2002 con il Codice di Condotta.

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Fig. 1 – Una delle isole artificiali create dalla Cina nel Mar Cinese Meridionale, completa di edifici e strutture potenzialmente di carattere militare, ottobre 2022

2. LA CINA NEL SUO MARE

Con la firma dell’AUKUS tra Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia e dell’accordo di difesa congiunta in chiave “anticinese” siglato da Giappone e Australia, il ruolo della Cina nella regione si è certamente indebolito. La visita di Nancy Pelosi a Taiwan dello scorso agosto ha poi ancor di più messo in difficoltà Pechino davanti alla possibilità di un confronto militare con gli Stati Uniti. Nonostante tutto però la Cina nel corso degli anni ha voluto stabilire una posizione di superiorità strategica nel Mar Cinese Meridionale con la costruzione di sette isole artificiali che fungono da base militare per la mobilitazione soprattutto di sottomarini da guerra. Pechino ha inoltre fortificato di recente le sue basi artificiali con nuovi edifici e hangar per aerei da guerra. Secondo gli esperti, però, il limite di questo progetto è la distanza geografica con la Cina continentale.

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Fig. 2 – Soldati della Corea del Sud partecipano a un’esercitazione congiunta con USA e Filippine sulla costa occidentale dell’isola di Luzon, a ridosso del Mar Cinese Meridionale, ottobre 2022

3. FRAGILI EQUILIBRI

Novembre è stato un mese pieno di incontri diplomatici in Asia. Si è tenuto infatti fino al 13 novembre il vertice annuale ASEAN, stavolta ospitato dalla Cambogia. È stata anche un’occasione per discutere degli equilibri fragili nel Mar Cinese Meridionale prima del G20 in Indonesia, insieme alla crisi in Myanmar, agli effetti dei cambiamenti climatici e alla ripresa del commercio internazionale dopo la pandemia. Il vertice ASEAN fa da accompagnamento all’incontro USA-ASEAN di Washington dello scorso maggio in cui Biden ha cercato di buttarsi alle spalle il lungo disimpegno di Trump nei confronti dell’Indo-Pacifico con la nomina simbolica di Yohannes Abraham come ambasciatore degli Stati Uniti presso l’ASEAN. Lo stesso Biden si è recato in Cambogia per prendere parte al summit ASEAN , con l’obiettivo di contenere l’influenza cinese nella regione e di intavolare un dialogo con Xi Jinping. Tutto lascia pensare che il Mar Cinese Meridionale rischi di diventare una regione ancora più contesa di quanto già non lo fosse in passato.

Massimiliano Giglia

VFA 34 hold a change of command in two F/A-18C Super Hornets above the South China Sea.” by Official U.S. Navy Imagery is licensed under CC BY  

Massimiliano Giglia
Massimiliano Giglia

Sono cresciuto in Sicilia, la scrittura e le illustrazioni da sempre sono le mie più grandi passioni.
Mi sono laureato in Lettere all’Università di Catania e in Cooperazione Internazionale, tutela dei Diritti Umani all’Università di Bologna. Entrambe rappresentano per me due tappe fondamentali del mio percorso di crescita personale, oltre che di formazione. Conclusi gli studi mi sono trasferito a Londra e ad Harbin, in Cina, luoghi in cui ho potuto assaporare il gusto di trovarmi in un punto di vista diverso. Tutto questo mi ha inesorabilmente aperto gli orizzonti e ha certamente accentuato il mio interesse per gli affari esteri.

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