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    In 3 sorsiProseguiamo il nostro percorso di avvicinamento alle elezioni europee di maggio 2019. L’indirizzo della prossima legislatura dipenderà dal peso relativo dei gruppi politici all’interno del Parlamento Europeo. Una breve analisi sulla sua composizione attuale, e sulle prospettive future.

    1. GRUPPI POLITICI EUROPEI

    I deputati eletti in occasione delle elezioni europee possono scegliere di riunirsi nei cosiddetti gruppi politici, che hanno il ruolo fondamentale di contribuire a formare una coscienza politica europea ed esprimere la volontà dei cittadini dell’Unione (art. 10 Trattato sull’Unione Europea). I gruppi politici possono essere costituiti soltanto nel rispetto di due condizioni: devono essere composti da un minimo di 25 deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri. Per semplicità, i gruppi politici vengono spesso descritti come il corrispondente a livello europeo dei partiti politici nazionali. Tuttavia, rispetto ai partiti nazionali, i gruppi politici europei sono sottoposti ad alcune importanti limitazioni dovute sia al contesto istituzionale che a quello politico dell’UE. Sul piano istituzionale, infatti, il Parlamento Europeo non esercita il controllo sulle altre Istituzioni europee allo stesso livello di ciò che avviene nei singoli Paesi membri attraverso, per esempio, la fiducia all’esecutivo. Sul piano politico, invece, i gruppi politici europei sono formati da deputati appartenenti a partiti politici nazionali che scelgono di raggrupparsi sulla base di affinità politiche più o meno forti, ma non corrispondono a partiti politici transnazionali.

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    Fig. 1 – Un’immagine del Parlamento Europeo

    2. I GRUPPI POLITICI ATTUALI

    Ad oggi il Parlamento Europeo è composto da due gruppi principali: il Partito Popolare Europeo (PPE), di centrodestra, che controlla più del 29% dell’assemblea, e il Gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), di centrosinistra, al quale è attribuito il 25% dei seggi. Tradizionalmente, data la loro presenza consistente all’interno del Parlamento, questi due gruppi – formando una grande coalizione – hanno tracciato l’indirizzo della politica europea, esercitando influenza determinante anche sulle altre Istituzioni dell’UE. La sinistra è rappresentata dal Gruppo confederale della sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (GUE/NGL) e dai Verdi Europei (Verts/ALE). Il Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali (ALDE), nato dall’unione di due gruppi differenti, ha un orientamento liberale ed europeista. La destra invece è rappresentata da tre diversi gruppi politici accomunati dall’euroscetticismo. Il più consistente è il Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), composto dai conservatori britannici e da deputati di diversi partiti di estrema destra. Segue, in ordine di grandezza, il Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta (EFDD), composto da UKIP, Movimento 5 Stelle e Alternative für Deutschland. Infine, il Gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF), rappresentato, tra gli altri, da Rassemblement National e Lega Nord.

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    Fig. 2 – Macron, alla guida del movimento europeista En Marche, punta a contrastare i sovranisti

    3. QUALI PROSPETTIVE PER LE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE?

    Nonostante possa sembrare prematuro, è interessante esaminare le attuali proiezioni delle prossime elezioni europee elaborate da Politico e dall’Istituto Cattaneo, basate sui dati raccolti dal sito Poll of Polls.eu. Entrambe le simulazioni prevedono una diminuzione dei seggi occupati dai popolari e dai socialisti, a fronte di un aumento dei deputati di destra e antieuropeisti, appartenenti al Gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà e a Europa della Libertà e della Democrazia diretta. Secondo entrambe le simulazioni, questi gruppi dovrebbero ottenere circa il 22-24% dei seggi totali: una componente senza dubbio molto rilevante, che tuttavia non dovrebbe provocare uno stravolgimento del carattere europeista del Parlamento. È probabile che le maggiori novità delle prossime elezioni europee riguardino i nuovi entranti e le nuove alleanze. Tra gli aspetti più rilevanti, il possibile ingresso in Parlamento di En Marche, gruppo progressista ed europeista fondato da Macron e appoggiato da politici di spicco di diversi Paesi, accomunati dall’intenzione di rilanciare l’Europa e contrastare l’ondata dei sovranisti. Per comprendere quale potrà essere il suo impatto, bisognerà continuare a prestare attenzione ai suoi sviluppi, e al modo in cui i liberali decideranno di sostenere questo progetto.

    Sara Verduci

    Sara Verduci
    Sara Verduci

    Nata nel 1992, mi sono laureata in Relazioni Internazionali e Politiche Europee all’Università Cattolica di Milano con una tesi sul Regolamento di Dublino III. Ho svolto parte dei miei studi in Germania, Belgio e Svizzera. Dopo la laurea magistrale ho lavorato alla Sezione Diritti Umani della Delegazione dell’Unione Europea presso le Nazioni Unite a Ginevra, e all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni a Roma. Parlo inglese, francese e tedesco e ho una conoscenza di base di spagnolo. Dedico il mio tempo libero a coltivare affetti e amicizie, viaggiare, leggere e stare all’aria aperta.

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