giovedì, 23 Maggio 2024

APS | Rivista di politica internazionale

giovedì, 23 Maggio 2024

"L'imparzialità è un sogno, la probità è un dovere"

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Corporate due diligence: approvata la Direttiva europea per la sostenibilità

In 3 sorsi – La Direttiva sulla corporate due diligence (CSDDD) rappresenta uno dei punti più rilevanti del quadro europeo sulla sostenibilità aziendale in quanto introduce, per le grandi imprese, la responsabilità legale per le attività che impattano negativamente l’ambiente e i diritti umani.

1. IL CONTESTO NORMATIVO

Il processo legislativo della CSDDD è iniziato nel febbraio 2022, quando la Commissione europea ha avanzato la proposta di una Direttiva per regolamentare le diverse forme di responsabilità delle imprese in relazione al loro impatto ambientale, sociale e di governance (ESG), con particolare attenzione alle catene di fornitura (supply chains). La normativa si inserisce nel più ampio, e già affollato, quadro legislativo europeo sulla sostenibilità, introducendo però l’importante aspetto della responsabilizzazione delle imprese, ispirandosi agli United Nations Guiding Principles (UNGPs).La Direttiva, in particolare, vuole impegnare le imprese di grandi dimensioni a svolgere un’attenta due diligence, ossia “il procedimento attraverso il quale il potenziale acquirente valuta in via preventiva le condizioni economiche della società che intende acquisire, nonché i rischi eventuali e potenziali correlati a determinate operazioni”,  per identificare e, ove possibile, prevenire o mitigare gli impatti negativi della loro attività sull’ambiente e sui diritti umani, quali l’inquinamento e lo sfruttamento minorile.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione europea, 22 marzo 2024 

2. L’ITER LEGISLATIVO: LA POSIZIONE DEGLI STATI MEMBRI E LA MODIFICA DEL TESTO

Il 24 aprile il Parlamento Europeo ha approvato la Direttiva in una forma diversa da quella originariamente proposta dalla Commissione. L’iter legislativo della normativa ha incontrato non pochi ostacoli da parte di alcuni Stati membri, quali Italia, Germania e Francia, che con la loro presa di posizione hanno dimostrato l’interesse nel tutelare la redditività di grandi aziende, con il timore che possano essere messe in difficoltà dai costi della due diligence funzionale a una produzione sostenibile. Originariamente la Direttiva prevedeva l’applicazione alle grandi aziende con più di 500 dipendenti e fatturato maggiore di 150 milioni di euro, mentre la versione approvata dal Consiglio ha innalzato tali soglie rispettivamente a 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro. La Direttiva dovrà ora essere adottata dal Consiglio dell’Unione Europea, che voterà il prossimo 23 maggio, per l’approvazione ufficiale. A seguire gli Stati membri avranno due anni di tempo per implementare la normativa a livello nazionale. La Direttiva però non entrerà in vigore immediatamente dopo la sua pubblicazione, ma seguirà un’applicazione graduale in base alle dimensioni dell’azienda, in particolare: dal 2027 imprese con più di 5mila dipendenti e fatturato superiore a 1,5 miliardi di euro, dal 2028 imprese con più di 3mila dipendenti e fatturato superiore a 900 milioni di euro, dal 2029 tutte le altre imprese con più di mille dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni di euro.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana, ed Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese

3. LE IMPLICAZIONI PER LE IMPRESE

Dal punto di vista concreto le società alle quali si applicherà la Direttiva saranno tenute a integrare gli obblighi nelle loro politiche, realizzare investimenti ad hoc, ottenere garanzie contrattuali dai partner, migliorare il piano aziendale o fornire sostegno ai partner commerciali di piccole e medie dimensioni per assicurare che rispettino i nuovi obblighi. In ambito prettamente ambientale, inoltre, dovranno adottare un piano di transizione per allineare il loro modello di business alla soglia di 1,5°C fissata dall’Accordo di Parigi. Nonostante la CSDDD rappresenti, come già detto, un importante elemento nella lotta dell’Unione Europea al cambiamento climatico, l’iter legislativo così frastagliato e le modifiche cui si è dovuti giungere in termini quantitativi, nonché l’opposizione di alcuni dei Paesi principali dell’UE, rappresentano un fallimento nel senso della ancor poco riconosciuta rilevanza delle tematiche di sostenibilità. Infatti una riduzione così drastica delle soglie quantitative della Direttiva comporta l’esclusione di un numero importante di aziende che contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico. La speranza è che questa versione sia solo il primo passo verso l’inclusione di un numero sempre maggiore di partecipanti al mercato, così da realizzare una strategia di produzione sostenibile a trecentosessanta gradi.

Anna Maccagni

European Union Flags 2” by DesignRecipe is licensed under CC BY

Dove si trova

Perchè è importante

  • La Direttiva sulla corporate due diligence (CSDDD) rappresenta uno dei punti più rilevanti del quadro europeo sulla sostenibilità aziendale.
  • Scatta per le grandi imprese  la responsabilità legale sulle attività da esse condotte che impattano negativamente l’ambiente e i diritti umani.

Vuoi di più? Iscriviti!

Scopri che cosa puoi avere in più iscrivendoti

Ti potrebbe interessare