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    Che cosa succede in Finlandia?

    In breve

    • La Finlandia, grazie a misure immediate e restrittive, è uno dei Paesi europei con il minor numero di contagi.
    • Dopo le elezioni del 2019, al Governo troviamo 5 partiti guidati da giovani donne.
    • Il nuovo piano dell’Unione Europea, il Next Generation UE, potrebbe essere oggetto di referendum da parte dei cittadini finlandesi.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 4 min.

    In 3 sorsi In che modo il Paese scandinavo sta gestendo la pandemia e in quale contesto politico? Il Governo di Helsinki ha saputo contenere in maniera efficace i contagi, anche se le difficoltà economiche e alcune controversie con l’UE sollevano punti interrogativi sul futuro.

    1. LA SITUAZIONE ATTUALE

    Seppur lontana a dai tristi numeri di altri Paesi europei come Spagna e Francia, anche la Finlandia si trova a dover fronteggiare l’aumento dei casi da coronavirus.
    Lo Stato scandinavo conta attualmente circa 400 decessi e più di 17mila casi di contagio. Le decisione prese dal Governo e il comportamento dei suoi cittadini hanno permesso alla Finlandia di avere numeri molto più bassi di altri Paesi, come ad esempio la vicina Svezia.
    Sin dai primi casi di contagio registrati – a inizio febbraio – l’esecutivo ha adottato misure molto severe, come la chiusura immediata di scuole, musei e ristoranti. Sono stati avviati forti investimenti nella sanità e nel welfare per limitare l’impatto della pandemia sulle famiglie finlandesi e sul sistema sanitario.
    Nonostante il turismo sia una delle fonti di reddito principali del Paese, Helsinki ha deciso di imporre la quarantena per coloro che arrivano da altri Paesi europei. Una decisione che ha permesso di contenere la crescita del numero dei contagiati, ma che, al tempo stesso, ha causato una forte contrazione del settore turistico.
    Attualmente le scuole nel Paese restano aperte, vige l’obbligo di portare la mascherina, sono proibiti i contatti umani per gli over 70 e nelle aree più colpite del Paese è stato istituito il coprifuoco serale.
    Nelle ultime settimane, inoltre, ha suscitato particolare curiosità la singolare decisione della Finlandia di utilizzare i cani negli aeroporti per individuare passeggieri potenzialmente positivi.

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    Fig. 1 – Il Primo Ministro finlandese Sanna Marin

    2. IL CONTESTO POLITICO

    La gestione della pandemia ha fatto crescere nei sondaggi il Partito social democratico, soprattutto tra le persone di mezza età e gli anziani. La Finlandia è governata da una coalizione di 5 partiti – nella quale troviamo il Partito social democratico, i Verdi, l’Alleanza di sinistra, il Partito di centro, il Partito popolare svedese – tutti guidati da donne. Il Primo Ministro è la 34enne Sanna Marin, esponente del Partito social democratico.
    Tradizionalmente gli amministratori finlandesi hanno sempre dato molto importanza a tematiche quali la tutela dell’ambiente e l’uguaglianza di genere. L’attuale Governo ha improntato la propria agenda politica su ecologia, istruzione, welfare, lotta alle disparità di reddito, politiche sociali e occupazione giovanile.
    Gli effetti della pandemia hanno però cambiato le priorità dell’esecutivo finlandese. A metà ottobre, dopo un intenso dibattito parlamentare, e al fine di sostenere l’economia nella fase di ripresa, è stato approvato un pacchetto di provvedimenti che prevedono misure per il rilancio dell’occupazione, sgravi per le aziende e tasse sui combustibili da riscaldamento.
    L’economia finlandese non vive un momento esaltante. La Covid-19 ha avuto, come in tutte le altre nazioni europee, effetti negativi con una contrazione consecutiva per tre trimestri provocata da un forte calo delle esportazioni e della produzione industriale.
    Secondo il Tilastokeskus (l’Ente Nazionale di Statistica di Helsinki) la disoccupazione a settembre è stata del 7,6%: nello stesso periodo del 2019 era del 5,9%.

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    Fig. 2 – Il fondatore del Partito Nazionalista dei Veri Finlandesi, Timo Soini

    3. I RAPPORTI CON L’UNIONE EUROPEA

    Legata per motivi storici e commerciali al Regno Unito, oltre che alla Russia, la Finlandia non è comunque mai stata considerata una nazione euroscettica. Secondo l’Eurobarometro del 2019 i finlandesi hanno una buona opinione delle Istituzioni comunitarie, con il 58% dei suoi cittadini che si dichiara fiduciosa dell’Unione.
    Così come altri Paesi del Nord Europa, vige, storicamente, nell’opinione pubblica finlandese lo stereotipo del Sud Europa come poco attenta alle finanze pubbliche e incline ad accumulare debito. Posizione emersa nel corso dei negoziati estivi per l’approvazione della Next Generation EU (NGEU), durante i quali, la Finlandia, con il sostegno dei Paesi Bassi e degli altri Paesi frugali, si è opposta alla proposta originaria della Commissione Europea.
    Nel corso delle trattative il Primo Ministro, Sanna Marin, ha espresso contrarietà sulla misura degli aiuti. In particolare, il capo di Governo finlandese ha insistito sulla necessità di abbassare il valore dei contributi a fondo perduto da destinare agli Stati membri, sull’accorciamento della durata temporale di tali aiuti e sulla riduzione del periodo di tempo concesso agli Stati per rimborsare i prestiti.
    Mesi prima, inoltre, la Finlandia aveva espresso il suo veto anche sul SURE (lo strumento europeo contro la disoccupazione).
    L’approvazione della nuova Next Generation ha comunque innalzato la tensione politica nel Paese tra esecutivo e opposizione. Il partito dei Veri Finlandesi e la Democrazia cristiana finlandese hanno raccolto 50mila firme per chiedere il referendum sulla NGEU per revocare la partecipazione finlandese a questo piano. Seppure il Governo consideri ”propagandistica” questa iniziativa dell’opposizione, spetterà al Parlamento pronunciarsi sulla proposta. Infatti, dal 2012, in Finlandia, qualsiasi iniziativa che raccoglie 50mila firme deve essere valutata dal legislatore.
    Attualmente la Finlandia, così come gli altri Paesi europei, si trova impegnata a definire il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ovvero “spiegare” alla Commissione Europea come intende utilizzare le risorse della NGEU.
    Nelle prossime settimane si potrà inoltre capire la fattibilità di questo referendum. Al momento le possibilità che si svolga non sembrano molte. È altrettanto vero però che un eventuale disimpegno finlandese della NGEU potrebbe rappresentare un forte schiaffo al (già difficoltoso) progetto di integrazione europea.

    Luca Rosati

    Photo by Baptiste Valthier is licensed under CC0

    Luca Rosati
    Luca Rosati

    Laureato in scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Torino. Ho svolto un periodo di studio presso la facoltà di Scienze Sociali di Parigi nell’ambito del programma Erasmus. Ho lavorato due anni presso la pubblica amministrazione francese dove mi sono occupato di programmi e fondi europei.

    Attualmente sono impiegato presso il dipartimento Affari Europei della Regione Valle d’Aosta dove mi occupo di progettazione europea e di comunicazione sulle attività dell’Unione Europea. Frequento inoltre il Diploma in Affari Europei dell’Ispi (Istituto Superiore di Politica Internazionale) di Milano.

    Faccio parte dell’Associazione Italiana Giovani per l’Unesco – sezione Valle d’Aosta – con il ruolo di tesoriere.

    Collaboro con Il Caffè Geopolitico in quanto appassionato al tema della relazioni internazionali, al processo di integrazione europea e al rapporto tra gli Stati membri.

     

     

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