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lunedì 10 Maggio 2021

Il sistema di difesa antiaerea e antimissile AEGIS

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Miscela StrategicaUna delle componenti della difesa antimissile statunitense ed europea è il sistema AEGIS. Sviluppato inizialmente per proteggere la flotta della Marina USA, l’AEGIS è stato potenziato come sistema antimissili balistici.

Ecco una panoramica sul sistema, dalle origini alle versioni attuali, con uno sguardo alla sua funzione di dimostrazione dell’impegno statunitense in Europa.

ORIGINE DEL SISTEMA – Lo sviluppo da parte dell’Unione Sovietica di missili antinave portò gli Stati Uniti ad avviare programmi per dotare le proprie navi militari (inizialmente gli incrociatori) di sistemi di difesa antierea-antimissile integrati, che migliorassero la coordinazione tra i radar di scoperta e tracciamento e i sistemi attuatori come missili antiaerei (Surface to Air Missiles – missili superficie-aria – SAM), missili antimissile e cannoni a tiro rapido o mitragliatrici per la difesa di punto. Il primo progetto risale al 1958, ma fu abbandonato dopo pochi anni per la scarsa fattibilità tecnica e gli alti costi associati. Nel 1964 fu avviato il programma ASMS (Advanced Surface Missile Sistem – Sistema missilistico di superficie avanzato) che nel 1969 fu denominato AEGIS, dal nome latino dello scudo del dio greco Zeus. Il primo dimostratore tecnologico fu installato nel 1973 su una nave appositamente utilizzata dalla Marina statunitense (United States Navy – USN) per i test. Originariamente, l’AEGIS avrebbe dovuto essere installato su incrociatori a propulsione nucleare e su cacciatorpediniere convenzionali, ma alla fine il primo esemplare operativo del sistema fu installato a bordo dell’incrociatore Ticonderoga, primo esemplare dell’omonima classe. Dal 1991 l’AEGIS è stato installato anche sui cacciatorpediniere, iniziando dall’Arleigh Burke.

FUNZIONAMENTO – Il sistema da combattimento AEGIS (AEGIS Combat System – ACS) integra capacità antiaeree (Anti-Aircraft Warfare – AAW), di guerra sottomarina (Anti-Submarine Warfare – ASW) e il sistema d’arma TLAM (Tomahawk Land Attack Missile – missile per l’attacco al suolo Tomahawk). Il componenti principali dell’AEGIS (in funzione difensiva) sono il radar AN/SPY-1, i diversi sistemi di controllo di tiro e i missili SM-2 (Standard Missile-2). Il radar AN/SPY-1 è soprannominato “scudo della Flotta” e ha la capacità di eseguire contemporaneamente la ricerca e tracciamento dei bersagli e la guida dei missili intercettori. Il numero di bersagli tracciabili simultaneamente non è disponibile, ma si stima una cifra attorno alle 100 unità per un raggio di più di 190 chilometri. Nonostante questo insieme notevole di caratteristiche, l’AN/SPY-1 non è in grado di guidare i missili nella fase terminale di volo, perciò deve essere integrato dal radar AN/SPG-62.

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Cacciatorpediniere statunitense classe Arleigh Burke dotato del sistema AEGIS

L’AEGIS BALLISTIC MISSILE DEFENSE  – Negli anni Ottanta, il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan lanciò la SDI (Strategic Defense Initiative – Iniziativa strategica di difesa), più conosciuta come “Scudo Spaziale“. Come è noto, inizialmente la SDI era concepita su armi basate su satelliti, ma il tutto si risolse in un nulla di fatto a causa di difficoltà tecniche e costi eccessivi. Tra i vari progetti della SDI si salvò il cosiddetto LEAP (Lightweight Exo-atmospheric Projectile – Proiettile eso-atmosferico leggero) il quale, dopo vari passaggi culminò nel progetto ABMD (AEGIS Ballistic Missile Defense – AEGIS per la difesa antimissili balistici) della Marina USA. Il programma aveva lo scopo principale di aggiungere al già operativo sistema AEGIS l’ulteriore capacità di scoperta tracciamento ed eventuale intercettazione di missili balistici a corto medio e intermedio raggio (Short Range Ballistic Missile – SRBM; Medium Range Ballistic Missile – MRBM; Intermediate Range Ballistic Missile – IRBM). Dopo alcuni successi dei test d’intercettazione (due su cinque tentativi) chiamati ALI (AEGIS LEAP Intercepts) il Presidente George W. Bush Jr. decise il primo dispiegamento del sistema per la fine del 2004, anche se ancora in fase pre-operativa. Tra il 2004 e il 2005 iniziarono le consegne del sistema di gestione AEGIS 3.0 e degli SM-3 Block 1 per l’intercettazione (che sia affiancarono agli SM-2). La versione attuale in servizio adopera i radar nelle versioni AN/SPY-1B o AN/SPY-1D, una versione di software aggiornata per il controllo armi, lo SM-3 Block 1A (per l’abbattimento di SRBM, MRBM e IRBM nella fase di volo extra-atmosferico) e lo SM-2 Block 4 (per l’abbattimento di SRBM nella fase terminale di volo). La versione futura dell’ABMD sarà dotata di controllo remoto di lancio, che potrà beneficiare dello Space Tracking and Surveillance System (Sistema di sorveglianza e tracciamento spaziale – STSS) per l’acquisizione del bersaglio e l’invio di dati per il software di guida del missile intercettore. Lo SM-3 sarà aggiornato fino alla versioni Block 2A e Block 2B e lo SM-2 sarà sostituito dallo SM-6.

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Test di lancio dello SM-3

L’AEGIS COME ARMA GEOPOLITICA – Il sistema AEGIS nella sua versione ABMD consente agli Stati Uniti di dispiegare un sistema antimissile mobile nelle aree ritenute più opportune in base alle esigenze politico/militari di Washington. Al momento ci sono circa 30 navi della Marina USA, tra incrociatori classe Ticonderoga e cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, equipaggiate con l’ABMD. La funzione primaria rimane la protezione della flotta e, soprattutto, delle portaerei. Negli ultimi anni tuttavia, l’ABMD è stato incluso dall’amministrazione Obama tra i componenti della difesa antimissile in Europa, sia nell’ambito della strategia European Phased Adaptive Approach (Approccio europeo adattabile per fasi – EPAA) sia nel programma della NATO Active Layered Theatre Ballistic Missile Defense (Difesa attiva antimissili balistici di teatro su più livelli – ALTBMD). Ciò per dimostrare che, nonostante la traslazione della strategia statunitense verso il Pacifico, Washington non ha intenzione di abbandonare l’Europa. Tramite un apposito accordo una nave militare statunitense dotata del sistema ABMD sarà sempre schierata presso la base navale spagnola di Rota, mentre la Romania (nel 2015) e la Polonia (nel 2018) schiereranno sul proprio territorio una nuova versione dell’ABMD, ossia il cosiddetto AEGIS Ashore (AEGIS a terra). Il sistema avrà tutte le caratteristiche dell’omologo navale dotato di intercettori SM-3. Ufficialmente, le minacce contro le quali l’ABMD (a terra e navale) sarà schierato saranno quelle provenienti dall’Iran e da eventuali missili lanciati da gruppi terroristici operanti nella regione mediterranea e mediorientale, sempre che ne acquisiscano la capacità (cosa non facile). Anche se non ufficialmente, lo schieramento dell’AEGIS Ashore in Romania e Polonia ha una funzione di deterrenza anti-russa, soprattutto dopo l’escalation della crisi in Ucraina orientale. L’ABMD non è in grado d’intercettare missili di tipo ICBM (Intercontinental Ballistic Missile – Missile balistico intercontinentale), ma le sue capacità antimissile a corto, medio e intermedio raggio hanno messo in allarme la Russia. Le autorità di Mosca considerano lo schieramento dell’ABMD in Europa un ennesimo passo verso la corsa agli armamenti con il pretesto di difendere il Vecchio Continente da minacce considerate al massimo potenziali.

Emiliano Battisti

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Il Ministro degli Esteri della Romania Teodor Basconschi e il Segretario di Stato statunitense Hillary Clinton firmano l’accordo per lo schieramento dell’AEGIS Ashore

[box type=”shadow” align=”center”]Un chicco in più

Per chi volesse approfondire il tema della difesa antimissile consigliamo, sulle nostre pagine:

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Emiliano Battisti
Emiliano Battisti

Consulente per un’azienda spaziale, sono Segretario Generale e responsabile del coordinamento dei Social Media, del desk Nord America e del desk spaziale. Ho pubblicato il libro Storie Spaziali, edito da Paesi Edizioni.

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