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mercoledì 23 Giugno 2021

L’Uruguay punta all’energia verde

In breve

  • L’Uruguay lancia un piano di investimenti per potenziare la produzione nazionale e l’esportazione di idrogeno verde.
  • Dal 2008 il Paese ha intrapreso un percorso di transizione energetica.
  • Tra i principali competitori nella produzione di idrogeno verde a livello regionale spiccano il Cile e la Costa Rica.

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In 3 sorsi – Con un ambizioso nuovo progetto l’Uruguay si appresta a produrre ed esportare idrogeno verde. Il Paese, primo nel continente per utilizzo di energia rinnovabile, intende così avviarsi verso una seconda transizione energetica.

1. CONVERTIRSI IN PRODUTTORE DI IDROGENO VERDE

Produrre ed esportare idrogeno verde: questo l’obiettivo dell’Uruguay, che attraverso l’inedito Progetto H2U intende essere campione dell’energia verde e proporsi come pedina emergente nell’assetto dell’elaborazione di idrogeno verde internazionale, producendone 200mila tonnellate metriche all’anno entro il 2030. Il piano, presentato ad aprile, prevede la cooperazione tra il settore pubblico, rappresentato dai Ministeri dell’Industria, dell’Energia e delle Miniere e dell’Economia e delle Finanze, le società statali ANCAP (Amministrazione nazionale di combustibili, alcoli e Portland) e UTE (Amministrazione nazionale delle centrali elettriche e delle trasmissioni) e il settore privato, attraverso la partecipazione di aziende private interessate, come quelle del settore trasporti. Il carattere pubblico-privato dell’iniziativa si estende oltre i confini nazionali e il Presidente Luis Lacalle Pou ha già espresso la volontà di attrarre il capitale di compagnie straniere che decidano di investire nell’ambizioso programma. Perché investire in questo progetto? Secondo il Governo la posizione strategica dell’Uruguay, che è equidistante dall’Europa e dall’Asia, favorisce la sua partecipazione nel commercio globale. Inoltre la stabilità istituzionale e politica di Montevideo, ben nota e di rilievo in una regione che ha attraversato non poche turbolenze, sono elementi che stimolerebbero i finanziamenti internazionali. 

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Fig. 1 – Il presidente dell’Uruguay Luis Lacalle Pou durante una conferenza stampa, 2020

2. UNA SECONDA TRANSIZIONE ENERGETICA 

Il Progetto H2U conferma l’impegno della Repubblica del Cono Sud nel promuovere politiche ambientali. L’annunciata produzione di idrogeno verde è stata definita come la “seconda transizione energetica del Paese”, considerato che l’Uruguay ha già intrapreso dal 2008 un percorso di conversione all’energia pulita. I risultati: circa il 97% dell’elettricità proviene oggi da fonti rinnovabili, con l’energia eolica che costituisce la fonte più importante, alla quale si aggiunge la buona produzione di energia solare e idraulica. Non è, quindi, una sorpresa che uno dei più piccoli Stati dell’America meridionale, che siede tra due giganti, emerga nuovamente a livello globale per il suo impegno nella lotta al cambiamento climatico. In questo caso l’idrogeno verde è adoperato non solo come bandiera di una politica che dà impulso la transizione energetica, ma anche come elemento di attrazione di ingenti finanziamenti stranieri. L’abbondanza delle fonti energetiche rinnovabili, dovuta sia alle infrastrutture energetiche che alla posizione geografica favorevole, ne faciliterebbe la produzione. Questo aumenterebbe la credibilità dell’Uruguay rispetto alla messa in pratica del progetto, che ha già registrato l’interesse di più di 650 investitori.        

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Fig. 2 – Le turbine eoliche nella Sierra de los Caracoles, a est di Montevideo, 2014

3. LEADER NELLA REGIONE 

Il primato del Paese latinoamericano a livello regionale si traduce con la sua collocazione nell’Indice della Transizione Energetica, pubblicato annualmente dal Forum Economico Mondiale. Nel 2021 l’Uruguay si è aggiudicato la tredicesima posizione su un totale di 115 Paesi, ribadendo così la leadership nel continente americano – nonostante abbia perso due posizioni rispetto all’anno precedente, – essendo solamente preceduto da Paesi europei. Altri Paesi della regione che rientrano tra i primi 30 sono Costa Rica (al ventiseiesimo posto), Colombia (ventinovesimo) e Brasile (trentesimo). Tuttavia, mentre l’Uruguay beneficia di una transizione energetica avviata tredici anni fa, che lo rende leader indiscusso nel continente, il Paese potrebbe avere competitori regionali riguardo alla produzione di idrogeno. Tra questi emerge il Cile, che ha già espresso l’intenzione di produrre idrogeno verde al minor prezzo mondiale entro il 2030 ed essere tra i primi Paesi esportatori entro il 2040. Anche la Costa Rica ha già presentato la propria strategia di decarbonizzazione promossa attraverso lo sviluppo dell’idrogeno verde, un progetto sostenuto dall’Alleanza per l’idrogeno costaricana. 

Laura Manzi

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Laura Manzi
Laura Manzi

Classe 1996, radici meridionali anche se negli ultimi anni sono stata a spasso tra Regno Unito, Spagna e Francia. Dopo aver letto le poesie di Nicolás Guillén, poeta cubano, mi sono innamorata della storia del continente americano; così ho deciso di completare il mio percorso accademico con una laurea magistrale in Studi Latinoamericani. Mi piacciono i film con Sophia Loren, le canzoni di De André e il caffè della nonna.

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