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mercoledì 17 Agosto 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Il viaggio di Putin in Asia Centrale alla ricerca di vecchie e nuove conferme

In breve

• Vladimir Putin si è recato in Tagikistan e Turkmenistan per saldare la cooperazione con i due Paesi.
• In Turkmenistan, il leader russo ha preso parte al vertice del Mar Caspio.
• Persi i legami con l’Occidente, la Russia cerca negli storici alleati nuove prospettive.

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In 3 sorsi  Il Presidente russo Vladimir Putin ha lasciato i confini nazionali per la prima volta dall’inizio della nota “operazione militare speciale” in Ucraina. Gli incontri con i leader di Tagikistan e Turkmenistan e il vertice del Mar Caspio sono serviti a fare il punto della situazione con i Paesi alleati. Le pressioni occidentali, sempre più asfissianti, costringono il Cremlino a guardare altrove per il futuro delle proprie relazioni.    

1. IL PRIMO VIAGGIO IN TEMPO DI GUERRA

Il 28 giugno Vladimir Putin si è recato nella capitale tagika Dushanbe per dare il via a una due giorni di incontri dall’alto profilo strategico. Mentre la situazione resta ancora imbrigliata sul fronte Ucraina-NATO, il Presidente russo cerca conferme negli alleati ex sovietici. Putin ha trascorso il primo giorno in Tagikistan, dove ha incontrato l’omologo Emomali Rahmon, che l’ha accolto in aeroporto davanti alle telecamere. Secondo quanto riferito dal portavoce del leader tagiko, i Presidenti avevano in programma colloqui riguardanti i legami bilaterali, lo sviluppo reciproco delle relazioni economico-culturali e il punto sull’agenda regionale e globale. Yury Ushakov, assistente di Putin, ha aggiunto che sul tavolo vi sarebbero state sia la cooperazione militare che l’adesione del Tagikistan all’Unione economica eurasiatica.

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Fig. 1 – Il Presidente russo Vladimir Putin insieme al Presidente tagiko Emomali Rahmon, 28 giugno 2022

2. IL VERTICE DEL MAR CASPIO

Il 29, invece, il leader del Cremlino è volato alla volta di Ashgabat, dove ha incontrato prima l’ex Presidente Gurbanguly Berdimuhamedov e poi suo figlio Serdar, attuale capo di Stato. La capitale turkmena ha ospitato il vertice dei Paesi affacciati sul Mar Caspio cui hanno preso parte sia Putin che i Presidenti di Turkmenistan, Azerbaijan, Iran e Kazakistan. I cinque Paesi nel 2018 firmarono una Convenzione per condividere le risorse naturali e regolamentare il traffico marittimo nel Caspio, sia civile che militare. Durante l’incontro si è discusso di cooperazione economica e strategica nonché di protezione ambientale. Il viaggio nel Paese centroasiatico ha consentito al leader russo di incontrare anche il Presidente iraniano Ebrahim Raisi, il quale ha espresso grande soddisfazione per il livello delle relazioni con la Russia. 

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Fig. 2 – I cinque leader dei Paesi partecipanti al vertice del Mar Caspio, 29 giugno 2022

3. GLI SCENARI INTERNAZIONALI DI PUTIN

Con l’invasione dell’Ucraina la Federazione russa si è trovata riportata indietro di almeno mezzo secolo. Il venir meno dei mercati e dei rapporti strategici con l’Occidente costringe il Cremlino a rivedere tutte le sue priorità. I media globali pongono il focus della questione quasi esclusivamente sull’aspetto diplomatico e economico, ma anche i legami culturali, sportivi e scientifici sono stati tranciati di netto. La Russia ha dato vita ad una serie di manovre diplomatiche, di fatto parallele a quelle belliche, tese ad un nuovo posizionamento del Paese sullo scacchiere internazionale. La tela che Putin si sta impegnando a cucire guarda soprattutto ai Paesi vicini. Per esempio, a margine del vertice del Mar Caspio il Presidente russo ha chiesto ai leader alleati di prendere in considerazione l’organizzazione di progetti culturali, come un festival cinematografico. Infine, parlando ai giornalisti presenti ad Ashgabat, Putin ha affermato di non opporsi all’adesione alla NATO di Svezia e Finlandia, purché entrambe siano consapevoli dei rischi di questa scelta in termini di tensione militare e che la citata organizzazione abbia “ambizioni imperiali”. Al contempo, non ha perso occasione per ribadire l’andamento programmato della guerra e il prossimo raggiungimento degli obiettivi previsti. Resta da vedere se i Paesi dell’Asia Centrale saranno in grado di prendere il posto dell’Occidente nelle relazioni commerciali e diplomatiche con la Russia visto che le loro fragili economie, storicamente dipendenti da Mosca, da tempo oscillano anche tra investimenti americani e cinesi, senza contare la recente “invasione di campo” turca.

Mario Rafaniello

Golden Statue of Saparmurat Niyazov” by D-Stanley is licensed under CC BY

Mario Rafaniello
Mario Rafaniello

Laureato in Giurisprudenza, Relazioni internazionali e Scienze della politica. Attualmente dottorando in Diritto comparato e Cultore della materia IUS/13 presso la facoltà di Scienze politiche di Caserta dell’Università “Vanvitelli”. In passato autore web per diversi portali a tema culturale e geopolitico.

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