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mercoledì 23 Giugno 2021

L’America tra rifondazione e polarizzazione

In breve

  • Il programma del Presidente Biden va avanti spedito, ma finora nessun accordo significativo con l’opposizione.
  • Biden tiene aperto il dialogo con i repubblicani sperando di goderne i vantaggi: emergere come attuatore di una rifondazione bipartisan o l’onore (e i voti moderati) per averci provato.
  • I democratici hanno quasi tutte le carte in regola per procedere all’approvazione, ma non è il modo con il quale Biden aveva promesso di curare l’America.

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In 3 sorsiL’uso del Filibuster e le battaglie congressuali senza esclusione di colpi sono solo i sintomi di una polarizzazione radicata nella pancia del Paese. Biden spinge per un programma ampio e riformista, ma conciliarlo con la via della cooperazione con i repubblicani è cosa ardua. I democratici potrebbero avere gli strumenti per aggirare l’opposizione, ma a che prezzo?

1. RIFORMISMO E RICERCA DI COOPERAZIONE

Superato il traguardo dei primi cento giorni di Governo, l’agenda di Biden non lascia adito a dubbi: si tratta di uno dei programmi più progressisti della storia USA. Il progetto Build Back Better, d’altronde, contiene tutti i punti branditi dal Presidente durante la campagna elettorale. Sin dall’approvazione dell’American Rescue Plan, chi credeva che il primo anno di Amministrazione Biden sarebbe stato totalmente devoluto alla lotta passiva alla pandemia ha dovuto ricredersi. L’eccezionale stato di emergenza, più che essere vissuto come crisi da superare, viene sfruttato per ripensare la struttura stessa della società statunitense. A partire proprio dal ruolo dello Stato come artefice di tale cambiamento. Lo stesso American Rescue Plan è stato approvato in un momento di naturale ripresa economica, sfidando i concreti rischi di inflazione. Se a questo si somma l’American Jobs Plan, piano di investimenti in infrastrutture annunciato il 31 marzo e in discussione proprio ora, e l’American Families Plan, piano di welfare a sostegno delle famiglie, l’Amministrazione ha annunciato manovre pari a 6mila miliardi. Ma il tentativo di rifondare la società statunitense acuisce la polarizzazione interna, che lo stesso Biden aveva promesso di voler mitigare attraverso un dialogo con l’opposizione repubblicana sulle proposte legislative. L’uso massiccio del Filibuster (la famosa tattica di ostruzionismo al Senato, ne trovate qui storia e definizione) da parte dell’opposizione è soltanto l’espressione più diretta del profondo divario ideologico ed emotivo che infiamma l’opinione pubblica.

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Fig. 1 – L’assalto a Capitol Hill viene spesso letto come radicale manifestazione della polarizzazione interna al Paese

2. BIDEN E IL TWO-TRACK APPROACH

Dopo il fallimento dei negoziati con i repubblicani, i democratici avevano fatto approvare l’American Rescue Plan avvalendosi della procedura di Reconciliation. Ciò ha reso possibile il superamento del Filibuster repubblicano attraverso una maggioranza semplice. Dopo lunghi negoziati da parte dell’esecutivo, Biden era riuscito a ricompattare i propri senatori e a conseguire un importante punto programmatico, sacrificando però il tentativo di riconciliare le due “anime” del Paese. Inoltre dopo la decisione della Senate Parliamentarian Elizabeth MacDonough (una sorta di consigliere super-partes che ha il compito di interpretare le procedure congressuali), ai democratici è stato concesso di riutilizzare la Reconciliation per disegni di legge definiti cardinali. Ciò significherebbe, ancora una volta, aggirare l’opposizione, e se la costola sinistra del Partito Democratico spinge in questa direzione, i più moderati, come Manchin e Sinema (senatori eletti in Stati tradizionalmente conservatori), sostengono la necessità di dialogo. Pertanto Biden è costretto a fare la quadra, perché, se venisse a mancare anche solo un voto democratico, allora neanche la Reconciliation sarebbe più sufficiente. Il Presidente, dunque, sta percorrendo due binari: da un lato tiene aperta la finestra alle controproposte repubblicane, dall’altro, in caso di fallimento dei negoziati, farebbe passare i due maxi-piani, l’American Jobs Plan e l’American Families Plan, su linee di partito, mantenendone la versione più pura. Biden sarebbe convinto che un eventuale fallimento del dialogo bipartisan possa persuadere i democratici moderati che la via del dialogo è stata tentata, convincendoli così a votare per i suoi progetti di legge, come hanno fatto con l’American Rescue Plan. In effetti, pur convinti dei benefici di un successo nei negoziati, i democratici sono anche consapevoli che l’attuazione di un programma tanto eccezionale richiede una situazione che lo sia altrettanto. Perciò la finestra temporale che hanno a disposizione è di per sé limitata dal superamento della pandemia, dalla fine della luna di miele riflessa nei sondaggi elettorali e soprattutto dall’incombere delle Midterm Elections, quando il partito di governo tende subire un’erosione dei propri seggi. E il rischio di restare senza maggioranza è assai concreto.

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Fig. 2 – La sinistra del Partito Democratico spinge affinché si proceda anche senza il dialogo con i repubblicani

3. VINCERE AL SENATO NON BASTA

Insomma, Biden sa che i suoi programmi di spesa pubblica godono di un sostegno popolare piuttosto ampio e che, questa volta, il Filibuster può essere aggirato. Ma aggirare l’ostruzionismo non costituisce di per sé la soluzione alle cause che l’hanno generato. Il Presidente è convinto che riportare al centro il dialogo tra forze politiche non serva soltanto a evitare che il lavoro realizzato venga smantellato quando i repubblicani in futuro, come normale in un sistema bipartitico, riacquisteranno la maggioranza. Infatti una riuscita discussione bipartisan sarebbe funzionale a ridare fiducia sul fatto che la politica si muova per il Paese e non per i partiti, nel tentativo di placare la divisa opinione pubblica. Per questo Biden cerca di ammantare i propri piani di spesa pubblica con motivazioni care a “entrambe le Americhe”: investimenti infrastrutturali in un’ottica green, investimenti tecnologici per competere con la Cina e, soprattutto, la continua promessa di posti di lavoro. Se il Filibuster è per ora sospeso, la mentalità del “winner takes all” che lo ha generato è ben più difficile da sradicare.

Samuele Fratini

Photo by WikiImages is licensed under CC BY-NC-SA

Samuele Fratini

Studente magistrale in Public Opinion and Digital Communication all’Università di Milano. Appassionato di politica in ogni sua forma, dalle strategie di partito ai rapporti di potere internazionali. Da sempre legato alla società e alla storia americana, nutro un interesse particolare per la Platformization dei processi politici e sociali.

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