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    La rassegna del Caffè 3 novembre 2017

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    Puoi leggerlo in 4 min.

    La rassegna del Caffè – Cosa abbiamo letto e vi consigliamo questa settimana

    DIVIDE ET IMPERA

    Sembra essere sempre più assodato che i temibili cuccioli, menzionati qualche rassegna fa, non siano l’unica arma segreta a disposizione di Putin per l’ascesa russa nelle relazioni internazionali. Il tema della CyberWar è diventato sempre più scottante nelle ultime settimane con la diffusione  delle informazioni relative alle attività russe sui social network durante la campagna elettorale negli Stati Uniti. Ciò che appare è preoccupante. Ad esempio, sono state lanciate pubblicità a favore dei bianchi suprematisti e, allo stesso tempo, create pagine a sostegno del movimento Black Lives Matters. Lo stesso sistema è servito a fomentare anche le frammentazioni tra le comunità mussulmane e i gruppi islamofobici. A proposito vi consigliamo due articoli interessanti: il primo da parte di The Washington Post utile a farsi un’idea complessiva della questione mentre il secondo, da Outiline.com, riflette sui problemi interni che dovrebbero essere risolti per prevenire questo genere di influenze. Per quanto riguarda invece gli sviluppi del Russiagate più interni alla Casa Bianca su Il Post trovate un articolo di Francesco Costa che fa un ottimo punto della situazione.

    Cambiate password se non volete che Putin legga i messaggi imbarazzanti che scrivete al vostro ragazzo o ragazza.

     

    NORD AMERICA

    1. Recentemente sembra che gli Stati Uniti abbiano proposto una sunset clause di 5 anni per il NAFTA: ogni 5 anni l’accordo dovrebbe essere rinnovato pena la sua cessazione. Se 5 anni indubbiamente è un termine troppo breve l’idea di tale clausola non è così sbagliata. Politico ci spiega il perché.

    2. Come riporta il Washington Post, Trump ha dichiarato emergenza sanitaria nazionale l’abuso di droga, in particolare oppioidi, negli Stati Uniti. Ciò comporterà alcune modifiche nell’approccio statale a un fenomeno sempre più preoccupante.

    ASIA

    1. La Thailandia ha dato l’ultimo saluto a re Bhumibol con una spettacolare cerimonia funebre, ma dietro la formalità del cordoglio pubblico restano profonde tensioni politiche e sociali. Channel News Asia riflette sull’incerto futuro del Paese asiatico, sospeso tra dittatura militare e ritorno alla democrazia.

    2. War is Boring un’occhiata all’Aeronautica militare cinese per quantità e qualità

    3. I rapporti tra India e Pakistan sembrano aver raggiunto un pericoloso punto di non ritorno. I due Paesi non solo litigano su tutto, ma rifiutano persino di intrattenere qualsiasi forma minima di dialogo diplomatico tra loro. Asia Times riflette su una situazione sempre più rischiosa per il futuro dei fragili equilibri asiatici.

    EUROPA

    1. La cancelliera tedesca Angela Merkel vuole limitare i poteri del Ministro delle Finanze, nel caso in cui questa carica fosse assegnata ai liberaldemocratici. Merkel vorrebbe infatti bilanciare gli equilibri interni della coalizione e non pregiudicare il dialogo sull’Eurozona con la Francia di Emmanuel Macron. Qui l’articolo di Politico.

    2. Sempre Politico ci racconta che il gruppo di Visegrad potrebbe essere meno compatto di quanto sembri. L’unità del blocco, propiziata dalla crisi dei rifugiati del 2015, pare vacillare. Slovacchia e Repubblica Ceca non vogliono schiacciarsi sulle posizioni di Polonia e Ungheria.

    AFRICA

    1. Kenyatta si riconferma Presidente dopo le elezioni bis dello scorso week end. Ma le tensioni degli ultimi mesi potrebbero averne minato la legittimità in maniera irreparabile. Qui l’Economist ci spiega perché il Presidente non dovrebbe cantare vittoria troppo presto.

    2. Africa Innovators è il portale che Quartz dedica a personaggi influenti che stanno “innovando”, cioè portando un cambiamento concreto, nel proprio settore specifico: politica, economia, tecnologia, letteratura. Qui una lista di 30 nomi, la prima di molte (speriamo) a venire.

    RUSSIA E CIS

    1. Sono passati cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre. L’URSS non esiste più, ma molte delle sue eredità politiche e sociali continuano a influenzare la vita dei Paesi dello spazio post-sovietico. Tra queste la più importante è forse la questione dell’identità nazionale russa, soppressa dal regime bolscevico e riesplosa con forza dopo il 1991. Ne parla EurasiaNet.org nel suo speciale Red Legacy sugli eventi del 1917.

    2. Chi ha vinto la crisi ucraina, che sta per entrare nel suo quarto anno di vita? Su Bloomberg Leonid Bershidsky non ha dubbi: la vecchia oligarchia politica di Kiev. Nonostante guerra e crisi economica, essa è infatti riuscita ad annullare le istanze riformiste di EuroMaidan e a sfruttare lo scontro Russia-Occidente per mantenere il controllo del Paese.

    AMERICA LATINA

    Il caso delle violenze di genere allarma il Perù; da quando è stato istituito un servizio speciale per contrastarle si calcola che ogni ora 16 persone denuncino violenza e ben il 75% sono donne. Il racconto di Diario Correo

    AMBIENTE

    1. La Estrella de Panamà ci racconta di come gli stati partecipanti al IX Summit sul consumo di suolo, tenutosi a San Jose’ de Costa Rica, abbiamo analizzato il problema; tra i colpevoli, l’agricoltura, il cambiamento climatico e l’industria mineraria. Un terzo del suolo del mondo è a rischio erosione.

    2. Anche dall’altra parte del mondo, in Giappone, acqua e vento costituiscono un serio pericolo per l’uomo. The Japan Times racconta di quello che sta accadendo sull’area del Pacifico a causa del tifone Saola.

    A cura di Alberto Assouad

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    Alberto Assouad
    Alberto Assouad

    Nato a Roma nel 1993 ma vivo a Milano da sempre. Mio padre è un romano acquisito ma nato a Aleppo. Sarà a causa di questa eredità siriana che oggi mi interesso particolarmente di studi mediorientali e terrorismo. Ho una personalità particolarmente ossessiva che nel tempo mi ha portato ad approfondire e dedicarmi a materie e attività estremamente diverse tra loro. Sono laureato in Architettura al Politecnico di Milano ma in questo momento sto concludendo un master in Relazioni Internazionali e tra poco incomincerò la magistrale di Politiche Europee ed Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho un oscuro passato da cinefilo accanito, particolarmente attento al cinema etnografico e documentaristico, mentre una delle mie più grandi passioni attuali è la fotografia, meglio se analogica. Sono anche un giocoliere! Il filo rosso che in qualche modo collega da sempre tutti i miei interessi è il viaggio: a fatica riesco a rimanere fermo a Milano per più di un mese di fila. Non è difficile capire perché Hemingway sia il mio scrittore preferito.

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