In 3 sorsi – Il Governo greco ha scelto Israele come partner commerciale per fornire velivoli da addestramento e istituire una scuola di addestramento aeronautica. Il ministro della Difesa israeliano conferma l’importanza dello storico accordo per garantire la stabilità nel Mediterraneo.
Gibuti, nel 2011 fu davvero una Primavera?
Analisi – Nel 2011, tra gennaio e aprile, anche Gibuti fu traversato da manifestazioni che invocavano un cambio di regime e maggiore rispetto dei diritti umani. Le proteste furono represse rapidamente e il Presidente Guelleh resta ancora oggi al potere, in attesa delle elezioni dell’aprile 2021. Gibuti, Paese subsahariano legato al mondo arabo, ebbe una propria Primavera? Forse.
Il nuovo volto del Caucaso (I): la Russia e lo status quo regionale
Analisi – Prima parte di una lunga analisi sui complessi equilibri del Caucaso odierno. La mediazione russa tra Armenia e Azerbaijan in Nagorno-Karabakh ha permesso a Mosca di confermare la propria rilevanza geopolitica nella regione. Ma sarà sufficiente all’interno di un contesto sempre più competitivo?
NATO 2030: come l’Alleanza guarda al futuro
Analisi – Si sono conclusi i lavori del Gruppo di Riflessione nominato nel marzo scorso dal Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg. I dieci esperti, cinque uomini e cinque donne, hanno discusso il rapporto conclusivo con i Ministri degli Esteri dell’Alleanza il 1° dicembre, presentandolo pubblicamente due giorni dopo. Un documento ambizioso ma concreto, che si propone di ridisegnare l’immagine della NATO del futuro. Un’Alleanza regionale con orizzonti globali: più politica, più coesa, più resiliente.
Corsa alla riconciliazione tra Qatar e Arabia Saudita
In 3 sorsi – Al 41° summit del Consiglio di Cooperazione del Golfo, l’Arabia Saudita ha ufficializzato la riconciliazione con il Qatar. Il messaggio di distensione si rivolge in particolare alla futura presidenza Biden, visti i probabili futuri attriti con i sauditi. Bahrain, Egitto ed Emirati si sono accodati, pur mantenendo le dovute cautele.
Colombia: tra FARC e Governo una pace disillusa
In 3 sorsi – Quattro anni dopo l’accordo di pace siglato nel 2016 tra l’ex Presidente colombiano Manuel Santos e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), il bilancio dei morti cresce rapidamente. Solo nel 2020: 90 i massacri commessi e 375 le vittime.
Il futuro del Caucaso meridionale si decide al Cremlino
In 3 sorsi – I leader di Armenia e Azerbaijan si incontrano al Cremlino, con la mediazione di Putin. Il 2021 si presenta come un anno di grandi cambiamenti per il Caucaso meridionale, ma sempre sotto il controllo russo.
L’Africa sulla via del nucleare
In 3 sorsi – Nel 2020 sono saliti a 17 i Paesi africani firmatari di accordi di cooperazione con aziende straniere per lo sviluppo di centrali nucleari al fine di vincere la lotta contro la carenza di elettricità. I venditori nucleari e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica offrono diverse prospettive di investimento nel settore, tuttavia i termini contrattuali non sono sempre chiari e i rischi ambientali e sociali elevati.
Lo spettacolo della distruzione
Analisi – A febbraio 2015 i militanti di Daesh distruggono le statue del museo di Mosul e diffondono le immagini attraverso un video. L’episodio racconta da un lato una volontà iconoclasta nei confronti di simboli storici, dall’altro un atto performativo che intende mettere in scena la distruzione.
In Kirghizistan si chiude un’era
In 3 sorsi – La vittoria scontata di Zhaparov alle elezioni presidenziali potrebbe aprire una fase di autoritarismo nella regione, visto che l’unico Paese dell’Asia Centrale ad avere un sistema parlamentare tornerà presto ad avere un sistema fortemente presidenziale.
Quale futuro per la democrazia a Hong Kong?
Caffé Lungo – L’introduzione da parte cinese della Hong Kong Security Law ha messo in serio dubbio la libertà di espressione e la democrazia a Hong Kong. Una nuova ondata di arresti scuote la città, mentre degenerano i rapporti con gli Stati Uniti.
Il costo umano della guerra in Nagorno-Karabakh
Caffè lungo – Durante il recente conflitto tra Armenia e Azerbaijan, Baku è riuscita a riconquistare ingenti sezioni di territorio perso 26 anni prima. L’accordo firmato il 9 novembre dai due Stati, che vede la Russia come garante, ha diviso la de facto Repubblica di Artsakh in aree sotto il controllo di uno o dell’altro Stato, ma vaghe rimangono le linee guida per il ricollocamento degli sfollati, protagonisti di una nuova emergenza umanitaria.


